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La radio nell’URSS

Approfondimento storico in una prospettiva critica

La radio sovietica era in ogni casa e non si spegneva: il «punto radio» a filo sopra la porta della cucina trasmetteva il programma di Stato dalle sei del mattino a mezzanotte in settanta milioni di appartamenti, con la ginnastica, le notizie, la musica e gli allarmi della difesa civile. Fuori dal filo c’erano le onde corte, le radio straniere disturbate dai trasmettitori del KGB e ascoltate lo stesso da milioni di persone: la BBC, la Voce dell’America, Radio Liberty erano l’altra radio dell’Unione.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
La radio nell’URSS
Studio televisivo anni Settanta: presentatore alla scrivania, telecamere ingombranti, luci di regia.

La radio del filo

Dagli anni Venti, con la torre di Šuchov e la stazione Komintern, la radio sovietica fu pensata come altoparlante: i «punti radio» collegati con un cavo alla rete cittadina, senza sintonia, con un solo programma e poi tre, obbligatori nei nuovi appartamenti e negli uffici, arrivarono a settanta milioni negli anni Ottanta, e gli altoparlanti nelle piazze, nei cortili e nelle stazioni trasmettevano lo stesso segnale. Il filo serviva anche alla difesa civile, con la sirena e gli annunci, e per questo non si poteva togliere: la radio di Stato era un servizio come l’acqua.

I programmi

Il Primo programma della Radio panunionale apriva alle sei con l’inno e la ginnastica, seguiva con le notizie, i concerti, le letture di romanzi, il «Teatro al microfono», le trasmissioni per i bambini e per le campagne, e chiudeva a mezzanotte con l’inno; dal 1964 il Majak, «Faro», trasmetteva ventiquattr’ore notizie brevi e musica leggera, con il segnale delle «Notti moscovite» ogni mezz’ora, e fu la radio che i sovietici tenevano accesa; il terzo programma era la cultura. Jurij Levitan, la voce che aveva annunciato la guerra e la vittoria, fu lo speaker dell’Unione per quarant’anni.

Le voci nemiche

La BBC, la Voce dell’America, Radio Liberty, la Deutsche Welle e le radio dei paesi vicini trasmettevano in russo e nelle lingue delle repubbliche le notizie che la radio sovietica non dava, e l’URSS le disturbava dal 1948 con migliaia di trasmettitori di jamming, che rendevano l’ascolto un ronzio nelle città e possibile in campagna: le stime parlano di decine di milioni di ascoltatori regolari, con le ricevitori a onde corte prodotte dall’industria sovietica, lo Spidola e l’Okean, e con le notizie che passavano di bocca in bocca. Il disturbo cessò nel 1988; i primi a sapere di Chernobyl, di Sacharov e dell’Afghanistan lo seppero così.

La radio della perestrojka

Con la glasnost la radio sovietica cambiò voce: i programmi di dibattito, le dirette, le trasmissioni giovanili con il rock, e nell’agosto 1990 la nascita di Echo Moskvy, la prima radio indipendente, che durante il golpe del 1991 trasmise dalla Casa Bianca mentre la radio di Stato era muta. Il punto radio restò nelle case, con i programmi liberi, e il filo cominciò a essere tagliato.

Dopo il 1991

La radio russa degli anni Novanta ebbe le FM commerciali, la musica occidentale e le radio d’informazione, con Echo Moskvy come voce dell’opposizione liberale per trent’anni, fino alla chiusura nel marzo 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina; il Majak e la Radio Rossii, eredi dei programmi sovietici, sono di Stato. I punti radio a filo esistono ancora in milioni di case e sono di nuovo obbligatori per la difesa civile: la radio che non si spegne è sopravvissuta a tutto.

Curiosità

  • Jurij Levitan, la voce della radio sovietica, annunciò l’attacco tedesco il 22 giugno 1941 e la vittoria il 9 maggio 1945: Hitler lo aveva dichiarato nemico personale, e la sua voce fu registrata solo nel dopoguerra.
  • I ricevitori a onde corte Spidola, prodotti dalla VEF di Riga dal 1960, furono venduti in milioni di esemplari: con l’antenna estesa e la sera in campagna si ascoltava la BBC nonostante il disturbo.
  • Il disturbo delle radio straniere occupava nel 1986 oltre duemila trasmettitori in ottanta città e costava più delle trasmissioni che cercava di coprire; fu spento il 30 novembre 1988.
  • Il segnale del Majak, le prime note di «Notti moscovite», ha suonato ogni mezz’ora dal 1964 a oggi: è il suono più riconoscibile della radio russa.

Valutazione critica

La radio sovietica fu il primo mezzo di massa dell’Unione e il più totalitario: un filo che portava in ogni casa la voce di Stato senza sintonia e senza interruttore, per sessant’anni. Le onde corte furono la crepa, e milioni di sovietici impararono dalla BBC ciò che il loro paese faceva; il regime spese più per disturbarle che l’Occidente per trasmetterle, e perse.

La chiusura di Echo Moskvy nel 2022 e il ritorno dell’obbligo del punto radio per la difesa civile dicono che la Russia è tornata alla radio del filo, senza la BBC a farle concorrenza in casa.

FAQ – Domande frequenti

Che cos’era il punto radio? L’altoparlante a filo collegato alla rete radiofonica cittadina, senza sintonia, obbligatorio negli appartamenti e negli uffici: trasmetteva il programma di Stato dalle sei a mezzanotte e serviva per gli allarmi della difesa civile.

Si potevano ascoltare le radio straniere? Era possibile con i ricevitori a onde corte, nonostante il disturbo con migliaia di trasmettitori dal 1948 al 1988; decine di milioni di sovietici ascoltavano la BBC, la Voce dell’America e Radio Liberty.

Chi era Levitan? Jurij Levitan, lo speaker della radio sovietica dal 1931 al 1983, la voce che annunciò l’attacco tedesco nel 1941, la vittoria nel 1945 e il volo di Gagarin nel 1961.

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