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Kislovodsk

Approfondimento storico in una prospettiva critica

La città dell’acqua «acida», il narzan, la fonte che dà il nome a Kislovodsk: la più grande delle stazioni termali del Caucaso settentrionale, dove l’URSS mandava il cuore malato dei suoi lavoratori a curarsi con le acque, i «terrenkur» e l’aria di montagna, in sanatori grandi come palazzi. Vi nacque Solženicyn nel 1918; vi passarono Stalin e i suoi ministri; oggi cura i russi che non possono più andare in Europa.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Kislovodsk
Lungomare di Soči negli anni Settanta: cipressi, un albergo modernista, famiglie in abiti estivi.

Le acque minerali del Caucaso

Ai piedi dell’Elbrus, le «Acque minerali caucasiche», Pjatigorsk, Essentuki, Železnovodsk e Kislovodsk, furono la prima stazione termale dell’impero russo, fondata nel 1803, dove Lermontov ambientò «Un eroe del nostro tempo» e morì in duello nel 1841. Kislovodsk, a 800 metri di altitudine, con il narzan, l’acqua gassata e fredda che i cabardi chiamavano «bevanda degli eroi», e con oltre trecento giorni di sole, divenne la più frequentata, con la galleria del narzan, il parco e le ville.

La stazione termale sovietica

Dopo il 1920 le ville e gli alberghi furono nazionalizzati e nel 1930 la città fu dichiarata località di cura di importanza panunionale, con il Comitato per le acque minerali: negli anni Trenta sorsero i grandi sanatori, tra cui l’Ordžonikidze del 1938, uno dei più belli dell’Unione, con le terrazze, le colonne e la funicolare, e le case di cura dei ministeri, dell’esercito, dell’Accademia delle scienze. Kislovodsk era la stazione cardiologica dell’URSS: ipertensione, cuore e nervi si curavano con il narzan bevuto e con i bagni, e con i «terrenkur», i sentieri terapeutici nel parco.

Il parco e la vita

Il parco di Kislovodsk, cresciuto in un secolo fino a mille ettari, è il più grande parco urbano d’Europa: i sentieri numerati con le pendenze calcolate, il tempio dell’aria, la valle delle rose, la funivia verso la montagna, le passeggiate a orario dei villeggianti in vestaglia. La vita del sanatorio, tra la colazione a dieta, i bicchieri di narzan, il bagno di anidride carbonica e il concerto serale al Kursaal, seguiva un rito che non è cambiato dagli anni Trenta.

Gli ospiti

Stalin aveva una dacia a Kislovodsk, come Vorošilov e Kaganovič; i sanatori del Comitato centrale e del Consiglio dei ministri erano recintati e i migliori medici vi lavoravano; gli scrittori e gli artisti frequentavano le case di riposo delle loro unioni. Nel 1918 vi nacque Aleksandr Solženicyn, figlio di un ufficiale morto prima della sua nascita, e la sua casa è oggi museo. La città arrivò a 114.000 abitanti nel 1989.

Kislovodsk oggi

Con la guerra in Cecenia negli anni Novanta il turismo crollò, e Kislovodsk fu tra le città più povere della regione; dal 2010 la Russia ha investito nel parco, nella stazione e nei sanatori, e con le sanzioni e la guerra la città è tornata piena di russi che curano il cuore e i nervi con il narzan. I sanatori staliniani, l’Ordžonikidze per primo, sono in gran parte in funzione: è una delle poche eredità sovietiche in cui nulla è cambiato.

Curiosità

  • Il «terrenkur», il sentiero terapeutico con lunghezza e pendenza calcolate, fu introdotto a Kislovodsk nel 1901 da un medico locale sul modello tedesco e diventò lo standard di tutti i sanatori sovietici.
  • Il narzan fu imbottigliato dal 1894 e distribuito in tutta l’URSS come acqua minerale nazionale: la fonte principale sgorga sotto la galleria del narzan nel centro della città.
  • La casa dove nacque Solženicyn nel dicembre 1918, la villa della zia, è museo dal 2015: lo scrittore vi tornò dopo il ritorno in Russia.
  • Il parco di Kislovodsk, mille ettari, è dal 2016 parco nazionale: il più grande parco urbano d’Europa.

Valutazione critica

Kislovodsk è il sanatorio sovietico nella sua forma più pura, dove la medicina termale zarista fu nazionalizzata e ingigantita, con i palazzi staliniani e il rito delle cure per i lavoratori, e con i recinti per i dirigenti. Il sistema vi funzionava perché non aveva nulla da nascondere: il narzan cura, e le passeggiate anche.

Che la città sia tornata piena grazie alle sanzioni e alla guerra dice che la Russia, come l’URSS, ha di nuovo bisogno di una stazione termale chiusa al mondo esterno.

FAQ – Domande frequenti

Dove si trova Kislovodsk? Nel Caucaso settentrionale, nel territorio russo di Stavropol’, a 800 metri di altitudine, tra le Acque minerali caucasiche e l’Elbrus.

Che cos’è il narzan? L’acqua minerale gassata e fredda di Kislovodsk, usata per le cure cardiologiche e imbottigliata dal 1894 come acqua nazionale sovietica.

Chi frequentava Kislovodsk in URSS? Milioni di lavoratori con i buoni del sindacato nei sanatori cardiologici, e i dirigenti nelle dacie e nei sanatori riservati; Stalin e i suoi ministri vi avevano le residenze.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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