Algeria
Approfondimento storico in una prospettiva critica
L’Algeria indipendente del 1962 fu per l’URSS l’alleato arabo che non chiedeva soldati: il FLN al potere con il socialismo e il partito unico, Ben Bella Eroe dell’Unione Sovietica, Boumediene con le nazionalizzazioni e le armi sovietiche, i MiG e i carri per un esercito che non fece guerre, e il gas venduto all’Europa con la Transmed dal 1983. Mai satellite, sempre cliente: l’Algeria è oggi il primo acquirente di armi russe in Africa, si astiene sull’Ucraina e vende il gas che l’Italia comprava da Mosca.
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La guerra e il riconoscimento
Nella guerra d’indipendenza dal 1954 al 1962 l’URSS aiutò il FLN con prudenza, per non rompere con la Francia di de Gaulle e con il partito comunista francese che aveva votato i poteri speciali: le armi arrivarono attraverso l’Egitto e la Cecoslovacchia, il riconoscimento di fatto del governo provvisorio nel 1960 e quello formale nel marzo 1962, con gli accordi di Évian. L’Algeria nacque con il FLN partito unico, l’autogestione delle terre dei coloni e la scelta socialista, e con Cuba che mandò nel 1963 un battaglione di carri contro il Marocco nella «guerra delle sabbie».
Ben Bella e Boumediene
Ahmed Ben Bella, primo presidente, fu nominato da Chruščëv Eroe dell’Unione Sovietica nel maggio 1964, come Nasser, e deposto nel giugno 1965 dal colonnello Houari Boumediene, che governò fino al 1978 con il socialismo di Stato, le nazionalizzazioni degli idrocarburi del 1971 contro la Francia, la rivoluzione agraria, l’industria pesante costruita con i sovietici e i francesi, e la politica del non allineamento con la Conferenza di Algeri del 1973; l’esercito fu armato da Mosca, con i MiG, i carri e i consiglieri, senza che l’Algeria entrasse mai in un’alleanza o concedesse basi.
Il cliente indipendente
L’Algeria comprò dagli anni Sessanta armi sovietiche per miliardi di dollari, formò gli ufficiali nelle accademie sovietiche e votò con Mosca sui temi anticoloniali, sostenendo il Polisario nel Sahara occidentale contro il Marocco e i movimenti di liberazione africani; ma il gas del Sahara andò all’Europa, con il gasdotto Transmed verso l’Italia del 1983 e quello verso la Spagna, e la Sonatrach trattò con gli occidentali. Il socialismo algerino fu nazionalista e militare, con i comunisti algerini perseguitati e i sovietici tenuti a distanza.
La crisi e la guerra civile
Il crollo del petrolio del 1986 e le rivolte dell’ottobre 1988, represse con centinaia di morti, aprirono il pluralismo, e la vittoria del Fronte islamico di salvezza alle elezioni del dicembre 1991 fu annullata dai militari nel gennaio 1992: seguì il «decennio nero» con circa 150.000 morti tra i gruppi islamisti e l’esercito, mentre l’URSS finiva e la Russia non contava. L’Algeria di Bouteflika, dal 1999, tornò a comprare armi a Mosca con il contratto del 2006 da sette miliardi di dollari in cambio della cancellazione del debito sovietico.
Oggi
L’Algeria è il primo acquirente africano di armi russe, con i Su-30, i carri e i sottomarini, si è astenuta sulle risoluzioni ONU sull’Ucraina, ha ricevuto le esercitazioni con la Russia al confine marocchino e ha sostituito in parte il gas russo nelle forniture all’Italia dopo il 2022, con Sonatrach primo fornitore; il Hirak del 2019 ha cacciato Bouteflika senza cambiare il sistema. Il rapporto con Mosca è quello del 1965: armi in cambio di indipendenza dichiarata.
Curiosità
- Ben Bella ricevette la Stella d’oro di Eroe dell’Unione Sovietica il 30 aprile 1964, un mese prima di Nasser; deposto nel 1965, passò quattordici anni agli arresti e morì nel 2012 senza rinunciare al titolo.
- Nell’ottobre 1963 Cuba mandò in Algeria un battaglione di ventidue carri T-34 e seicento uomini contro il Marocco, il primo intervento militare cubano all’estero, senza chiedere a Mosca.
- Il gasdotto Transmed dall’Algeria all’Italia attraverso la Tunisia e la Sicilia, aperto nel 1983 con l’ENI, portava il gas che l’Unione Sovietica non riuscì mai a battere nel Mediterraneo: dal 2022 l’Algeria è il primo fornitore dell’Italia.
- Nel marzo 2006 Putin ad Algeri firmò contratti per armi da 7,5 miliardi di dollari in cambio della cancellazione di 4,7 miliardi di debito sovietico: il più grande accordo militare russo in Africa.
Valutazione critica
L’Algeria è il caso del cliente che non divenne mai satellite: prese le armi e la retorica dall’URSS, vendette il gas all’Occidente e governò con i militari e il partito unico contro i propri comunisti, in un socialismo nazionalista che di sovietico ebbe la forma. Mosca ottenne un voto all’ONU e un mercato, mai una base né un alleato.
Le astensioni sull’Ucraina e i Su-30 comprati con il gas venduto all’Italia sono la continuità: l’Algeria tratta con Mosca come nel 1965, e l’Europa che la usa per sostituire il gas russo lo sa.
FAQ – Domande frequenti
L’Algeria era alleata dell’URSS? Era un cliente e un partner, non un satellite: comprò armi sovietiche, formò gli ufficiali a Mosca e votò con l’URSS sui temi anticoloniali, ma restò non allineata, senza basi né trattati, e vendette il gas all’Europa.
Chi era Boumediene? Il colonnello che depose Ben Bella nel 1965 e governò fino al 1978 con il socialismo di Stato, le nazionalizzazioni del petrolio del 1971 e il non allineamento; l’esercito algerino fu armato da Mosca sotto di lui.
Che rapporti ha oggi con la Russia? L’Algeria è il primo acquirente di armi russe in Africa, dal contratto del 2006 ai Su-30, si astiene all’ONU sull’Ucraina e insieme fornisce all’Italia e all’Europa il gas che sostituisce quello russo.
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