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Gorbačëv

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Michail Sergeevič Gorbačëv (1931-2022) fu l’ultimo segretario generale del PCUS e l’unico presidente dell’URSS. In sei anni, dal 1985 al 1991, tentò di riformare il sistema con la perestrojka e la glasnost, mise fine alla Guerra fredda e lasciò che l’Europa orientale si liberasse; non riuscì a salvare né l’economia né lo Stato, che si dissolse il giorno delle sue dimissioni.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Gorbačëv
La tribuna sulla Piazza Rossa durante una parata: dirigenti in cappotto e colbacco visti da lontano.

Chi era

Nato il 2 marzo 1931 a Privol’noe, nella regione di Stavropol’, in una famiglia contadina di origine russa e ucraina, Gorbačëv conobbe da bambino la carestia e l’arresto di entrambi i nonni negli anni Trenta. Da ragazzo lavorò alla mietitrebbia con il padre e fu decorato a diciassette anni. Studiò legge all’Università di Mosca, dove conobbe Raisa Titarenko, e fece carriera nel partito di Stavropol’, di cui divenne primo segretario nel 1970. Protetto da Andropov, entrò nel Comitato centrale nel 1978 e nel Politburo nel 1980; l’11 marzo 1985, a 54 anni, fu eletto segretario generale in una direzione di anziani.

Perestrojka e glasnost

I primi passi furono cauti: «accelerazione» economica e una campagna anti-alcol che tagliò le entrate dello Stato e moltiplicò i distillati clandestini. Chernobyl, nell’aprile 1986, mostrò i costi della segretezza e accelerò la glasnost: liberazione di Sacharov nel dicembre 1986, pubblicazione dei libri proibiti, dal «Dottor Živago» ad «Arcipelago Gulag», riapertura della storia staliniana, stampa sempre più libera. Sul piano economico la perestrojka introdusse l’autonomia delle imprese (1987) e le cooperative private (1988) senza toccare i prezzi amministrati, con il risultato di aggravare le penurie.

La riforma politica fu più radicale: nel marzo 1989 le prime elezioni parzialmente libere dal 1917 diedero vita al Congresso dei deputati del popolo, trasmesso in diretta televisiva; nel marzo 1990 fu abolito l’articolo 6 sul monopolio del partito e Gorbačëv fu eletto presidente dell’URSS dal Congresso.

La fine della Guerra fredda

Il «nuovo pensiero» in politica estera produsse risultati rapidi: il vertice di Reykjavik del 1986, il trattato INF del dicembre 1987 che eliminava un’intera classe di missili nucleari, il ritiro dall’Afghanistan completato nel febbraio 1989. Nel 1989 Gorbačëv rinunciò alla dottrina Brežnev e lasciò che i regimi dell’Europa orientale cadessero uno dopo l’altro, senza intervenire quando il 9 novembre cadde il Muro di Berlino. Nel 1990 accettò la riunificazione tedesca nella NATO e ricevette il premio Nobel per la pace.

Crisi e dissoluzione

Dal 1989 l’economia entrò in caduta libera, con inflazione, razionamenti e scioperi dei minatori, mentre i nazionalismi esplodevano: il conflitto del Nagorno-Karabach, la repressione a Tbilisi nell’aprile 1989, a Baku nel gennaio 1990, a Vilnius nel gennaio 1991, le dichiarazioni di indipendenza dei paesi baltici. El’cin, eletto presidente della Russia nel giugno 1991, divenne il polo alternativo. Il tentativo di colpo di Stato dei conservatori, dal 19 al 21 agosto 1991, mentre Gorbačëv era in Crimea, fallì ma lo svuotò di ogni autorità: il partito fu sciolto, le repubbliche se ne andarono, l’8 dicembre gli accordi di Belaveža dichiararono l’URSS cessata. Gorbačëv si dimise il 25 dicembre 1991.

Dopo il 1991

Fondò un centro studi, si candidò alle presidenziali russe del 1996 ottenendo lo 0,5 per cento, criticò a fasi alterne Putin, perse nel 1999 la moglie Raisa, che era stata la prima «first lady» visibile dell’URSS. Morì a Mosca il 30 agosto 2022, a 91 anni, sei mesi dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina; Putin non partecipò ai funerali.

Curiosità

  • La voglia sulla fronte, cancellata dai ritratti ufficiali dei primi tempi, divenne il suo tratto più riconoscibile nel mondo.
  • Nel 1997 girò uno spot per Pizza Hut e nel 2007 uno per Louis Vuitton, destinando i compensi alla sua fondazione.
  • Nel 2004 vinse un Grammy per la lettura di «Pierino e il lupo» incisa con Bill Clinton e Sophia Loren.
  • Alle presidenziali del 1996 prese meno voti di quanti ne avesse ottenuti, nei sondaggi occidentali, come «uomo più ammirato».

Valutazione critica

Gorbačëv è il leader sovietico più ammirato in Occidente e più criticato in Russia, e le due valutazioni non si escludono. Liberò l’Europa orientale e la propria società senza guerra, fermò la corsa agli armamenti, restituì la parola a un paese muto da settant’anni. Ma non ebbe mai un piano economico coerente, esitò tra riformatori e conservatori, tollerò o non impedì la violenza nelle repubbliche e fu superato dagli eventi che aveva innescato.

Il suo obiettivo era un socialismo riformato dentro un’ Unione rinnovata: ottenne il contrario. Per molti russi resta l’uomo che ha perso l’impero; per i cittadini dell’Europa centrale, quello che li ha lasciati andare.

FAQ – Domande frequenti

Gorbačëv voleva sciogliere l’URSS? No. Fino all’ultimo lavorò a un nuovo trattato dell’Unione. La dissoluzione fu decisa dai presidenti di Russia, Ucraina e Bielorussia a Belaveža, senza di lui.

Perché è impopolare in Russia? Perché il crollo dell’URSS è associato al caos economico degli anni Novanta e alla perdita di status internazionale. In Russia la sua eredità è giudicata più per le conseguenze che per le intenzioni.

Che rapporto ebbe con El’cin? Di rivalità crescente. El’cin, che Gorbačëv aveva promosso e poi umiliato nel 1987, tornò come leader democratico della Russia e nel 1991 lo scavalcò definitivamente.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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