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Jalta

Approfondimento storico in una prospettiva critica

La perla della costa meridionale della Crimea, città di Čechov e dei sanatori, dove nel febbraio 1945 Stalin, Roosevelt e Churchill spartirono l’Europa nel palazzo di Livadija: Jalta fu per i sovietici la vacanza per antonomasia, con il lungomare, le palme, il Nido di rondine e le stanze affittate dai selvaggi. Dal 2014 è russa per la Russia e occupata per il resto del mondo, e le sue spiagge dipendono dalla guerra.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Yalta
Lungomare di Soči negli anni Settanta: cipressi, un albergo modernista, famiglie in abiti estivi.

La Jalta degli zar e di Čechov

Alla fine dell’Ottocento la costa tra Jalta e Alupka era la riviera dell’aristocrazia russa, con la residenza estiva imperiale di Livadija, il palazzo dei Voroncov, le ville e i vigneti di Massandra; Čechov, malato di tubercolosi, vi costruì la Dacia bianca nel 1899 e vi scrisse «Tre sorelle» e «Il giardino dei ciliegi». La città era già una stazione climatica con i medici, i sanatori privati e i turisti facoltosi.

I sanatori dei lavoratori

Il decreto di Lenin del dicembre 1920 trasformò i palazzi e le ville in sanatori per operai e contadini: Livadija divenne una casa di cura per contadini, le ville dei nobili ospitarono i lavoratori dei sindacati, e la costa si riempì di nuove strutture, fino al «Družba» a forma di ingranaggio del 1985. Jalta era la meta più ambita dell’Unione: i buoni del sindacato erano contesi e le stanze dei privati affittate per tutta l’estate ai selvaggi, che arrivavano con il treno fino a Simferopol’ e poi con il filobus più lungo del mondo.

La conferenza del 1945

Dal 4 all’11 febbraio 1945 il palazzo di Livadija ospitò Roosevelt, mentre Churchill alloggiava a Voroncov e Stalin a Jusupov: la conferenza di Jalta fissò la divisione della Germania, i confini della Polonia, l’ingresso dell’URSS in guerra contro il Giappone, la creazione dell’ONU e la promessa, mai mantenuta da Stalin, di elezioni libere nell’Europa liberata. La parola «Jalta» è diventata in Occidente il simbolo della spartizione del continente; a Livadija le sale e la sedia di Roosevelt sono visitabili.

La città sovietica

Nel dopoguerra Jalta crebbe fino a 89.000 abitanti, con i quartieri di prefabbricati sulle colline, gli studi cinematografici dove si giravano i film di mare e di avventura, il porto dei traghetti, le funivie, i vigneti di Massandra con i vini da dessert dei premi internazionali. Il Nido di rondine, il castelletto neogotico sulla scogliera, era la cartolina della Crimea; il lungomare con i chioschi, la passeggiata serale e le foto ricordo era il rito dei villeggianti.

Jalta oggi

Con l’Ucraina Jalta ha vissuto di turismo russo e ucraino e di case di riposo; dopo il 2014 il turismo ucraino è finito, quello russo è cresciuto e poi, con la guerra, si è ridotto ai voli cancellati e al ponte di Kerč’. I sanatori sono in parte privatizzati e in parte in rovina; Livadija, la Dacia bianca di Čechov e Massandra restano i luoghi da visitare, per chi può.

Curiosità

  • Il filobus da Simferopol’ a Jalta, 86 chilometri sulle montagne, è la linea filoviaria più lunga del mondo: aperta nel 1959, era il modo in cui milioni di sovietici arrivavano al mare.
  • Nel palazzo di Livadija Roosevelt, malato, dormì nella camera dello zar; la conferenza si tenne nella sala bianca, con il tavolo rotondo ancora esposto.
  • Il sanatorio «Družba», del 1985, un anello di cemento sospeso sopra la scogliera, fu costruito insieme alla Cecoslovacchia per i lavoratori dei due paesi.
  • I vini di Massandra, dalle cantine fondate nel 1894, vinsero medaglie in tutto il mondo; la collezione più antica, con bottiglie del Settecento, è sopravvissuta alla rivoluzione e alla guerra.

Valutazione critica

Jalta racchiude le contraddizioni della Crimea sovietica: le ville degli aristocratici date ai lavoratori e la gerarchia dei sanatori che le assegnava di nuovo ai dirigenti, la conferenza che spartì l’Europa in una città di vacanze, i selvaggi sulla spiaggia sotto la dacia di Stato. Fu la felicità estiva dell’Unione, distribuita con i criteri dell’Unione.

Oggi è una città in cui i turisti russi passano le vacanze a poche ore di macchina da un fronte di guerra: la conferenza del 1945 e l’annessione del 2014 sono lo stesso tipo di decisione, presa sopra la testa di chi ci vive.

FAQ – Domande frequenti

Perché Jalta è famosa? Per la conferenza del febbraio 1945 tra Stalin, Roosevelt e Churchill nel palazzo di Livadija, che disegnò l’Europa del dopoguerra, e per essere stata la principale località di vacanza dell’URSS.

Che cosa si decise a Jalta nel 1945? La divisione della Germania in zone di occupazione, i confini della Polonia, l’ingresso dell’URSS in guerra contro il Giappone, la fondazione dell’ONU e l’impegno a elezioni libere nell’Europa liberata, non rispettato da Stalin.

Come si arrivava a Jalta in URSS? In treno fino a Simferopol’, poi con il filobus di 86 chilometri attraverso le montagne, il più lungo del mondo, o in aereo e nave; i selvaggi affittavano stanze dai privati.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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