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URSS e Italia

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Mussolini riconobbe l’URSS nel 1924 e vi mandò le navi e i tecnici, poi mandò 230.000 soldati sul Don, dei quali metà non tornò; l’Italia repubblicana entrò nella NATO e insieme fece affari con Mosca come nessun altro paese occidentale, con il petrolio di Mattei, la fabbrica della Fiat a Togliatti e il gas dal 1974, mentre il PCI era il partito comunista più grande dell’Occidente e le Brigate rosse cercavano padrini a Est. Dal 1991 il gas e le amicizie fino al 2022: l’Italia è stata l’Occidente che capiva Mosca, e ne ha pagato la dipendenza.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
URSS e Italia
Festa di partito in una sera d’estate italiana: bandiere rosse, lampioncini di carta, tavolate.

Il fascismo e i sovietici

L’Italia fascista fu tra i primi Stati occidentali a riconoscere l’URSS, nel febbraio 1924, con un trattato commerciale, e per quindici anni gli affari andarono avanti: i cantieri italiani costruirono navi da guerra e cacciatorpediniere per la flotta sovietica, la Fiat e l’Ansaldo vendettero impianti, gli architetti italiani lavorarono in Russia e Mussolini definì Stalin un «fascista cripto»; il patto anti-Comintern del 1937 e la Spagna raffreddarono, il patto Molotov-Ribbentrop fece riprendere, e nel giugno 1941 Mussolini volle mandare le truppe con Hitler senza che glielo chiedessero.

Il Don

Il CSIR di 62.000 uomini del 1941 e l’ARMIR del 1942, 230.000 soldati sul Don con le divisioni alpine, furono travolti dall’offensiva sovietica del dicembre 1942 e del gennaio 1943, con la ritirata nella neve raccontata da Rigoni Stern e Bedeschi: circa 85.000 morti e dispersi, 70.000 prigionieri di cui meno di 10.000 tornarono, dai campi di Tambov e dai treni della fame, e i reduci accolti nel 1946 dal PCI con imbarazzo. Il Don è la memoria italiana dell’URSS più diffusa e meno raccontata a Mosca, che nel 1942 chiese all’Italia perché fosse venuta.

La Repubblica e gli affari

L’Italia entrò nella NATO nel 1949 con il più grande partito comunista dell’Occidente all’opposizione, e fu il paese atlantico che più commerciò con Mosca: Enrico Mattei firmò nel 1960 il primo contratto per il petrolio sovietico contro le «sette sorelle», la Fiat costruì dal 1966 la fabbrica di Togliatti, l’ENI negoziò dal 1969 il gasdotto che dal 1974 portò il metano siberiano in Italia, la Pirelli, l’Olivetti e la Montedison seguirono; il presidente Gronchi visitò Mosca nel 1960, primo capo di Stato occidentale, e la DC di Fanfani, Moro e Andreotti coltivò il dialogo. Il KGB coltivava i suoi contatti, dalle Brigate rosse cercate a Praga ai giornalisti.

La cultura

L’Italia fu il paese in cui la cultura sovietica ebbe più pubblico: le traduzioni di Einaudi, il «Dottor Živago» pubblicato per primo al mondo da Feltrinelli nel 1957 contro Mosca, i festival del cinema, la scuola di slavistica, i balletti e i circhi in tournée, gli intellettuali del PCI in viaggio e i dissidenti accolti, da Solženicyn nel 1974 a Sacharov onorato in assenza; e Radio Mosca in italiano, i ragazzi di Chernobyl ospitati dalle famiglie italiane dagli anni Novanta, i matrimoni e i ristoranti. Nessun paese occidentale ha avuto con l’URSS un rapporto così familiare e così ambiguo.

Dopo il 1991

L’Italia fu il primo partner europeo della Russia di El’cin e di Putin: il gas al 40 per cento del fabbisogno, l’ENI e Gazprom, Berlusconi e Putin a Villa Certosa e a Soči, Pratica di Mare nel 2002 con il consiglio NATO-Russia, i turisti russi e le ville in Toscana, i contratti della Finmeccanica e l’«ultima amicizia» fino al 2022, quando le sanzioni e la guerra hanno rotto tutto e l’Italia ha sostituito il gas russo in due anni. La memoria del Don, di Togliatti e del gas resta; i governi hanno scelto, con una parte dell’opinione pubblica che non ha smesso di capire Mosca.

Curiosità

  • Il trattato di riconoscimento italo-sovietico del 7 febbraio 1924 fu firmato da Mussolini: l’Italia fu il secondo paese occidentale dopo la Gran Bretagna a riconoscere l’URSS, per gli affari e il grano.
  • Dei 230.000 italiani mandati sul Don ne tornarono dalla prigionia meno di 10.000 su 70.000 catturati: la mortalità nei campi sovietici del 1943 superò l’ottanta per cento, per la fame e il tifo dei treni.
  • Il gasdotto sovietico-italiano negoziato dall’ENI dal 1969 portò il primo metano siberiano a Tarvisio nel maggio 1974: fu il primo contratto europeo per il gas sovietico, prima della Germania.
  • Il «Dottor Živago» uscì per la prima volta al mondo in italiano, da Feltrinelli, il 23 novembre 1957, contro la volontà del PCI e di Mosca: Togliatti chiese all’editore di rinunciare, e Feltrinelli rifiutò.

Valutazione critica

L’Italia è stata per l’URSS il paese occidentale più utile: riconosciuta da Mussolini, il partito comunista più grande dell’Occidente, gli affari di Mattei e della Fiat, il gas e i governi democristiani che dialogavano, e insieme il paese che aveva lasciato sul Don metà di un esercito e che pubblicò per primo Pasternak. Il rapporto fu di interesse e di fascinazione, e Mosca lo usò con abilità.

La dipendenza dal gas fino al 2022 e la comprensione per Mosca in una parte dell’opinione pubblica sono l’eredità di quella lunga familiarità; la sostituzione del gas in due anni dice che la dipendenza era una scelta.

FAQ – Domande frequenti

Quando l’Italia riconobbe l’URSS? Il 7 febbraio 1924, con Mussolini, tra i primi paesi occidentali, con un trattato commerciale; i rapporti economici continuarono per tutto il fascismo fino all’attacco del 1941.

Quanti italiani morirono in Russia? Circa 85.000 morti e dispersi tra i 230.000 dell’ARMIR, con 70.000 prigionieri di cui meno di 10.000 tornarono dai campi sovietici; la ritirata dal Don del gennaio 1943 fu la tragedia italiana della guerra.

Quali furono gli affari con Mosca? Il petrolio di Mattei dal 1960, la fabbrica Fiat di Togliatti dal 1966, il gasdotto dell’ENI dal 1974 e i contratti industriali; dopo il 1991 il gas russo fino al 40 per cento del fabbisogno italiano, sostituito dopo il 2022.

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