Crimea sovietica
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Repubblica autonoma nel 1921, terra dei sanatori per decreto di Lenin, svuotata dei tatari nel 1944, regalata all’Ucraina nel 1954, annessa dalla Russia nel 2014: la Crimea sovietica fu la penisola delle vacanze di tutti e il luogo di alcune delle decisioni più pesanti del secolo, dalla conferenza di Jalta al golpe di Foros. La sua storia è il condensato dell’Unione, e della sua fine.
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La repubblica autonoma
Conquistata dai bolscevichi nel novembre 1920 con l’evacuazione di Vrangel’ e il massacro dei prigionieri bianchi, la Crimea divenne nel 1921 una repubblica autonoma dentro la Russia, con i tatari, un quarto della popolazione, come nazionalità titolare, la lingua tatara promossa e poi repressa. Nel dicembre 1920 Lenin destinò le ville della costa meridionale alla cura dei lavoratori: nacquero i sanatori, i campi dei pionieri, Artek nel 1925, e la penisola divenne la meta di massa dell’Unione.
Guerra e deportazione
Occupata dai tedeschi e dai romeni tra il 1941 e il 1944, con l’assedio di Sebastopoli durato 250 giorni, la Crimea fu liberata nella primavera del 1944; il 18 maggio l’NKVD deportò in tre giorni l’intero popolo tataro, circa 190.000 persone, in Uzbekistan, accusandolo collettivamente di collaborazionismo, e a giugno i greci, gli armeni e i bulgari della penisola. Quasi metà dei tatari morì nei primi anni; la repubblica autonoma fu soppressa nel 1945 e i nomi tatari dei villaggi cancellati. Nel febbraio 1945 a Jalta Stalin, Roosevelt e Churchill disegnarono l’Europa del dopoguerra.
Il regalo del 1954
Il 19 febbraio 1954 il Presidium del Soviet supremo trasferì la regione di Crimea dalla Russia all’Ucraina, per il trecentesimo anniversario dell’Unione dei cosacchi con la Russia e per ragioni economiche, l’acqua e l’energia arrivavano dall’Ucraina, in una seduta di pochi minuti: dentro l’URSS non cambiava nulla, e nessuno lo notò. Sebastopoli, base della flotta del Mar Nero, restò città chiusa a statuto speciale. Nel 1989 la penisola aveva 2,4 milioni di abitanti, per due terzi russi e per un quarto ucraini.
Il 1991
Nel gennaio 1991 un referendum ripristinò la repubblica autonoma, dentro l’Ucraina; nell’agosto Gorbačëv fu isolato nella dacia di Foros durante il golpe; il 1° dicembre il 54 per cento dei votanti della Crimea approvò l’indipendenza dell’Ucraina. Dal 1989 i tatari cominciarono a tornare, oltre 250.000, e ricostruirono villaggi e moschee; la flotta del Mar Nero fu divisa tra Russia e Ucraina nel 1997, con la base russa a Sebastopoli in affitto.
Il 2014 e oggi
Nel marzo 2014 la Russia occupò la penisola con soldati senza insegne e la annesse dopo un referendum non riconosciuto dalla comunità internazionale; i tatari, contrari, sono stati di nuovo perseguitati, il Mejlis messo fuori legge, le spiagge riempite di turisti russi e poi svuotate dalla guerra. Il ponte di Kerč’ del 2018, colpito nel 2022 e nel 2023, è il simbolo di un’annessione che l’Ucraina non accetta. La Crimea sovietica delle vacanze è finita in una guerra, come il resto dell’eredità.
Curiosità
- Il trasferimento del 1954 fu approvato dal Presidium del Soviet supremo in una seduta di quindici minuti, con tredici membri su ventisette presenti.
- Sebastopoli fu città chiusa per tutto il periodo sovietico: per entrarvi serviva un lasciapassare, anche per i residenti della Crimea.
- I nomi tatari di oltre mille villaggi furono sostituiti dopo il 1944 con nomi russi; molti sono stati ripristinati dai tatari tornati dopo il 1989.
- La dacia di Foros, dove Gorbačëv fu isolato nell’agosto 1991, era stata costruita apposta per lui negli anni Ottanta con una piscina e un tunnel verso il mare.
Valutazione critica
La Crimea sovietica fu il luogo dove il sistema fece tutto ciò che sapeva fare: sanatori per i lavoratori e dacie per i dirigenti, un popolo intero deportato in tre giorni e cancellato dalla toponomastica, un territorio trasferito da una repubblica all’altra senza chiedere a nessuno. La memoria del 1944 e la decisione del 1954 sono le due radici della crisi attuale, e l’URSS le ha piantate entrambe.
Il voto del dicembre 1991 per l’Ucraina, anche in Crimea, e la nuova persecuzione dei tatari dopo il 2014 sono i due fatti che la narrazione russa deve ignorare per presentare l’annessione come un ritorno.
FAQ – Domande frequenti
La Crimea era russa o ucraina in URSS? Russa fino al 1954, come regione della RSFSR, e ucraina dal 1954 al 1991 per decisione del Presidium del Soviet supremo; dal 1991 fa parte dell’Ucraina indipendente, occupata dalla Russia dal 2014.
Che cosa accadde ai tatari di Crimea? Furono deportati in blocco il 18 maggio 1944 in Uzbekistan, circa 190.000 persone, con un’altissima mortalità; poterono tornare solo dal 1989 e dal 2014 sono di nuovo perseguitati.
Perché Chruščëv diede la Crimea all’Ucraina? Per l’anniversario dell’Unione cosacca del 1654 e per ragioni pratiche, poiché acqua ed energia arrivavano dall’Ucraina; all’interno dell’URSS il trasferimento non aveva conseguenze visibili.
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