Nascita dell’URSS
Approfondimento storico in una prospettiva critica
L’ Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche fu proclamata il 30 dicembre 1922, cinque anni dopo la Rivoluzione d’Ottobre. Nacque dalla riconquista militare dei territori dell’impero zarista da parte dei bolscevichi e da un compromesso tra Lenin e Stalin sulla forma dello Stato: una federazione sulla carta, un potere unitario nei fatti. Questa pagina ne racconta origini e struttura.
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Dall’impero alla rivoluzione
L’impero russo crollò nel 1917 in due tempi: la rivoluzione di febbraio abbatté la monarchia, quella di ottobre portò al potere i bolscevichi. Nel vuoto di potere le nazioni dell’impero dichiararono l’indipendenza: Finlandia, Polonia, i paesi baltici, l’Ucraina, la Georgia, l’Armenia, l’Azerbaigian. I bolscevichi, che avevano proclamato il diritto dei popoli all’autodeterminazione, si trovarono a governare un paese che si stava disgregando.
La riconquista
La guerra civile del 1918-21 fu anche una guerra di riconquista. L’Armata Rossa riprese l’Ucraina, il Caucaso (l’Azerbaigian nell’aprile 1920, l’Armenia in dicembre, la Georgia menscevica con l’invasione del febbraio-marzo 1921), l’Asia centrale; perse invece la Polonia, la Finlandia, l’Estonia, la Lettonia, la Lituania e la Bessarabia. Alla fine del 1921 esistevano formalmente Stati sovietici indipendenti (Russia, Ucraina, Bielorussia, le tre repubbliche transcaucasiche) legati da trattati e, soprattutto, da un unico partito comunista, che decideva tutto da Mosca.
Il dibattito tra Lenin e Stalin
Nel 1922 Stalin, commissario per le nazionalità, propose l’«autonomizzazione»: le repubbliche sarebbero entrate nella Russia sovietica come regioni autonome. Lenin, già malato, si oppose e impose una federazione di repubbliche formalmente uguali, con il diritto di uscirne; nelle sue ultime note denunciò lo «sciovinismo grande-russo» di Stalin e di Ordžonikidze, che nel cosiddetto «affare georgiano» aveva schiaffeggiato un comunista locale. Il compromesso fu una federazione nella forma; il centralismo del partito garantì la sostanza unitaria.
Il 30 dicembre 1922
Il I Congresso dei soviet dell’Unione approvò il trattato istitutivo firmato da quattro repubbliche: la Russia, l’Ucraina, la Bielorussia e la Federazione transcaucasica. La Costituzione del 1924 fissò gli organi comuni, con capitale Mosca, e il diritto di secessione, mai esercitabile finché esistette il partito unico. Nel 1924-25 si aggiunsero l’Uzbekistan e il Turkmenistan, nel 1929 il Tagikistan, nel 1936 il Kazakistan e il Kirghizistan, mentre la Transcaucasia fu divisa in Georgia, Armenia e Azerbaigian; nel 1940 le annessioni del patto con Hitler portarono dentro Moldavia, Estonia, Lettonia e Lituania. Dal 1956, con la retrocessione della Carelia, le repubbliche furono quindici.
Che cosa nasceva davvero
Negli anni Venti la politica di «indigenizzazione» promosse lingue e quadri locali, e le repubbliche ebbero una parvenza di vita nazionale. Ma la struttura reale era un partito unico centralizzato, una polizia politica unica, un’economia diretta da Mosca: la federazione serviva a governare un impero multinazionale con un’altra bandiera. La rivendicazione del diritto di secessione, scritto nel 1922 e ribadito nel 1977, sarebbe stata usata dalle repubbliche solo nel 1990-91, per andarsene.
Curiosità
- La bandiera con falce e martello fu adottata nel 1923; l’inno rimase «L’Internazionale» fino al 1944.
- Lo stemma dell’URSS raffigurava l’intero globo terrestre, a indicare che l’Unione era pensata come nucleo di uno Stato mondiale.
- La Russia fu l’unica repubblica a non avere un proprio partito comunista fino al 1990: era governata direttamente dal partito dell’Unione.
- Il numero delle repubbliche cambiò più volte: quattro nel 1922, undici nel 1936, sedici nel 1940, quindici dal 1956.
Valutazione critica
L’URSS nacque come riconquista dell’impero zarista sotto una nuova ideologia, non come libera unione di popoli: dove i popoli avevano scelto l’indipendenza, come in Georgia, furono riportati dentro con la forza. La forma federale, voluta da Lenin contro Stalin, non impedì un centralismo che nessuna federazione ha mai conosciuto, perché il vero Stato era il partito.
La contraddizione tra la carta e la realtà rimase congelata per settant’anni e riemerse intatta con la glasnost: le repubbliche usarono gli articoli del 1922 per dissolvere l’Unione nel 1991, e i conflitti nazionali che il sistema aveva represso, dal Caucaso all’Ucraina, ne sono l’eredità più duratura.
FAQ – Domande frequenti
Quando nacque l’URSS? Il 30 dicembre 1922, con il trattato approvato dal I Congresso dei soviet dell’Unione; la prima Costituzione è del 31 gennaio 1924.
Quali furono le repubbliche fondatrici? Quattro: la Repubblica socialista federativa sovietica russa, l’Ucraina, la Bielorussia e la Federazione transcaucasica (Georgia, Armenia e Azerbaigian).
Da quando furono quindici? Dal 1956, quando la repubblica carelo-finlandese fu retrocessa a regione autonoma della Russia. Il numero rimase quindici fino al 1991.
L’adesione fu volontaria? No. Le repubbliche erano già governate dai bolscevichi dopo la riconquista militare del 1918-21; il trattato formalizzò un controllo di fatto.
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