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Siria

Approfondimento storico in una prospettiva critica

La Siria degli Assad fu l’alleato arabo che restò con Mosca quando l’Egitto se ne andò: Hafez al-Assad dal 1970 con i carri e i MiG sovietici, il trattato del 1980, la base navale di Tartus dal 1971, i missili con gli equipaggi sovietici dopo la disfatta del 1982 in Libano, e il figlio Bashar salvato nel 2015 dall’intervento russo con i bombardamenti di Aleppo. L’ultimo alleato sovietico è caduto l’8 dicembre 2024, con Assad fuggito a Mosca e le basi russe in trattativa con i nuovi padroni di Damasco.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Siria
Strada di Hanoi negli anni Sessanta: biciclette e camion sovietici sotto la pioggia dei monsoni.

Il Baath e Mosca

La Siria indipendente dal 1946, con i colpi di Stato in serie e il partito Baath al potere dal 1963, comprò le prime armi sovietiche nel 1956 con l’Egitto e si legò a Mosca dopo la rottura con Nasser; il generale Hafez al-Assad, ministro della difesa nella sconfitta del 1967 con le alture del Golan perdute, prese il potere nel novembre 1970 e fece della Siria lo Stato di sicurezza della minoranza alawita, con l’esercito armato dall’URSS, i consiglieri sovietici e il porto di Tartus concesso alla flotta sovietica nel 1971. I comunisti siriani erano nel «fronte» del regime, sorvegliati.

Le guerre

Nell’ottobre 1973 la Siria attaccò con l’Egitto e riconquistò per giorni il Golan con i carri sovietici, prima di essere respinta fino a Damasco; l’URSS la riarmò e nel 1976 accettò l’intervento siriano in Libano; nel giugno 1982 l’aviazione israeliana distrusse nella Bekaa in un giorno i missili antiaerei siriani e abbatté ottanta MiG senza perdite, la peggiore umiliazione delle armi sovietiche, e Mosca rispose mandando in Siria i missili a lungo raggio S-200 con gli equipaggi sovietici e migliaia di consiglieri. Il trattato di amicizia dell’ottobre 1980 e i miliardi in armi a credito fecero della Siria il primo cliente sovietico in Medio Oriente.

Hama e Hafez

Assad governò con la repressione: la rivolta dei Fratelli musulmani ad Hama nel febbraio 1982 fu schiacciata con l’artiglieria e tra diecimila e ventimila morti, con la città rasa al suolo e il silenzio internazionale, e il regime con i servizi, la prigione di Tadmor e il culto del presidente fu il più sovietico del mondo arabo; l’URSS lo sostenne senza commenti, la Siria votò con Mosca e mandò i piloti a formarsi nel Caucaso. Con Gorbačëv gli aiuti calarono, e nel 1990 Assad partecipò alla coalizione americana contro Saddam, con il debito sovietico di dodici miliardi in sospeso.

Bashar e la Russia

Bashar al-Assad, succeduto al padre nel 2000, ottenne da Putin nel 2005 la cancellazione di tre quarti del debito sovietico e le nuove armi; con la rivolta del 2011 e la guerra civile, con mezzo milione di morti e i gas di Ghouta del 2013, la Russia lo protesse con i veti all’ONU e nel settembre 2015 intervenne con l’aviazione dalla base di Chmejmim, i bombardamenti di Aleppo, la Wagner e i mercenari, salvando il regime e ottenendo Tartus per quarantanove anni: fu il ritorno di Mosca nel Mediterraneo dopo l’URSS, e il modello per la Libia e l’Africa.

La caduta

L’8 dicembre 2024, con l’esercito siriano dissolto e la Russia impegnata in Ucraina, i ribelli guidati da al-Sharaa presero Damasco in dodici giorni e Assad fuggì a Mosca con la famiglia, con l’asilo concesso da Putin: l’ultimo alleato arabo dell’URSS è finito senza che la Russia sparasse un colpo, e le basi di Tartus e Chmejmim sono state in parte evacuate e in trattativa con il nuovo governo, che chiede i conti e i soldi. Le prigioni di Sednaya aperte hanno mostrato ciò che il regime sovietico-siriano aveva costruito in cinquant’anni.

Curiosità

  • Nella Bekaa, il 9 giugno 1982, l’aviazione israeliana distrusse in poche ore diciannove batterie di missili sovietici e abbatté ottantadue aerei siriani senza perderne uno: l’URSS mandò in Siria i suoi equipaggi con gli S-200 per non ripetere l’umiliazione.
  • La base navale di Tartus, concessa all’URSS nel 1971, fu per trent’anni un molo con un’officina galleggiante; l’accordo del 2017 l’ha data alla Russia per quarantanove anni, e dal dicembre 2024 il suo destino dipende dai nuovi governanti siriani.
  • Ad Hama nel febbraio 1982 l’esercito di Assad rase al suolo i quartieri della rivolta con l’artiglieria e i bulldozer, con stime di 10.000-20.000 morti: l’URSS non fece dichiarazioni e i giornali sovietici non ne parlarono.
  • Bashar al-Assad è arrivato a Mosca nella notte dell’8 dicembre 2024 con la famiglia e ha ricevuto l’asilo «per ragioni umanitarie»: il primo dittatore alleato salvato dalla Russia in esilio, dopo che Mosca aveva combattuto nove anni per lui.

Valutazione critica

La Siria fu l’alleato sovietico più fedele nel mondo arabo perché il regime di Assad era il più simile all’Unione: uno Stato di polizia con il partito unico, il culto e i massacri, armato da Mosca e tollerato per la posizione. L’URSS gli diede le armi che gli israeliani distrussero e i missili per rimediare, e non disse una parola su Hama; la Russia lo salvò nel 2015 con i bombardamenti e lo lasciò cadere nel 2024.

Le basi di Tartus e Chmejmim contese e Assad a Mosca chiudono la parabola: la presenza sovietica nel Mediterraneo, tornata con Putin, è di nuovo in questione, e la Siria liberata da Sednaya non deve nulla a chi l’ha bombardata.

FAQ – Domande frequenti

Perché la Siria era alleata dell’URSS? Per le armi contro Israele e per la protezione dopo la perdita del Golan nel 1967: Hafez al-Assad, dal 1970, ricevette da Mosca i carri, i MiG, i missili e i consiglieri, e concesse la base di Tartus nel 1971 e il trattato del 1980.

Che cosa accadde nella Bekaa nel 1982? Israele distrusse in un giorno la difesa aerea siriana di fabbricazione sovietica e abbatté oltre ottanta aerei senza perdite: l’URSS rispose mandando in Siria i missili S-200 con i propri equipaggi.

Come è finito il regime di Assad? L’8 dicembre 2024 i ribelli hanno preso Damasco e Bashar al-Assad è fuggito a Mosca con l’asilo di Putin; la Russia, che lo aveva salvato nel 2015 con i bombardamenti, non è intervenuta e tratta il futuro delle sue basi con il nuovo governo.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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