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Stagnazione

Approfondimento storico in una prospettiva critica

«Stagnazione», zastoj, è il nome che Gorbačëv diede nel 1987 ai vent’anni di Brežnev e dei suoi successori, dal 1964 al 1985: crescita economica che si spegne, gerontocrazia, corruzione, penurie croniche mascherate dal petrolio. Per molti russi furono gli anni più tranquilli del Novecento; per lo Stato sovietico, quelli in cui maturò il crollo.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Stagnazione
Cantiere di un altoforno negli anni Trenta: impalcature, fumo e operai in giacche imbottite.

Il termine

Al plenum del gennaio 1987 Gorbačëv parlò di «fenomeni di stagnazione» per descrivere l’epoca precedente e la parola divenne l’etichetta ufficiale di un periodo che i suoi protagonisti avevano chiamato «socialismo sviluppato». Copre in senso stretto gli anni di Brežnev (1964-1982), ma di solito include anche i brevi interregni di Andropov e Černenko fino al 1985.

L’economia

Dopo un buon quinquennio, 1966-70, la crescita rallentò a ogni piano: le statistiche ufficiali passarono dal 7-8 per cento annuo a poco più del 3 negli anni Ottanta, le stime occidentali indicano tassi ancora più bassi, vicini allo zero. La produttività del capitale scendeva, la manodopera scarseggiava, la tecnologia restava indietro. A coprire il vuoto furono il petrolio e il gas della Siberia, esportati in cambio di grano, macchinari e beni di consumo. L’agricoltura, nonostante investimenti enormi, non riuscì mai a nutrire il paese: dal 1963 l’URSS comprò cereali all’estero ogni anno.

La società

Il patto sociale dell’epoca garantiva lavoro, prezzi bassi, alloggio e sanità gratuiti in cambio di obbedienza e di rinuncia alla qualità: la «deficit», la penuria di beni, e le code erano la norma, il blat, la rete di favori, l’unica via per ottenere un pezzo di ricambio o una salsiccia. Il consumo di alcol raddoppiò tra il 1960 e il 1980; la speranza di vita maschile scese da 66 anni nel 1964 a circa 62 nel 1980, un caso unico tra i paesi industrializzati, e dal 1975 le statistiche sulla mortalità infantile smisero di essere pubblicate. La battuta «noi fingiamo di lavorare, loro fingono di pagarci» riassume il clima.

La politica

La «stabilità dei quadri» produsse un Politburo con un’età media di settant’anni, dirigenti in carica fino alla morte, clan regionali intoccabili. La corruzione divenne sistemica: lo scandalo del cotone in Uzbekistan, con miliardi di rubli per raccolti inesistenti, coinvolse il genero di Brežnev, Čurbanov. Il dissenso fu trattato con prigione, psichiatria ed esilio; l’ideologia si ridusse a rituale, recitata da tutti e creduta da nessuno.

La cultura

Sotto la superficie grigia, gli anni Settanta furono un’età d’oro per il cinema di Tarkovskij e Rjazanov, per le canzoni di Vysockij e Okudžava, per il teatro della Taganka, per la fantascienza dei fratelli Strugackij. Il samizdat e le trasmissioni straniere circolavano; i jeans, i dischi e le sigarette occidentali erano moneta. La vita privata, nelle cucine e nelle dacie, fu il vero spazio di libertà.

Curiosità

  • I «treni della salsiccia» portavano ogni giorno a Mosca migliaia di abitanti delle province a comprare i generi alimentari introvabili altrove.
  • Al funerale di Vysockij, nel luglio 1980, durante le Olimpiadi, decine di migliaia di moscoviti sfilarono davanti alla Taganka nonostante il silenzio della stampa.
  • Il termine ufficiale dell’epoca era «socialismo sviluppato», proclamato nel 1971 al posto del comunismo promesso da Chruščëv per il 1980.
  • Le barzellette su Brežnev erano così diffuse che il KGB le raccoglieva in rapporti periodici sull’umore della popolazione.

Valutazione critica

La stagnazione non fu un’età dell’oro ma una lenta decomposizione resa indolore dalla rendita petrolifera: ogni problema fu rinviato, ogni riforma abbandonata, ogni verità taciuta. La stabilità che oggi molti russi rimpiangono era quella di un paese in cui non accadeva nulla perché nulla poteva accadere.

Le radici del crollo del 1991 stanno qui: un’economia esausta, una classe dirigente senza ricambio, una società cinica. Quando il prezzo del petrolio cadde e Gorbačëv tolse il coperchio, non c’era più niente sotto.

FAQ – Domande frequenti

Quali anni comprende la stagnazione? In senso stretto il periodo di Brežnev, 1964-1982; per estensione fino all’arrivo di Gorbačëv nel marzo 1985.

Chi coniò il termine? Gorbačëv, al plenum del Comitato centrale del gennaio 1987, per giustificare la perestrojka.

Si viveva meglio che sotto Stalin? Sì, senza dubbio: niente terrore di massa, alloggi, elettrodomestici, ferie. Ma il miglioramento si fermò negli anni Settanta e gli indicatori di salute peggiorarono, unico caso tra i paesi industrializzati.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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