Černenko
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Konstantin Černenko, il segretario personale di Brežnev, ebbe il potere a 72 anni, malato di enfisema, per tredici mesi tra il febbraio 1984 e il marzo 1985: leggeva i discorsi senza fiato, fu filmato mentre votava dal letto d’ospedale, riammise Molotov nel partito, boicottò le Olimpiadi di Los Angeles e morì il 10 marzo 1985, terzo segretario generale in ventotto mesi. Fu l’ultimo dei vecchi, e la sua elezione la prova che il sistema non aveva altro; Gorbačëv, che presiedeva le sedute al suo posto, lo seguì il giorno dopo.
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L’apparatčik
Nato nel 1911 in un villaggio siberiano dello Enisej da contadini, Černenko fu guardia di frontiera, funzionario del partito in Siberia e in Moldavia, dove nel 1950 conobbe Brežnev, primo segretario della repubblica, e ne divenne l’assistente, il confidente e l’ombra per trent’anni: capo dell’ufficio generale del Comitato centrale dal 1965, gestiva i documenti, le pratiche e la corrispondenza del segretario generale, con il potere di chi decide che cosa arriva sul tavolo. Nel 1978 entrò nel Politburo, e Brežnev lo voleva come successore.
La sconfitta del 1982 e la vittoria del 1984
Alla morte di Brežnev, nel novembre 1982, Černenko fu battuto da Andropov, appoggiato dal KGB, dall’esercito e da Gromyko, e restò il secondo; alla morte di Andropov, il 9 febbraio 1984, i vecchi del Politburo, Tichonov, Ustinov e Gromyko, lo scelsero il 13 febbraio contro il giovane Gorbačëv, per non cambiare nulla: aveva 72 anni, l’enfisema polmonare, la cirrosi e il cuore malato, e al funerale di Andropov faticò a leggere e non riuscì a fare il saluto militare. La televisione mostrò al mondo un capo che non poteva respirare.
I tredici mesi
Il governo di Černenko fu la continuazione di Brežnev senza Brežnev: la fine della campagna per la disciplina, la riabilitazione di Molotov riammesso nel partito nel luglio 1984 a 94 anni, il tentativo di riabilitare Stalin fermato dai colleghi, il boicottaggio delle Olimpiadi di Los Angeles annunciato in maggio, la ripresa dei negoziati con gli americani decisa in autunno per la stanchezza della crisi, e Gorbačëv che presiedeva il Politburo quando il segretario generale era in ospedale, cioè quasi sempre. Il paese si fermò in attesa, con le barzellette sui funerali e la Pravda che pubblicava le foto di un uomo che non si vedeva.
La fine
Nel febbraio 1985, per le elezioni del Soviet supremo della Russia, la televisione mostrò Černenko che votava e riceveva il certificato di deputato in una stanza dell’ospedale del Cremlino arredata come un seggio, sorretto dal primo segretario di Mosca Grišin: fu l’ultima apparizione, e il paese capì. Morì il 10 marzo 1985, e la sera stessa il Politburo, con Gromyko a proporlo, scelse Gorbačëv, eletto l’11 marzo dal Comitato centrale: dopo tre funerali in ventotto mesi, il sistema aveva un capo di 54 anni.
Il giudizio
Černenko è ricordato come il segretario generale che non fu nulla, l’uomo dell’ufficio di Brežnev promosso per non cambiare, il simbolo della gerontocrazia: l’elezione di un malato terminale nel 1984 fu la scelta di un Politburo che preferiva un morto a un cambiamento, e la sua morte rese possibile Gorbačëv. La sua tomba al muro del Cremlino è l’ultima della fila dei segretari generali sepolti con onore; Gorbačëv riposa a Novodevičij.
Curiosità
- Al funerale di Andropov, nel febbraio 1984, Černenko non riuscì a portare la mano alla fronte per il saluto militare e lesse il discorso ansimando: i corrispondenti occidentali cominciarono a scrivere il suo necrologio.
- Il 28 febbraio 1985 la televisione mostrò Černenko che votava «al seggio», in realtà una stanza dell’ospedale del Cremlino allestita con l’urna e le bandiere: dieci giorni dopo era morto.
- Černenko riammise nel partito Molotov, espulso da Chruščëv nel 1962, nel luglio 1984: il vecchio ministro degli esteri di Stalin aveva 94 anni e morì due anni dopo, ancora convinto.
- Ai tre funerali di Stato del 1982, 1984 e 1985 la televisione trasmise sempre «Il lago dei cigni»; la barzelletta diceva che il balletto era la nuova trasmissione politica.
Valutazione critica
Černenko non fu un dirigente ma un sintomo: la scelta di un uomo che non poteva respirare per guidare una superpotenza dice che il Politburo del 1984 non aveva un progetto, solo la paura del cambiamento, e i tredici mesi della sua non-guida furono il tempo in cui l’Unione aspettò. La sua unica funzione storica fu morire in fretta.
L’immagine del voto in ospedale, con il seggio finto e il capo sorretto, è la fotografia della gerontocrazia sovietica e la ragione per cui il paese accolse Gorbačëv come una liberazione.
FAQ – Domande frequenti
Chi era Černenko? Konstantin Černenko, nato nel 1911, l’assistente e confidente di Brežnev per trent’anni, segretario generale dal 13 febbraio 1984 alla morte, il 10 marzo 1985, a 73 anni.
Perché fu eletto un uomo malato? Perché i vecchi del Politburo, alla morte di Andropov, preferirono un continuatore di Brežnev al giovane Gorbačëv: Černenko aveva l’enfisema e non governò quasi mai.
Che cosa fece in tredici mesi? Poco: riammise Molotov nel partito, boicottò le Olimpiadi di Los Angeles, tentò senza successo di riabilitare Stalin e lasciò a Gorbačëv la presidenza delle sedute; il paese attese la sua morte.
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