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Esportazione della rivoluzione

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Lenin credeva che la rivoluzione russa sarebbe morta senza quella tedesca, e per settant’anni l’URSS provò a esportarla: le repubbliche sovietiche di Baviera e d’Ungheria nel 1919, la marcia su Varsavia, l’ottobre tedesco mancato del 1923, il golpe di Tallinn del 1924, la Spagna, i comunisti cinesi, l’Europa orientale con l’Armata Rossa, la Corea, Cuba adottata, l’Africa degli anni Settanta, l’Afghanistan. Il bilancio è semplice: la rivoluzione attecchì dove arrivarono i carri, e dove attecchì da sola non obbedì a Mosca.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Esportazione della Rivoluzione
Congresso internazionale a Mosca negli anni Trenta: delegati di molti paesi sotto bandiere rosse.

Il 1919-1923

Nel 1919 le repubbliche dei consigli di Monaco, in aprile, e di Budapest, con Béla Kun da marzo ad agosto, furono le prime rivoluzioni esportate e le prime schiacciate; nel 1920 l’Armata Rossa marciò su Varsavia per portare la rivoluzione in Germania e fu battuta sulla Vistola; nel marzo 1921 l’«azione di marzo» della KPD fallì in Sassonia, e nell’ottobre 1923 l’«ottobre tedesco» preparato da Mosca con le armi e i soldi fu annullato all’ultimo, con la sola Amburgo insorta per due giorni. Nel dicembre 1924 il colpo di Stato comunista a Tallinn, organizzato dal Comintern, fu liquidato in poche ore.

Il «socialismo in un solo paese»

Le sconfitte portarono Stalin alla tesi del «socialismo in un solo paese» contro la rivoluzione permanente di Trockij: l’URSS avrebbe costruito il socialismo da sola e i partiti fratelli l’avrebbero difesa. In Cina il Comintern impose ai comunisti l’alleanza con Chiang Kai-shek, che li massacrò a Shanghai nel 1927; in Spagna dal 1936 l’URSS inviò armi, consiglieri e l’NKVD, fece pagare con l’oro di Madrid e usò la guerra per eliminare trockisti e anarchici, e la Repubblica perse. L’esportazione era diventata la politica estera di uno Stato.

L’Armata Rossa

La rivoluzione fu esportata davvero solo con l’esercito: nei baltici e nella Polonia orientale nel 1939-40, nell’Europa orientale dal 1944 al 1948 con le democrazie popolari costruite dai partiti locali sotto i carri sovietici, nella Corea del Nord nel 1945 con Kim Il-sung portato da Mosca, nella Mongolia dal 1921. Dove i comunisti vinsero da soli, in Jugoslavia, in Cina nel 1949, in Vietnam, in Cuba nel 1959, i regimi furono comunisti e non sovietici, e Tito, Mao e Castro lo dimostrarono; in Grecia, nel 1946-49, Stalin lasciò perdere i partigiani per rispettare la spartizione con Churchill.

Il Terzo mondo

Dagli anni Cinquanta l’esportazione cambiò forma: il sostegno ai movimenti di liberazione con le armi, i consiglieri, le borse di studio dell’Università Lumumba, il Vietnam, l’Angola e il Mozambico con i cubani, l’Etiopia, l’Afghanistan con l’invasione del 1979 per salvare un regime comunista, il Nicaragua e Cuba come modelli; i regimi «di orientamento socialista» furono decine e quasi tutti sparirono con l’Unione. L’URSS spese miliardi per esportare un modello che non aveva risolto i propri problemi, e i paesi sostenuti cambiarono campo appena i soldi finirono.

Il bilancio

Settant’anni di esportazione lasciarono i regimi sopravvissuti alla fine dell’Unione, la Cina, il Vietnam, la Corea del Nord, Cuba e il Laos, tutti nati senza i carri sovietici e tutti indipendenti da Mosca, e nessuno dei satelliti creati con la forza: la rivoluzione esportata durò quanto la garanzia militare, e quella nata sul posto durò di più e non obbedì. Trockij aveva ragione sulla dipendenza, Stalin sul metodo: la rivoluzione mondiale fu la politica di potenza di uno Stato, e come tale finì.

Curiosità

  • L’«ottobre tedesco» del 1923 fu fissato dal Comintern per il 9 novembre, anniversario della repubblica; annullato per l’impreparazione, l’ordine non raggiunse Amburgo, dove i comunisti insorsero da soli il 23 ottobre e furono schiacciati in due giorni.
  • Il colpo di Stato di Tallinn del 1° dicembre 1924, con trecento comunisti armati che attaccarono le stazioni e le caserme all’alba, fu liquidato in sei ore: l’Estonia mise fuori legge il partito e Mosca negò ogni coinvolgimento.
  • L’«oro di Madrid», 510 tonnellate delle riserve spagnole, fu trasferito a Mosca nell’ottobre 1936 per pagare le armi sovietiche: non tornò mai, e Stalin disse che gli spagnoli non lo avrebbero rivisto «come le proprie orecchie».
  • L’Università dell’amicizia dei popoli Patrice Lumumba, fondata a Mosca nel 1960, ha formato decine di migliaia di studenti africani, asiatici e latinoamericani; tra i suoi laureati ci sono presidenti e il terrorista Carlos.

Valutazione critica

L’esportazione della rivoluzione fu la ragione d’essere dichiarata dell’Unione e la sua politica di potenza mascherata: le rivoluzioni che Mosca preparò fallirono, quelle che impose con i carri durarono quanto i carri, e quelle che riuscirono da sole non le obbedirono. Il Comintern, la Spagna, l’Africa e l’Afghanistan sono le tappe di un fallimento coerente, pagato dai comunisti locali e dai popoli che li subirono.

La Russia di oggi esporta l’influenza con i mercenari, il gas e la propaganda, senza rivoluzione da offrire; i regimi sopravvissuti, dalla Cina a Cuba, ricordano che il comunismo attecchì dove Mosca non comandava.

FAQ – Domande frequenti

L’URSS cercò di esportare la rivoluzione? Sì, dal 1919 con le repubbliche sovietiche di Baviera e Ungheria e la marcia su Varsavia, ai tentativi in Germania e in Estonia, alla Spagna, fino all’Europa orientale con l’Armata Rossa e al Terzo mondo nel dopoguerra.

Dove riuscì? Solo dove arrivò l’esercito sovietico: i baltici, l’Europa orientale, la Corea del Nord e la Mongolia; i regimi comunisti nati da soli, in Cina, Jugoslavia, Vietnam e Cuba, non obbedirono a Mosca.

Che cosa fu il socialismo in un solo paese? La tesi di Stalin, contro la rivoluzione permanente di Trockij, secondo cui l’URSS poteva costruire il socialismo da sola dopo il fallimento delle rivoluzioni europee: i partiti fratelli passarono dalla rivoluzione alla difesa dell’Unione.

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