Razionamento
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Le tessere del 1929, quelle della guerra con i 125 grammi di pane di Leningrado, e poi i «buoni» degli anni Ottanta per lo zucchero, il burro, la vodka, il sapone e il tabacco, fino alle tessere da visitatore di Mosca nel 1990: il razionamento accompagnò l’URSS all’inizio e alla fine, e nel mezzo fu sostituito da quello di fatto delle code. Fu abolito ufficialmente nel 1947 e nel 1992, ogni volta con una riforma monetaria che svuotava le tasche.
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Le tessere del primo piano quinquennale
Con la fine della NEP e la collettivizzazione lo Stato introdusse dal 1929 le tessere annonarie per il pane e poi per gli altri generi, con categorie di rifornimento secondo il lavoro e la città: gli operai delle industrie prioritarie in prima categoria, gli impiegati in seconda, i familiari in terza, i «privati del voto» esclusi. I negozi commerciali a prezzi alti e i Torgsin, dove si compravano viveri con oro e valuta, completavano un sistema in cui la fame delle campagne finanziava le città. Le tessere furono abolite nel 1935.
La guerra
Dal luglio 1941 le tessere tornarono, con le razioni di pane per categoria: 800 grammi per gli operai, 600 per gli impiegati, 400 per i familiari e i bambini, ridotte dove la situazione precipitava; a Leningrado nel novembre 1941 la razione minima scese a 125 grammi. Le mense di fabbrica, gli orti collettivi e il mercato a prezzi proibitivi integravano le tessere; perdere la tessera significava morire, e il commercio delle tessere fu punito con la fucilazione. Il razionamento durò fino al dicembre 1947, quando fu abolito insieme alla riforma monetaria che cancellò i risparmi.
Le code come razionamento
Dal 1947 al 1980 l’URSS non ebbe tessere ma non ebbe abbondanza: la distribuzione avveniva per categoria di città, con Mosca e le capitali rifornite prima, e per coda, con il limite «non più di due per persona» scritto sui cartelli e la «vendita a chi era in lista» nelle fabbriche. Le crisi periodiche, dal pane del 1963 alla carne degli anni Settanta, riportavano forme locali di razionamento con i buoni delle imprese; la penuria era il razionamento silenzioso del sistema.
I buoni degli anni Ottanta
Dal 1983-84 molte regioni reintrodussero i «talony», i buoni mensili per la carne, il burro, lo zucchero; la campagna antialcolica del 1985 aggiunse la vodka, e la corsa allo zucchero per la distillazione domestica portò nel 1989 i buoni per lo zucchero in tutta l’Unione, seguiti dal sapone, dal tabacco, con le «rivolte del tabacco» dell’estate 1990, e dal tè. Mosca introdusse nel 1990 le «tessere da visitatore»: i negozi vendevano solo a chi mostrava il passaporto con la residenza nella capitale. Alla fine del 1991 il razionamento era generale.
La fine
La liberalizzazione dei prezzi del gennaio 1992 fece sparire i buoni in pochi mesi: le merci tornarono nei negozi ai prezzi nuovi, e la coda fu sostituita dal portafoglio. I buoni di razionamento sono l’oggetto sovietico più conservato nelle case dell’ex Unione, insieme alle tessere di guerra dei nonni: ricordano, a chi li guarda, che la stabilità dei prezzi aveva un prezzo.
Curiosità
- I Torgsin, i negozi degli anni Trenta che vendevano viveri contro oro e valuta, raccolsero in cinque anni oltre duecento tonnellate d’oro, con il picco durante la carestia del 1933: le fedi e le icone degli affamati.
- La razione di 125 grammi di Leningrado, nel novembre-dicembre 1941, era per gli impiegati, i familiari e i bambini: gli operai ne ricevevano 250, i soldati al fronte 500.
- I buoni per la vodka del 1985-90, uno o due al mese per adulto, divennero una moneta parallela: si scambiavano con lavori, favori e altri buoni.
- Le «rivolte del tabacco» dell’agosto 1990, con i fumatori che bloccavano le strade di Mosca e di Leningrado per la mancanza di sigarette, furono tra le prime proteste di massa non politiche dell’URSS.
Valutazione critica
Il razionamento fu la forma onesta della penuria sovietica, e per questo il regime lo evitò per quarant’anni, preferendo la coda: le tessere ammettevano che il piano non produceva abbastanza, la coda lo nascondeva dietro il comportamento dei cittadini. Il ritorno dei buoni negli anni Ottanta fu la confessione che il sistema era tornato al 1929.
Che il razionamento sia finito due volte con una riforma monetaria che cancellava i risparmi dice qual era l’altra faccia della stabilità: lo Stato dava il pane a prezzo fisso e si riprendeva il resto.
FAQ – Domande frequenti
Quando ci fu il razionamento in URSS? Con le tessere dal 1929 al 1935 e dal 1941 al 1947; con i buoni locali e poi generali dal 1983-84 al 1992. Nel mezzo la penuria era gestita con le code e la distribuzione per categoria di città.
Come funzionavano le tessere di guerra? Assegnavano razioni giornaliere di pane per categoria, dagli 800 grammi degli operai ai 400 dei familiari, e quote mensili di altri generi; a Leningrado la razione scese a 125 grammi nel 1941.
Che cos’erano i talony? I buoni mensili per zucchero, carne, burro, vodka, sapone e tabacco introdotti nelle regioni dal 1983-84 e in tutta l’Unione alla fine degli anni Ottanta, aboliti con la liberalizzazione dei prezzi del 1992.
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