Brežnev
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Leonid Il’ič Brežnev (1906-1982) fu al vertice dell’URSS per diciotto anni, dal 1964 al 1982: il periodo più lungo dopo Stalin, ricordato come l’età della «stagnazione». Stabilità dei quadri, rendita del petrolio, parità militare con gli Stati Uniti e repressione del dissenso ne furono i tratti; la Cecoslovacchia nel 1968 e l’Afghanistan nel 1979 i momenti decisivi.
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Chi era
Nato il 19 dicembre 1906 a Kamenskoe, in Ucraina, in una famiglia di operai metallurgici russi, Brežnev si diplomò ingegnere e fece carriera nel partito negli anni Trenta, occupando i posti lasciati vuoti dalle purghe. Durante la guerra fu commissario politico sul fronte del Caucaso e del Mar Nero, esperienza che le sue memorie avrebbero poi gonfiato in un’epopea. Dopo il 1945 diresse il partito in Moldavia e in Kazakistan, dove seguì la campagna delle terre vergini, e nel 1960 divenne presidente del Presidium del Soviet supremo, cioè capo dello Stato formale. Nel 1964 fu tra i registi della deposizione di Chruščëv, di cui prese il posto.
La «stabilità dei quadri»
Il nuovo corso fu presentato come direzione collettiva, con Kosygin alla guida del governo e Podgornyj alla presidenza. Brežnev, segretario generale dal 1966, la trasformò gradualmente in potere personale, ma senza le purghe: la parola d’ordine fu «stabilità dei quadri», cioè la garanzia per la nomenklatura di conservare cariche e privilegi a vita. Ne derivarono una classe dirigente sempre più anziana, una corruzione diffusa, il clientelismo delle repubbliche. La Costituzione del 1977 sancì all’articolo 6 il ruolo dirigente del partito, e Brežnev assunse anche la presidenza dello Stato.
Economia e stagnazione
La riforma Kosygin del 1965, che introduceva timidi criteri di redditività nelle imprese, fu abbandonata dopo il 1968. Negli anni Settanta la crescita rallentò fino quasi a fermarsi, mentre la spesa militare assorbiva una quota enorme delle risorse. A tenere in piedi il sistema fu il petrolio della Siberia occidentale: le esportazioni, favorite dagli shock petroliferi del 1973 e del 1979, pagarono le importazioni di grano dopo i cattivi raccolti del 1972 e del 1975. Il tenore di vita migliorò rispetto al passato, con televisori, frigoriferi e qualche automobile, ma le code, le penurie e il mercato nero divennero permanenti, e nel decennio la speranza di vita smise di crescere.
Politica estera: da Praga all’Afghanistan
Nell’agosto 1968 le truppe del Patto di Varsavia invasero la Cecoslovacchia per soffocare la Primavera di Praga; la «dottrina Brežnev» della sovranità limitata stabilì che nessun paese socialista poteva uscire dal blocco. Seguì però la distensione con gli Stati Uniti: gli accordi SALT I del 1972, l’Atto finale di Helsinki del 1975, la missione congiunta Apollo-Sojuz. La parità nucleare fu raggiunta. La svolta arrivò nel dicembre 1979 con l’invasione dell’Afghanistan, decisa da un ristretto gruppo del Politburo: dieci anni di guerra, circa 15.000 soldati sovietici morti, il boicottaggio delle Olimpiadi di Mosca e la fine della distensione.
Il dissenso e la repressione
Il processo agli scrittori Sinjavskij e Daniel’ nel 1966 segnò la fine del disgelo. Il dissenso fu combattuto con condanne per «propaganda antisovietica», internamenti psichiatrici, esilio: Solženicyn fu espulso nel 1974, Sacharov confinato a Gor’kij nel 1980. Il samizdat e i gruppi di Helsinki, nati dopo il 1975 per verificare il rispetto degli impegni sui diritti umani, furono sistematicamente smantellati dal KGB di Andropov.
Declino e morte
Dalla metà degli anni Settanta la salute di Brežnev peggiorò rapidamente, tra malattie cardiovascolari e dipendenza dai sonniferi; le apparizioni pubbliche, con la voce impastata e i movimenti incerti, alimentarono una stagione di barzellette. Il culto degli ultimi anni fu grottesco: nominato maresciallo nel 1976, insignito dell’Ordine della Vittoria nel 1978 (revocato nel 1989), premio Lenin per la letteratura nel 1979 per memorie scritte da altri. Morì il 10 novembre 1982; gli succedette Andropov.
Curiosità
- Collezionava automobili straniere ricevute in dono dai capi di Stato, dalla Rolls-Royce alla Cadillac, e amava guidarle personalmente.
- Ricevette più di cento decorazioni, tra cui quattro stelle di Eroe dell’Unione Sovietica: le uniformi cariche di medaglie erano oggetto di ironia popolare.
- Il bacio sulla bocca con Honecker, nel 1979, fu fotografato e poi dipinto nel 1990 sul Muro di Berlino, dove è una delle immagini più visitate.
- Le folte sopracciglia gli valsero il soprannome «Brovenosec», gioco di parole tra «sopracciglia» e «corazzata».
Valutazione critica
L’era Brežnev fu il momento di massima potenza esterna dell’URSS e insieme l’inizio del suo declino interno. La stabilità fu comprata con l’immobilità: i problemi strutturali dell’economia pianificata furono rinviati grazie alla rendita petrolifera, la classe dirigente invecchiò senza ricambio, la corruzione divenne sistema. La parità militare con l’Occidente fu raggiunta a spese dei consumi e della tecnologia civile.
Praga 1968 e l’Afghanistan mostrarono che il blocco sovietico si reggeva sulla forza; il dissenso, pur minoritario, fu trattato come una minaccia esistenziale. Che una parte dei russi ricordi oggi quegli anni come i migliori del Novecento dice più sulla prevedibilità di quella vita che sulla salute del sistema, che dieci anni dopo la morte di Brežnev non esisteva più.
FAQ – Domande frequenti
Che cos’è la «dottrina Brežnev»? Il principio, enunciato dopo l’invasione della Cecoslovacchia del 1968, per cui la sovranità dei paesi socialisti era limitata dagli interessi del blocco: Mosca si riservava il diritto di intervenire militarmente.
Perché si parla di «stagnazione»? Il termine, coniato nell’era Gorbačëv, indica il rallentamento economico e l’immobilismo politico degli anni Settanta: crescita quasi nulla, tecnologia arretrata, nomenklatura inamovibile.
Brežnev fu un eroe di guerra? Fu commissario politico con incarichi reali, ma le memorie pubblicate negli anni Settanta ne ingigantirono il ruolo fino al ridicolo, e le decorazioni militari degli ultimi anni furono autoattribuite.
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