Bandiera sovietica
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Stemma dell’URSS

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Un globo terrestre con la falce e il martello sovrapposti, il sole che sorge, le spighe di grano legate da nastri rossi con il motto «Proletari di tutti i paesi, unitevi!» in quindici lingue e la stella rossa in alto: lo stemma dell’URSS, adottato nel 1923, era l’unico emblema di Stato del mondo che raffigurasse l’intero pianeta, e diceva il programma. Fu sui documenti, sulle monete, sui palazzi e sulle uniformi fino al 1991; la Russia ha ripreso l’aquila bicipite, la Bielorussia ne ha copiato lo schema, e il globo con la falce è diventato un pezzo da collezione.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Stemma dell’URSS
Bandiera rossa con falce e martello dorati che sventola davanti alle torri del Cremlino al tramonto.

Il progetto

Lo stemma fu disegnato tra il 1922 e il 1923 dai grafici della tipografia di Stato Goznak, con i disegni di Ivan Dubasov, Vladimir Adrianov e altri, e approvato nel luglio 1923 dal Comitato esecutivo centrale e poi dalla costituzione del 1924: la falce e il martello sopra il globo illuminato dal sole rappresentavano il potere operaio e contadino su tutto il mondo, le spighe l’agricoltura e l’abbondanza, la stella rossa a cinque punte la vittoria sui cinque continenti, e i nastri con il motto nelle lingue delle repubbliche l’Unione dei popoli. Non c’erano né uno scudo né una corona: l’araldica sovietica rifiutava la tradizione.

I nastri

I nastri con il motto crebbero con l’Unione: sei nel 1923, per il russo, l’ucraino, il bielorusso, il georgiano, l’armeno e l’azero, sette nel 1931, undici nel 1936 con le repubbliche dell’Asia centrale, sedici nel 1946 con i baltici, la Moldavia e la Carelia finlandese, e quindici dal 1956, quando la Repubblica carelo-finlandese fu retrocessa; ogni modifica costituzionale cambiava lo stemma, e lo stemma era la mappa dell’Unione. Le repubbliche avevano emblemi analoghi, con il globo sostituito dai paesaggi e dai prodotti locali, dal cotone uzbeco alla vite georgiana ai monti armeni.

Gli usi

Lo stemma era sui passaporti e sui documenti, sulle monete e sulle banconote, sul frontone del Cremlino e dei palazzi del governo, sui francobolli, sulle bottiglie di vodka da esportazione, sulle divise e sui sigilli, sulle facciate delle ambasciate; la sua riproduzione era regolata dalla legge, e la variante con il globo era vietata ai privati. Le repubbliche usavano i propri emblemi negli atti locali e quello dell’Unione negli atti federali; i bambini lo disegnavano a scuola e i militari lo portavano sul berretto.

Il 1991

Con la fine dell’Unione lo stemma sparì dai documenti in pochi mesi: la Russia adottò nel novembre 1993 con decreto di El’cin l’aquila bicipite degli zar, confermata dalla legge del 2000 sotto Putin, e le repubbliche ripresero i simboli storici, dal tridente ucraino al leone georgiano; la Bielorussia, con il referendum del 1995, adottò uno stemma che copia quello sovietico senza la falce e il martello, con il globo, le spighe e la stella rossa, e il Tagikistan, il Turkmenistan e l’Uzbekistan hanno emblemi con le spighe e i nastri ereditati dallo schema. I frontoni con lo stemma sovietico restano su migliaia di edifici, dal Cremlino ai municipi.

L’eredità

Lo stemma con il globo è oggi un oggetto: le spille, le medaglie e le targhe di bronzo strappate dai palazzi negli anni Novanta si vendono ai mercatini e alle aste, i musei ne conservano gli esemplari e i grafici lo citano come esempio di araldica moderna; per i paesi dell’Est è il marchio dell’occupazione, e i suoi usi sono vietati con gli altri simboli. Il programma che raffigurava, il mondo intero sotto la falce e il martello, è finito con lo Stato che lo aveva disegnato.

Curiosità

  • Lo stemma dell’URSS fu l’unico emblema di Stato del mondo con l’intero globo terrestre, con l’Unione al centro e i continenti sotto la falce e il martello: gli araldisti lo citano come la dichiarazione più esplicita di un programma mondiale in uno stemma.
  • Il numero dei nastri cambiò sei volte tra il 1923 e il 1956 con il numero delle repubbliche, da sei a sedici e poi quindici: per un decennio lo stemma ebbe un nastro in finlandese, per la Repubblica carelo-finlandese che non ebbe mai finlandesi.
  • Lo stemma della Bielorussia del 1995, voluto da Lukašenko, riprende il globo, le spighe e la stella rossa di quello sovietico togliendo la falce e il martello: è l’unico emblema di Stato ex sovietico che conservi lo schema.
  • Le targhe di bronzo con lo stemma tolte dagli edifici pubblici nel 1991-92 sono oggi tra gli oggetti sovietici più venduti alle aste, con i prezzi che superano i mille euro per gli esemplari grandi.

Valutazione critica

Lo stemma con il globo era l’onestà dell’Unione: uno Stato che dichiarava nel proprio emblema di volere il mondo intero, e che modificava il numero dei nastri a ogni annessione, con il finlandese aggiunto nel 1940 per un paese che non aveva conquistato. Era anche un capolavoro grafico, e per questo sopravvive sugli edifici e nelle collezioni.

L’aquila bicipite ripresa dalla Russia e il globo senza falce della Bielorussia dicono che gli eredi hanno scelto tra l’impero degli zar e quello dei soviet; i paesi che vietano lo stemma hanno scelto di non averne nessuno dei due.

FAQ – Domande frequenti

Che cosa rappresentava lo stemma dell’URSS? Il globo con la falce e il martello per il potere operaio e contadino su tutto il mondo, il sole che sorge, le spighe per l’agricoltura, la stella rossa per la vittoria e i nastri con il motto «Proletari di tutti i paesi, unitevi!» nelle lingue delle repubbliche.

Quanti nastri aveva? Sei nel 1923, poi sette, undici, sedici nel 1946 e quindici dal 1956, uno per ogni repubblica dell’Unione con il motto nella sua lingua; il numero cambiava con le costituzioni.

Che stemma ha oggi la Russia? L’aquila bicipite degli zar, adottata con decreto di El’cin nel 1993 e confermata per legge nel 2000; la Bielorussia usa dal 1995 uno stemma che riprende quello sovietico senza la falce e il martello.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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