Vietnam
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Ho Chi Minh imparò il comunismo a Mosca nel 1923; l’URSS gli diede i missili che abbatterono gli aerei americani, un miliardo di dollari l’anno e tremila consiglieri, ma il Vietnam vinse la sua guerra da solo e nel 1978 divenne l’alleato di Mosca contro la Cina, con la base di Cam Ranh, il Comecon e i sussidi fino al 1991. Il Doi Moi del 1986 lo ha trasformato nella fabbrica dell’Asia sotto il partito unico; la Russia gli vende ancora le armi, e Putin è tornato ad Hanoi nel 2024.
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Ho Chi Minh e Mosca
Nguyen Ai Quoc, il futuro Ho Chi Minh, fu tra i fondatori del partito comunista francese a Tours nel 1920, studiò a Mosca dal 1923 nell’Università dei lavoratori d’Oriente e lavorò per il Comintern in Asia, fondando nel 1930 il Partito comunista indocinese; nel 1945 proclamò la Repubblica democratica del Vietnam citando la dichiarazione americana, e la guerra contro la Francia fu vinta a Dien Bien Phu nel 1954 con le armi cinesi, perché Stalin considerava l’Indocina un affare di Pechino. Ginevra divise il paese al diciassettesimo parallelo, con l’URSS che accettò la spartizione.
La guerra americana
Dal 1965 l’URSS divenne il fornitore principale del Nord: i missili antiaerei S-75 con gli equipaggi sovietici che dal luglio 1965 abbatterono i primi aerei americani, i MiG-17 e i MiG-21 con i piloti addestrati in Crimea, i radar, il carburante, un miliardo di dollari l’anno, tremila consiglieri con sedici morti; le forniture arrivavano per mare e per la ferrovia attraverso la Cina, con Pechino che le rallentava per gelosia. Gli americani persero oltre 3.000 aerei sul Vietnam, in gran parte per la contraerea sovietica; i vietnamiti combatterono e morirono, tre milioni, senza che un soldato sovietico entrasse in linea.
L’alleato contro la Cina
Dopo la vittoria del 1975 il Vietnam unificato scelse Mosca contro Pechino: l’ingresso nel Comecon nel giugno 1978, il trattato di amicizia del novembre 1978, l’invasione della Cambogia di Pol Pot in dicembre con l’appoggio sovietico, la guerra di confine con la Cina del febbraio-marzo 1979 in cui l’URSS non intervenne, e la base navale e aerea di Cam Ranh, la più grande sovietica all’estero, con i sottomarini, i Tu-95 e i Tu-16 dal 1979 al 2002. I sussidi, tra uno e due miliardi di dollari l’anno, e i 100.000 lavoratori vietnamiti nelle fabbriche sovietiche legarono l’economia a Mosca fino al 1991.
Il Doi Moi
Con l’economia collettivizzata al collasso e la carestia sfiorata nel 1985, il congresso del dicembre 1986 lanciò il «rinnovamento», Doi Moi, con il mercato, la terra ai contadini, gli investimenti stranieri e il partito unico intatto, un anno dopo la perestrojka e con esiti opposti: il Vietnam ritirò le truppe dalla Cambogia nel 1989, fece pace con la Cina nel 1991 e con gli Stati Uniti nel 1995, e da paese affamato divenne esportatore di riso e poi di elettronica, con il prodotto moltiplicato per quindici. La fine dei sussidi sovietici fu assorbita dal mercato, non da una crisi.
Oggi
Il Vietnam compra ancora la maggior parte delle armi dalla Russia, dai Kilo ai Su-30, mantiene i rapporti di partito, ha accolto Putin nel 2024 e si astiene sull’Ucraina, ma commercia con gli americani e con la Cina e riceve le fabbriche che lasciano Pechino; Cam Ranh è aperta alle navi di tutti. Il partito unico, il mausoleo di Ho Chi Minh imbalsamato dai tecnici di Lenin e il Kalašnikov nei musei sono l’eredità sovietica; la crescita è di altro.
Curiosità
- Il 24 luglio 1965 una batteria di missili S-75 con equipaggio sovietico abbatté sul Vietnam del Nord il primo F-4 americano: fu l’inizio della difesa aerea sovietica sul campo, con i tecnici che addestravano i vietnamiti a sostituirli.
- Il corpo di Ho Chi Minh, morto nel 1969, fu imbalsamato dai tecnici del mausoleo di Lenin, portati in segreto ad Hanoi sotto i bombardamenti; il mausoleo del 1975 è ancora curato dagli specialisti russi.
- Cam Ranh, costruita dagli americani e presa dai sovietici nel 1979, fu la più grande base dell’URSS fuori dal Patto di Varsavia, con trentamila uomini; la Russia la lasciò nel 2002 per non pagare l’affitto.
- Negli anni Ottanta oltre centomila vietnamiti lavoravano nelle fabbriche dell’URSS e dell’Est per pagare il debito: molti restarono, e la comunità vietnamita di Mosca gestisce ancora i mercati.
Valutazione critica
Il Vietnam fu la vittoria che l’URSS finanziò e non combatté, e l’alleato che prese le armi sovietiche per una guerra propria e poi per la propria sicurezza contro la Cina: Mosca ne ricavò Cam Ranh e una spina nel fianco di Pechino, pagando un miliardo l’anno. Il Doi Moi, un anno dopo la perestrojka, mostrò che si poteva riformare l’economia senza perdere il partito, e il Vietnam è oggi la prova che l’allievo aveva capito meglio del maestro.
La Russia che vende le armi e Putin ricevuto ad Hanoi sono i resti; la fabbrica dell’Asia sotto il partito unico è ciò che il comunismo vietnamita è diventato da solo.
FAQ – Domande frequenti
L’URSS combatté nella guerra del Vietnam? Non con truppe: fornì al Nord i missili antiaerei, i MiG, il carburante e un miliardo di dollari l’anno, con tremila consiglieri di cui sedici morti; gli equipaggi sovietici dei missili abbatterono i primi aerei americani nel 1965.
Perché il Vietnam si alleò con l’URSS dopo la guerra? Contro la Cina: dopo il 1975 Hanoi entrò nel Comecon e firmò il trattato con Mosca nel 1978, invase la Cambogia e subì l’attacco cinese del 1979; l’URSS ottenne la base di Cam Ranh e pagò sussidi fino al 1991.
Che cos’è il Doi Moi? Il «rinnovamento» deciso nel dicembre 1986: economia di mercato, terra ai contadini e investimenti stranieri con il partito unico intatto, che ha trasformato il Vietnam da paese affamato a esportatore industriale.
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