Cchaltubo
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Le acque tiepide e radioattive di Cchaltubo, in Georgia, curavano i reumatismi dei lavoratori e di Stalin, che vi aveva il bagno personale nello stabilimento numero 6: negli anni Cinquanta la cittadina termale accoglieva 125.000 ospiti l’anno nei sanatori neoclassici tra i platani. Nel 1993 i profughi della guerra abcasa vi trovarono rifugio, e da trent’anni vivono nei sanatori in rovina, il simbolo fotografico dell’URSS abbandonata.
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Le acque
A dieci chilometri da Kutaisi, nella Georgia occidentale, le sorgenti di Cchaltubo sgorgano a 33-35 gradi con un lieve contenuto di radon: note dal Medioevo, usate dai re georgiani, furono organizzate come stazione termale negli anni Venti. Nel 1931 fu approvato il piano della città-sanatorio, con un anello di parchi e i sanatori disposti intorno alle sorgenti, e nel dopoguerra Cchaltubo divenne la stazione balneologica dell’Unione per le malattie reumatiche, nervose e della pelle.
I sanatori
Gli anni Cinquanta e Sessanta costruirono i palazzi: il Medea, l’Iveria, il Sakartvelo, il Metallurg, il sanatorio del ministero della difesa, con colonnati, cupole, scaloni e mosaici in uno stile tra il neoclassico staliniano e l’architettura georgiana, immersi nei parchi; diciannove sanatori e nove stabilimenti termali, con il numero 6 riservato a Stalin, che vi aveva la vasca privata e la sala di riposo. I treni diretti da Mosca portavano ogni anno oltre centomila ospiti, con i buoni dei sindacati e dei ministeri.
La guerra e i profughi
La fine dell’URSS interruppe i treni e i buoni; nel 1993 la guerra in Abcasia produsse 250.000 profughi georgiani, e circa novemila furono alloggiati nei sanatori vuoti di Cchaltubo, «temporaneamente». Trent’anni dopo alcune migliaia vi vivono ancora, nelle stanze divise dai teli, con le vasche termali in rovina e i colonnati che crollano: l’architettura del riposo sovietico è diventata il rifugio della guerra post-sovietica.
La rovina come immagine
I sanatori di Cchaltubo sono diventati un luogo del turismo delle rovine: fotografi, documentaristi e viaggiatori arrivano per le sale da ballo vuote, le scale monumentali invase dalle piante e i bagni di Stalin, e i profughi, spesso, ne sono le guide. Le fotografie hanno fatto il giro del mondo come immagine dell’URSS finita; per chi ci vive sono la casa.
Il futuro
Il governo georgiano ha messo in vendita i sanatori a più riprese, con progetti di ricostruzione e alberghi di lusso, e alcuni stabilimenti termali sono stati riaperti; la questione dei profughi, che chiedono alloggi prima di essere spostati, rallenta tutto. Cchaltubo è sospesa tra la memoria sovietica, la guerra abcasa e il turismo che potrebbe tornare.
Curiosità
- Il bagno numero 6, con la vasca personale di Stalin e la stanza in cui riposava, è ancora visitabile: il dittatore vi si curò più volte negli anni Cinquanta.
- Nel 1985 Cchaltubo ricevette oltre 125.000 ospiti; oggi la città ha 16.000 abitanti e gran parte dei sanatori è chiusa.
- Le acque di Cchaltubo non richiedono riscaldamento né raffreddamento: escono alla temperatura del corpo e i bagni erano prescritti anche a bambini e cardiopatici.
- Il sanatorio Medea, con la sua cupola e i colonnati, è il più fotografato: le sue sale hanno ospitato mostre e persino sfilate di moda tra le rovine.
Valutazione critica
Cchaltubo racconta in un luogo solo l’URSS e la sua fine: i palazzi termali per i lavoratori e il bagno privato del dittatore, poi la guerra tra due popoli sovietici e i profughi nei sanatori. Nessun altro posto mostra con la stessa chiarezza che l’architettura del riposo era anche l’architettura di un impero, e che quando l’impero è caduto sono restati i muri e le persone dentro.
Il turismo delle rovine, che fotografa le colonne e ignora i teli dei profughi, è un modo di guardare l’eredità sovietica che questo sito cerca di evitare.
FAQ – Domande frequenti
Dove si trova Cchaltubo? Nella Georgia occidentale, a dieci chilometri da Kutaisi: una cittadina termale con acque tiepide e leggermente radioattive.
Perché ci vivono i profughi? Perché nel 1993 i georgiani espulsi dall’Abcasia furono alloggiati nei sanatori vuoti in via temporanea, e molti non hanno mai ricevuto un altro alloggio.
Si possono visitare i sanatori? Sì: alcuni sono accessibili, il bagno di Stalin è visitabile e i profughi fanno spesso da guide; alcuni stabilimenti termali sono tornati in funzione.
Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.