Rivoluzione russa
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Nel 1917 la Russia visse due rivoluzioni. In febbraio una rivolta popolare abbatté la monarchia dei Romanov in pochi giorni; in ottobre il partito bolscevico di Lenin rovesciò il governo provvisorio con un’insurrezione preparata e prese il potere. Dalla seconda nacquero la guerra civile, lo Stato a partito unico e, cinque anni dopo, l’Unione Sovietica.
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Le premesse
L’impero russo entrò nel Novecento come un’autocrazia che la rivoluzione del 1905 aveva costretto a concedere un parlamento, la Duma, senza cedere il potere. La prima guerra mondiale ne fece esplodere le contraddizioni: due milioni di soldati morti, un esercito male armato, un’economia in crisi, le città affamate, uno zar screditato dallo scandalo di Rasputin. Nel gennaio 1917 nessuno prevedeva la fine della dinastia entro due mesi.
Febbraio
Il 23 febbraio (8 marzo) le operaie di Pietrogrado scesero in piazza per il pane; gli scioperi si estesero e il 27 la guarnigione si ammutinò invece di sparare. Il 2 (15) marzo Nicola II abdicò. Nacquero due poteri: il governo provvisorio, espresso dalla Duma e guidato prima dal principe L’vov e poi da Kerenskij, e il Soviet di Pietrogrado, assemblea di operai e soldati che controllava di fatto la città. Fu il «doppio potere», e nessuno dei due volle fermare la guerra.
Da febbraio a ottobre
Lenin, rientrato in aprile, chiese «tutto il potere ai soviet» e la pace immediata, isolato all’inizio nel suo stesso partito. L’offensiva di giugno fallì, le giornate di luglio costrinsero i bolscevichi alla clandestinità, ma in agosto il tentativo di colpo di Stato del generale Kornilov fu sventato dai soviet e i bolscevichi, che avevano ricevuto le armi per difendere la capitale, non le restituirono. In settembre conquistarono la maggioranza nei soviet di Pietrogrado e Mosca; Trockij divenne presidente di quello della capitale.
Ottobre
Il 24 e 25 ottobre (6-7 novembre) le guardie rosse e i reparti fedeli al Comitato militare rivoluzionario occuparono stazioni, ponti, telegrafo e infine il Palazzo d’Inverno, dove sedeva il governo provvisorio, con pochi morti e poca resistenza. Il II Congresso dei soviet, riunito quella notte, ratificò il fatto compiuto mentre menscevichi e socialisti rivoluzionari abbandonavano la sala; Lenin lesse i decreti sulla pace e sulla terra e formò il Consiglio dei commissari del popolo. Alle elezioni per l’Assemblea costituente, già fissate, i bolscevichi presero circa un quarto dei voti contro il 40 per cento dei socialisti rivoluzionari: l’Assemblea fu sciolta dopo un solo giorno, il 6 (19) gennaio 1918.
Le conseguenze
L’ottobre aprì tre anni di guerra civile e fondò uno Stato che dichiarava di rappresentare gli operai e i contadini escludendo ogni altra loro rappresentanza. Gli storici discutono se sia stato un colpo di mano di una minoranza o l’esito di un movimento di massa: le due cose non si escludono, perché i bolscevichi cavalcarono un’ondata popolare reale e la usarono per instaurare un potere che nessun voto avrebbe più potuto togliere loro. La mitologia sovietica trasformò l’episodio nel «grande Ottobre» e l’assalto al Palazzo d’Inverno, nella versione del film di Ejzenštejn del 1928, in un’epopea che nella realtà non ci fu.
Curiosità
- Il colpo a salve dell’incrociatore Aurora, segnale dell’assalto al Palazzo d’Inverno, fu l’unico sparo della nave quella notte.
- Lenin attraversò Pietrogrado la sera del 24 ottobre travestito, con una parrucca e senza barba, per raggiungere lo Smol’nyj.
- La ricostruzione dell’assalto messa in scena nel 1920, con migliaia di comparse, e il film di Ejzenštejn fecero più feriti dell’evento reale.
- Kerenskij fuggì da Pietrogrado in automobile, visse in esilio e morì a New York nel 1970, a 89 anni.
Valutazione critica
Febbraio fu una rivoluzione, con la partecipazione di milioni di persone e un esito aperto; ottobre fu la presa del potere da parte di un partito che sapeva di essere minoranza e che lo dimostrò sciogliendo l’unica assemblea eletta liberamente nella storia della Russia fino al 1991. I decreti sulla pace e sulla terra risposero a domande vere, ma il prezzo fu la fine di qualsiasi pluralismo.
La rivoluzione ha prodotto uno dei miti fondativi del Novecento e un regime che per settant’anni ha vietato di discuterla. Ricostruirla con le fonti significa restituirle la sua natura di evento politico, con responsabili e alternative, invece che di destino.
FAQ – Domande frequenti
Perché si parla di due rivoluzioni? Perché nel 1917 ci furono due rovesciamenti del potere: in febbraio la caduta della monarchia, in ottobre la presa del potere bolscevica contro il governo provvisorio.
La Rivoluzione d’ottobre fu un colpo di Stato? Fu un’insurrezione organizzata da un partito che deteneva la maggioranza nei soviet delle capitali ma non nel paese, come mostrò il voto per la Costituente. Gli storici usano entrambe le definizioni.
Che fine fece lo zar? Nicola II, la moglie, i cinque figli e i servitori furono fucilati a Ekaterinburg nella notte tra il 16 e il 17 luglio 1918, per decisione del soviet locale approvata da Mosca.
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