Privilegi della nomenklatura
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Nel paese dell’uguaglianza proclamata esisteva una città parallela: negozi senza insegna dove la nomenklatura comprava la carne che gli altri cercavano in coda, la clinica del Cremlino, le dacie tra le betulle, le automobili con l’autista, le scuole per i figli, i viaggi all’estero. Non erano ricchezze ma accessi, non si compravano ma si ottenevano con la carica, e per questo erano il segreto meglio custodito e il più risentito.
In questa pagina
La distribuzione chiusa
Il sistema si chiamava «distribuzione chiusa»: negozi riservati, come la sezione 200 del GUM di Mosca o i «distributori» di ogni ministero, dove con una tessera si trovavano salmone, caviale, carne, frutta e prodotti importati a prezzi di Stato; buoni per i «pacchetti alimentari» settimanali; mense speciali. La gerarchia era precisa: la «razione del Cremlino» per i vertici, le tessere di categoria per i quadri, e nulla per il resto della popolazione, che ne conosceva l’esistenza e non ne vedeva l’interno.
Case, dacie, automobili
I dirigenti abitavano in palazzi riservati, come la Casa sul lungofiume degli anni Trenta o i condomini del Kutuzovskij, con appartamenti grandi il doppio della norma; d’estate nelle dacie di Stato di Žukovka, Barvicha e Uspenskoe, con il personale; viaggiavano su ZIL blindate o Volga nere con autista e il diritto alla corsia centrale dei viali di Mosca, la «corsia ZIL», dove le altre auto non potevano entrare. La sanità era quella del Quarto dipartimento del ministero, la «clinica del Cremlino», con medicine occidentali e ospedali che gli altri non vedevano.
Figli, viaggi, buste
I figli frequentavano scuole selezionate, entravano senza concorso nell’Istituto di relazioni internazionali e ottenevano i posti all’estero: la figlia di Brežnev, Galina, e il genero Čurbanov, viceministro dell’interno condannato per corruzione, divennero lo scandalo del regime. I viaggi all’estero, un privilegio quasi assoluto, permettevano di comprare ciò che in patria non esisteva. Fino al 1956 i dirigenti ricevevano inoltre le «buste», integrazioni segrete allo stipendio in contanti, abolite da Chruščëv.
Il segreto e il risentimento
Nulla di tutto questo era illegale: la maggior parte era regolata da delibere riservate, e la parola d’ordine era la discrezione. Ma il paese sapeva: i negozi senza insegna, le tende alle finestre delle ZIL, le recinzioni delle dacie erano visibili, e le barzellette sui privilegi circolavano ovunque. Nel 1987 El’cin, primo segretario di Mosca, denunciò i privilegi al plenum e prese il tram: fu il gesto che lo rese popolare e lo fece cacciare, e il suo libro «Confessione sul tema assegnato» del 1990 li descrisse dall’interno.
Dopo il 1991
I privilegi della nomenklatura non sono scomparsi ma si sono monetizzati: le dacie di Stato sono diventate proprietà, le cliniche riservate esistono ancora, le corsie speciali e i lampeggianti blu dei dirigenti russi hanno preso il posto delle ZIL. La differenza è che oggi il lusso si compra, e si mostra; ieri si otteneva con la carica e si nascondeva.
Curiosità
- La «corsia ZIL» al centro del Kutuzovskij e della Tverskaja era riservata alle limousine dei dirigenti: attraversarla era un’infrazione, e i moscoviti la chiamavano «la corsia dei padroni».
- La sezione 200 del GUM, all’ultimo piano del grande magazzino sulla Piazza Rossa, vendeva ai dirigenti abiti e scarpe importati che il resto del negozio non aveva mai visto.
- Le «buste» con i contanti per i dirigenti, in vigore dal 1947 al 1956, potevano valere più dello stipendio ufficiale e non erano tassate.
- El’cin, nel 1990, raccontò che come primo segretario di Mosca aveva ricevuto una dacia con cinquanta stanze, cinema e sala da biliardo, e l’aveva rifiutata.
Valutazione critica
I privilegi della nomenklatura erano la confessione quotidiana che l’uguaglianza sovietica non esisteva: una società a caste in cui la posizione nel partito decideva la qualità del cibo, delle cure e della vita. Non erano un abuso del sistema, erano il sistema, che pagava così la lealtà dei suoi quadri in un’economia dove il denaro non comprava nulla.
Che il risentimento per i privilegi sia stato una delle forze della perestrojka e la fortuna politica di El’cin, e che gli stessi privilegi siano poi tornati sotto forma di proprietà e lampeggianti, mostra la continuità tra le due Russie.
FAQ – Domande frequenti
Quali erano i privilegi della nomenklatura? Negozi e mense riservati, alloggi e dacie di Stato, automobili con autista, cliniche speciali, scuole per i figli, viaggi all’estero e, fino al 1956, integrazioni segrete allo stipendio.
Erano legali? Sì: erano regolati da delibere riservate del partito e del governo, non pubbliche. Non erano un abuso individuale ma un sistema.
Che cosa fece El’cin? Nel 1987 denunciò i privilegi al plenum del partito, rinunciò alla dacia e prese i mezzi pubblici: fu rimosso, ma la campagna lo rese il politico più popolare del paese.
Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.