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Noril’sk

Approfondimento storico in una prospettiva critica

La città più a nord del mondo con oltre centomila abitanti fu costruita dal Gulag: dal 1935 il Norillag estrasse nichel, rame e cobalto dal permafrost con decine di migliaia di detenuti, e nel 1953 fu teatro della più grande rivolta dei campi. Oggi Noril’sk è una città chiusa, tra le più inquinate del pianeta, e il suo nichel è ancora una delle ricchezze della Russia.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Norilsk
Kolyma: colline spoglie di permafrost con scavi minerari e macchinari arrugginiti.

Il nichel e il campo

I giacimenti di nichel e rame della penisola del Tajmyr, tra i più grandi del mondo, furono individuati negli anni Venti; nel 1935 il Politburo affidò all’NKVD la costruzione del combinato e nacque il Norillag, i cui detenuti costruirono la ferrovia dal porto fluviale di Dudinka, le miniere, le fonderie e la città, a trecento chilometri oltre il circolo polare, con inverni a cinquanta gradi sotto zero e nove mesi di neve. Il metallo serviva alle leghe militari: durante la guerra Noril’sk fornì il nichel dei carri armati.

I detenuti

Il Norillag arrivò a contare oltre 72.000 detenuti nel 1951, tra cui lo storico Lev Gumilëv, l’attore Georgij Žžënov e lo stesso geologo Nikolaj Urvancev che aveva scoperto i giacimenti, migliaia di baltici, ucraini e prigionieri stranieri, e nel Gorlag, il campo speciale del dopoguerra, i politici a regime durissimo. Le miniere e le fonderie, con i fumi di zolfo, aggiungevano alla fame e al freddo l’avvelenamento; i morti registrati sono decine di migliaia, sepolti nel permafrost sotto la collina di Šmidt, la «Golgota» di Noril’sk.

La rivolta del 1953

Tra il maggio e l’agosto 1953, dopo la morte di Stalin, i detenuti del Gorlag si rifiutarono di lavorare: circa trentamila persone in sei campi, guidate da comitati con ucraini, baltici e russi, chiesero la revisione dei processi e la fine del regime speciale, e tennero i campi per settimane senza violenza. In agosto le truppe li ripresero a fucilate, con oltre cento morti, e i capi furono processati; ma Mosca inviò commissioni e in pochi anni i campi speciali furono chiusi. Fu la più grande rivolta della storia del Gulag.

La città sovietica

Città dal 1953, Noril’sk fu popolata dopo la chiusura dei campi con lavoratori liberi attirati dai salari doppi e dalle ferie lunghe: nel 1989 aveva 175.000 abitanti, palazzi colorati su palafitte nel permafrost, un teatro, il centro staliniano costruito dai detenuti. Il combinato produceva una parte rilevante del nichel, del rame, del cobalto, del platino e del palladio mondiali, in un paesaggio di ciminiere e di tundra morta per le piogge acide.

Noril’sk oggi

Privatizzato negli anni Novanta, il combinato Norilsk Nickel è una delle imprese più redditizie della Russia; la città è chiusa agli stranieri dal 2001, si raggiunge solo in aereo o via fiume e resta tra le più inquinate del mondo, con l’anidride solforosa che ha ucciso la vegetazione per decine di chilometri. Nel maggio 2020 lo sversamento di ventunomila tonnellate di gasolio da un serbatoio cedevole per lo scioglimento del permafrost ha inquinato i fiumi fino all’Artico. Il memoriale della Golgota, con le lapidi di ogni nazionalità, ricorda chi ha costruito tutto questo.

Curiosità

  • Noril’sk si trova a 69 gradi di latitudine nord: il sole non sorge per quarantacinque giorni in inverno e non tramonta per sessantotto in estate.
  • Il combinato di Noril’sk produce ancora oggi una quota importante del palladio mondiale, usato nelle marmitte catalitiche delle automobili occidentali.
  • La rivolta del 1953 fu guidata da comitati con rappresentanti di ogni nazionalità; gli ucraini dell’UPA, con la loro organizzazione clandestina, ne furono la spina dorsale.
  • Il memoriale della Golgota, sulla collina di Šmidt, raccoglie dal 1990 le cappelle e le lapidi di lituani, lettoni, estoni, polacchi, ebrei e altri popoli dei detenuti.

Valutazione critica

Noril’sk è il Gulag che non è mai finito: costruita dai detenuti per estrarre metallo dal permafrost, continua a produrlo con lavoratori liberi in un ambiente che il combinato ha reso quasi inabitabile. La ricchezza che ne esce, una delle maggiori della Russia, poggia sulle ossa della Golgota e sulla tundra morta, e la chiusura della città agli stranieri protegge entrambe le cose dagli sguardi.

La rivolta del 1953, con trentamila detenuti che chiesero un processo e ottennero la chiusura dei campi speciali, è il capitolo che la città dovrebbe ricordare con più orgoglio, e che ricorda meno.

FAQ – Domande frequenti

Dove si trova Noril’sk? Nel nord della Siberia, nel territorio di Krasnojarsk, a 300 chilometri oltre il circolo polare artico: è raggiungibile solo in aereo o via fiume.

Quanti detenuti ebbe il Norillag? Oltre 72.000 nel 1951; centinaia di migliaia di persone passarono per i suoi campi tra il 1935 e il 1956, e decine di migliaia vi morirono.

Perché la città è chiusa? Dal 2001 per ragioni ufficiali di sicurezza legate al combinato del nichel; gli stranieri hanno bisogno di un permesso speciale per entrare.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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