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Olimpiadi

Approfondimento storico in una prospettiva critica

L’URSS ignorò le Olimpiadi «borghesi» fino al 1952 e le dominò dal 1956 al 1988, primo posto nel medagliere in sei Giochi estivi su nove e nella maggior parte di quelli invernali, con i tre secondi della finale di basket del 1972, l’orsetto Miša di Mosca 1980 boicottata da 65 paesi, l’assenza di Los Angeles 1984 e i 55 ori di Seul 1988. Nel 1992 la «squadra unificata» degli Stati eredi salì sul podio con l’inno olimpico; la Russia ha ereditato il medagliere e le esclusioni.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Olimpiadi
Partita di hockey su ghiaccio in un palazzetto gremito, giocatori in maglia rossa.

L’ingresso

Il potere sovietico rifiutò per trent’anni le Olimpiadi come istituzione borghese e organizzò le Spartachiadi; nel 1951 il comitato olimpico sovietico fu riconosciuto e nel 1952 a Helsinki l’URSS debuttò con un villaggio separato per la squadra e ventidue ori, seconda dietro gli Stati Uniti, con la ginnasta Gorochovskaja e il discobolo, e con l’ordine di vincere come prova del sistema: gli atleti erano «dilettanti» mantenuti dallo Stato, e la sconfitta della squadra di calcio con la Jugoslavia di Tito costò lo scioglimento della CSKA.

Il dominio

A Melbourne 1956 l’URSS vinse il medagliere per la prima volta, con Vladimir Kuc nei 5.000 e 10.000 metri e la Latynina, e lo tenne a Roma 1960, con la gara di Mosca contro l’America per le medaglie come duello della Guerra fredda; Tokio 1964 e Città del Messico 1968 andarono agli americani, poi Monaco 1972 con la finale di basket vinta 51 a 50 sugli Stati Uniti negli ultimi tre secondi rigiocati per tre volte, con gli americani che rifiutarono l’argento; Montreal 1976, Mosca 1980 e Seul 1988. Alle Olimpiadi invernali, dal debutto di Cortina 1956, l’URSS fu prima in sette edizioni su nove con l’hockey, il pattinaggio di Irina Rodnina, tre ori, e lo sci di fondo.

Mosca 1980

Le prime Olimpiadi in un paese socialista, assegnate nel 1974, costarono la ricostruzione di Mosca con il Lužniki, lo stadio Olimpico, l’aeroporto Šeremet’evo-2, l’albergo Kosmos e la Pepsi nei chioschi; l’invasione dell’Afghanistan portò il boicottaggio guidato da Carter con 65 paesi assenti, tra cui gli Stati Uniti, la Germania Ovest, il Giappone e la Cina, mentre l’Italia partecipò con i soli atleti civili e la bandiera olimpica. Mosca fu ripulita dei dissidenti e dei senzatetto, i bambini mandati nelle colonie, la vodka razionata, e l’orsetto Miša volò via con i palloncini alla chiusura mentre Vysockij era sepolto tra le gare: 80 ori sovietici in un’Olimpiade dimezzata.

Los Angeles 1984 e Seul 1988

Nel maggio 1984 l’URSS annunciò il boicottaggio di Los Angeles per la «sicurezza degli atleti», seguita da tutto il blocco tranne la Romania, e organizzò i «Giochi dell’amicizia» a Mosca e nelle capitali socialiste; a Seul 1988, con la distensione di Gorbačëv, tornò e vinse per l’ultima volta, con 55 ori contro i 37 della Germania Est e i 36 americani, con Bubka nel salto con l’asta, la ginnastica, il calcio e l’hockey. Fu l’ultima Olimpiade dell’Unione; a Barcellona 1992 la «squadra unificata» degli Stati della CSI vinse il medagliere sotto la bandiera olimpica, con l’inno di Beethoven al posto di quello sovietico.

L’eredità

L’URSS chiuse con 1.010 medaglie estive, 395 d’oro, seconda nella storia dopo gli Stati Uniti in un terzo del tempo; la Russia ha ereditato le scuole, i centri e la convinzione che il medagliere sia politica, ha organizzato Soči 2014 con cinquanta miliardi di dollari e il doping di Stato scoperto nel 2015, e ha partecipato dal 2018 come «atleti olimpici dalla Russia» e dal 2022 non partecipa; a Parigi 2024 quindici atleti russi neutrali. L’Ucraina, la Georgia, il Kazakistan e i baltici gareggiano con le proprie bandiere e le scuole sovietiche.

Curiosità

  • La finale di basket di Monaco 1972 fu decisa negli ultimi tre secondi, rigiocati tre volte per gli errori del tavolo: il canestro di Belov diede all’URSS il 51 a 50 e gli americani rifiutarono la medaglia d’argento, che è ancora in una cassaforte a Losanna.
  • A Mosca 1980 l’Italia partecipò senza gli atleti militari e sotto la bandiera olimpica: gli ori di Pietro Mennea nei 200 metri e di Sara Simeoni nel salto in alto furono vinti senza l’inno di Mameli.
  • L’orsetto Miša, la mascotte di Mosca 1980 disegnata da Viktor Čižikov, fu la prima mascotte olimpica a diventare un fenomeno commerciale: il suo volo con i palloncini alla cerimonia di chiusura fece piangere lo stadio.
  • Alle Olimpiadi invernali Irina Rodnina vinse tre ori di fila nel pattinaggio a coppie, nel 1972, 1976 e 1980, con due partner diversi, e pianse sul podio di Lake Placid: oggi è deputata di Russia Unita.

Valutazione critica

Le Olimpiadi furono il campo in cui l’URSS misurò la propria superiorità e il mondo la vide: i medaglieri furono veri, ottenuti con il sistema delle scuole, dei dilettanti di Stato e del doping, e usati come argomento politico dal 1952 a Seul. I boicottaggi del 1980 e del 1984 mostrarono che anche lo sport era un fronte, con gli atleti come vittime di entrambe le parti.

La Russia che ha ereditato il medagliere ha ereditato anche il metodo, e le esclusioni dal 2016 e dal 2022 ne sono la conseguenza; gli atleti neutrali di Parigi 2024 sono i nipoti della squadra unificata del 1992, senza l’inno per un’altra ragione.

FAQ – Domande frequenti

Quando partecipò l’URSS alle Olimpiadi? Dal 1952 a Helsinki al 1988 a Seul per i Giochi estivi e dal 1956 a Cortina per quelli invernali; nel 1992 gli Stati eredi gareggiarono come squadra unificata sotto la bandiera olimpica.

Quante medaglie vinse? 1.010 medaglie ai Giochi estivi, di cui 395 d’oro, e 194 a quelli invernali: il primo posto nel medagliere in sei edizioni estive su nove e in sette invernali su nove.

Perché Mosca 1980 fu boicottata? Per l’invasione sovietica dell’Afghanistan del dicembre 1979: 65 paesi guidati dagli Stati Uniti non parteciparono, e nel 1984 l’URSS e il blocco orientale disertarono Los Angeles per rappresaglia.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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