Cominform
Approfondimento storico in una prospettiva critica
L’Ufficio d’informazione dei partiti comunisti, il Cominform, fu creato da Stalin nel settembre 1947 per riallineare i partiti dell’Est e dell’Ovest all’inizio della Guerra fredda: nove partiti, la teoria dei «due campi» di Ždanov, il giornale con il titolo più lungo del movimento, e come primo atto la condanna del PCI e del PCF per il parlamentarismo. Nel giugno 1948 espulse la Jugoslavia di Tito e diventò il tribunale del titoismo; fu sciolto nel 1956 quando Chruščëv fece pace con Belgrado.
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La fondazione
Dal 22 al 27 settembre 1947 a Szklarska Poręba, in Slesia, i delegati di nove partiti, sovietico, jugoslavo, polacco, cecoslovacco, ungherese, romeno, bulgaro, francese e italiano, fondarono l’Ufficio d’informazione: Andrej Ždanov espose la teoria dei «due campi», quello imperialista guidato dagli Stati Uniti e quello democratico guidato dall’URSS, senza terza via, e i delegati jugoslavi attaccarono per conto di Mosca il PCI e il PCF, colpevoli di aver cercato i governi e di essersi fatti cacciare nel maggio 1947. Togliatti mandò Longo e Reale, che si autocriticarono; Duclos fece lo stesso.
Il giornale e la sede
La sede fu posta a Belgrado, e il giornale, «Per una pace stabile, per una democrazia popolare!», con il titolo che Stalin volle in modo che i giornali occidentali dovessero ripeterlo per intero, uscì in decine di lingue con le direttive; il Cominform non aveva statuto né personale, e le sue riunioni furono tre: la fondazione, la condanna di Tito nel 1948 e la conferma nel 1949. Serviva a unificare la linea e a dare l’apparenza di un dibattito a decisioni prese al Cremlino.
L’espulsione di Tito
Il 28 giugno 1948, a Bucarest, il Cominform espulse il partito jugoslavo, accusato di nazionalismo, di trockismo e di deviazione contadina, con la risoluzione che invitava i comunisti jugoslavi a rovesciare Tito: la sede passò a Bucarest, e la caccia ai «titoisti» divenne il pretesto dei processi dell’Est, da Rajk a Kostov a Slánský, mentre in Jugoslavia i filosovietici finivano a Goli Otok. Nel novembre 1949 la seconda risoluzione definì Tito «al servizio degli imperialisti» e lo isolò del tutto.
I partiti occidentali
Per il PCI e il PCF il Cominform fu l’ordine di scendere in trincea: le lotte contro il piano Marshall e la NATO, gli scioperi, la «pace» con la raccolta di firme dell’appello di Stoccolma, il rifiuto di ogni rapporto con i socialdemocratici, la campagna contro Tito che Togliatti accettò; il Partito comunista italiano perse nel 1948 con il Fronte popolare e fu il partito più grande dell’Occidente e il più isolato. Le direttive arrivavano dal giornale e dai delegati; i partiti le eseguivano.
Lo scioglimento
Con la morte di Stalin e la riconciliazione di Chruščëv con Tito, che nel 1955 visitò Belgrado scusandosi, l’organismo perse la ragione d’essere: fu sciolto il 17 aprile 1956, due mesi dopo il rapporto segreto, con un comunicato che ne lodava i meriti, e i rapporti tra i partiti passarono alle conferenze mondiali del 1957, del 1960 e del 1969 e ai contatti bilaterali del dipartimento internazionale. Il Cominform durò nove anni e riunì il movimento tre volte: fu la forma breve del Comintern, senza le sue illusioni.
Curiosità
- Il giornale del Cominform si chiamava «Per una pace stabile, per una democrazia popolare!»: Stalin scelse il titolo per costringere la stampa occidentale a ripetere lo slogan ogni volta che lo citava.
- A Szklarska Poręba nel 1947 furono gli jugoslavi Kardelj e Djilas, su incarico sovietico, ad attaccare l’italiano Longo e il francese Duclos per il parlamentarismo: nove mesi dopo la Jugoslavia era espulsa.
- La risoluzione di espulsione della Jugoslavia fu adottata il 28 giugno 1948, anniversario della battaglia di Kosovo Polje: i serbi la lessero come un insulto deliberato.
- Il Cominform fu sciolto il 17 aprile 1956 con un comunicato di sei righe sulla Pravda: nessuno dei partiti membri fu consultato.
Valutazione critica
Il Cominform fu il Comintern ridotto a ciò che era diventato, uno strumento di disciplina della Guerra fredda senza pretese di rivoluzione: nacque per riallineare i partiti occidentali e servì a scomunicare Tito, con i processi dell’Est come conseguenza. La sua brevità e la sua irrilevanza dopo il 1949 dicono che Stalin comandava i partiti anche senza di esso.
Per il PCI fu la prova della subordinazione: l’autocritica di Longo nel 1947 e la condanna di Tito accettata da Togliatti sono i momenti in cui il più grande partito comunista dell’Occidente scelse Mosca contro il proprio interesse.
FAQ – Domande frequenti
Che cos’era il Cominform? L’Ufficio d’informazione dei partiti comunisti, fondato da Stalin nel settembre 1947 con nove partiti dell’Est e dell’Ovest per coordinare la linea all’inizio della Guerra fredda; sciolto nell’aprile 1956.
Perché espulse la Jugoslavia? Perché Tito rifiutava la subordinazione a Mosca: il 28 giugno 1948 il Cominform accusò i comunisti jugoslavi di nazionalismo e deviazione e li invitò a rovesciare Tito, aprendo la caccia ai «titoisti» nell’Est.
Che rapporto ebbe con il PCI? Il PCI fu tra i fondatori e fu subito criticato per il parlamentarismo; accettò le direttive sulla lotta al piano Marshall, sulla pace e sulla condanna di Tito, e ne uscì più isolato.
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