India
Approfondimento storico in una prospettiva critica
L’India non allineata fu l’amica dell’URSS che non era comunista: Nehru a Mosca nel 1955 e Chruščëv in India, l’acciaieria di Bhilai, i MiG-21 costruiti su licenza dal 1962, la pace di Taškent del 1966 con il primo ministro Shastri morto nella notte, il trattato del 1971 con il veto sovietico all’ONU durante la guerra del Bangladesh, il primo indiano nello spazio su una Sojuz nel 1984 e il commercio in rupie. La Russia è ancora il primo fornitore di armi di Delhi, che compra il petrolio sanzionato e non condanna l’Ucraina: l’amicizia del 1955 è diventata un affare.
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Il non allineamento
Nehru tenne l’India fuori dai blocchi e Stalin la ignorò come «borghese»; Chruščëv la scoprì, con la visita di Bulganin e Chruščëv nel novembre 1955 tra folle oceaniche da Delhi a Calcutta e il sostegno sull’intera questione del Kashmir contro il Pakistan alleato degli americani; l’acciaieria di Bhilai, costruita dai sovietici e inaugurata nel 1959, quella di Bokaro, le raffinerie e le centrali furono l’aiuto tecnico, e il commercio in rupie, con il tè, il cuoio e i tessuti indiani contro le macchine sovietiche, legò le due economie senza dollari. I comunisti indiani, divisi tra Mosca e Pechino dal 1964, governarono il Kerala e il Bengala, non Delhi.
Le armi
Dopo la guerra perduta con la Cina nel 1962 l’India cercò le armi in Occidente e le trovò a Mosca, che offrì la licenza per il MiG-21 costruito dalla HAL, i carri e i sottomarini a prezzi in rupie: l’URSS divenne per trent’anni il fornitore di oltre due terzi dell’arsenale indiano, dai MiG-29 ai Su-30 costruiti in India, alla portaerei e al sottomarino nucleare in leasing dal 1988, con i tecnici sovietici a Bangalore e gli ufficiali indiani nelle accademie di Mosca. Il Pakistan aveva gli americani e i cinesi; l’India i sovietici, senza alleanza formale.
Taškent e il 1971
Nel gennaio 1966 Kosygin mediò a Taškent la pace tra l’India e il Pakistan dopo la guerra del 1965, con la dichiarazione firmata il 10 gennaio e il primo ministro indiano Shastri morto d’infarto la notte stessa nella città sovietica, con i sospetti mai chiariti; nell’agosto 1971 Indira Gandhi firmò il trattato di pace, amicizia e cooperazione con l’URSS, e nella guerra del dicembre 1971 che creò il Bangladesh il veto sovietico all’ONU e la flotta di Vladivostok nel golfo del Bengala bilanciarono la portaerei americana mandata da Nixon: fu il momento più stretto dell’intesa.
Lo spazio e la cultura
Nell’aprile 1984 Rakesh Sharma, pilota dell’aeronautica, volò sulla Sojuz T-11 alla stazione Saljut 7 e rispose a Indira Gandhi che l’India dallo spazio era «migliore del mondo intero», citando Iqbal; l’URSS lanciò i primi satelliti indiani dal 1975, e la cultura sovietica ebbe in India il pubblico più grande fuori dal blocco, con i libri di Raduga a prezzi da nulla, i film di Raj Kapoor amati a Mosca e i festival; gli studenti indiani a Mosca furono migliaia, con i medici formati in URSS che riempirono le cliniche.
Oggi
La Russia resta il primo fornitore di armi dell’India, con i Su-30, gli S-400 e i missili BrahMos in cooperazione, ma la quota scende con gli americani e i francesi; dal 2022 l’India compra il petrolio russo sanzionato a sconto, diventandone il primo cliente con la Cina, si astiene all’ONU sull’Ucraina e con Modi parla a Putin di pace, mentre entra nel Quad con gli americani contro la Cina. L’amicizia sovietica è diventata un rapporto di interessi in cui Delhi è la parte forte, e i vecchi libri di Raduga sono ancora nelle case.
Curiosità
- Durante la visita del 1955 Chruščëv e Bulganin furono accolti a Calcutta da due milioni di persone, e Chruščëv fu preso dal panico per la folla: fu la più grande accoglienza mai ricevuta da un dirigente sovietico all’estero.
- Lal Bahadur Shastri, primo ministro indiano, morì nella notte tra il 10 e l’11 gennaio 1966 a Taškent, poche ore dopo la firma della pace con il Pakistan: l’autopsia non fu fatta e i sospetti di avvelenamento sono ancora discussi in India.
- L’India comprò nel 1988 in leasing dall’URSS il sottomarino nucleare K-43, ribattezzato «Chakra», il primo paese non nucleare a operarne uno; nel 2012 ha preso in leasing dalla Russia un secondo «Chakra».
- I libri delle edizioni sovietiche Raduga e Mir in inglese e nelle lingue indiane, venduti a poche rupie negli anni Settanta e Ottanta, hanno formato generazioni di lettori indiani: le fiabe russe illustrate sono oggetto di collezionismo in India.
Valutazione critica
L’India fu per l’URSS il partner che valeva più di un alleato: un gigante non allineato che comprava le armi in rupie, votava con Mosca sul Terzo mondo e non chiedeva soldati, e a cui l’Unione diede la tecnologia, il veto e l’acciaio senza pretendere il comunismo. Fu la relazione sovietica più equilibrata, e per questo la più duratura.
L’India che compra il petrolio russo a sconto e non condanna l’invasione dell’Ucraina è l’erede di quel rapporto con i ruoli invertiti: Delhi decide, Mosca vende, e il non allineamento è diventato multi-allineamento.
FAQ – Domande frequenti
L’India era alleata dell’URSS? Non formalmente: era non allineata, ma dal 1955 ebbe con Mosca un rapporto privilegiato con l’aiuto tecnico, le armi in rupie e il trattato di amicizia del 1971, che le garantì il veto sovietico nella guerra del Bangladesh.
Che cosa accadde a Taškent nel 1966? L’URSS mediò la pace tra India e Pakistan dopo la guerra del 1965; il primo ministro indiano Shastri morì nella notte dopo la firma, il 11 gennaio 1966, nella città sovietica, con sospetti mai chiariti.
Che rapporti ha oggi l’India con la Russia? La Russia è il primo fornitore di armi di Delhi e l’India il primo cliente del suo petrolio sanzionato dal 2022; si astiene all’ONU sull’Ucraina e insieme collabora con gli Stati Uniti nel Quad contro la Cina.
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