Mozambico
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Indipendente il 25 giugno 1975 con il FRELIMO di Samora Machel, il Mozambico si dichiarò marxista-leninista nel 1977 con i consiglieri sovietici e la Germania Est, il Kalašnikov sulla bandiera e i campi di rieducazione, e subì sedici anni di guerra con la RENAMO creata dalla Rhodesia e dal Sudafrica: un milione di morti, la carestia, Machel morto nel 1986 in un aereo sovietico schiantato in Sudafrica, il marxismo abbandonato nel 1989 e la pace firmata a Roma nel 1992 con Sant’Egidio. Il FRELIMO governa ancora; il Kalašnikov è rimasto sulla bandiera.
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L’indipendenza
Il FRELIMO, fondato nel 1962 da Eduardo Mondlane, ucciso nel 1969 da un pacco bomba, condusse dal 1964 la guerra di liberazione dal nord con le armi sovietiche e cinesi e le basi in Tanzania, e con la Rivoluzione dei garofani ottenne l’indipendenza il 25 giugno 1975 sotto Samora Machel, l’ex infermiere carismatico; i portoghesi, 250.000, partirono in un anno lasciando il paese senza tecnici, con l’economia collassata e le fabbriche sabotate. Il FRELIMO nazionalizzò tutto, dalle terre alle scuole, e nel 1977 si proclamò partito marxista-leninista di avanguardia.
Il socialismo e la guerra
Il Mozambico ebbe i consiglieri sovietici, tedeschi orientali e cubani, i villaggi comunali per i contadini, le fattorie di Stato, i campi di rieducazione per i «nemici» e le prostitute, l’alfabetizzazione e la sanità di massa; la Rhodesia di Smith, colpita dal blocco mozambicano, creò nel 1976 la RENAMO con i dissidenti e la sicurezza rhodesiana, e dal 1980 il Sudafrica dell’apartheid la ereditò e la trasformò in un esercito di terrore: sedici anni di guerra con i massacri dei villaggi, le mutilazioni, i bambini soldato, le strade minate, la carestia del 1983-84 e un milione di morti su tredici milioni di abitanti.
Nkomati e la morte di Machel
Nel marzo 1984 Machel firmò con Botha a Nkomati un patto di non aggressione, rinunciando a ospitare l’ANC in cambio della fine del sostegno sudafricano alla RENAMO, che Pretoria non rispettò; il 19 ottobre 1986 il Tupolev presidenziale con l’equipaggio sovietico che riportava Machel dallo Zambia si schiantò sulle colline di Mbuzini, in territorio sudafricano, e morirono trentaquattro persone: l’inchiesta sudafricana accusò i piloti, quella sovietica un falso radiofaro, e il sospetto del sabotaggio di Pretoria non è mai stato chiarito. Joaquim Chissano gli succedette.
La pace
Chissano abbandonò il marxismo-leninismo nel 1989, accettò il multipartitismo con la costituzione del 1990 e trattò con la RENAMO di Dhlakama a Roma, con la mediazione della Comunità di Sant’Egidio e del governo italiano: l’accordo generale di pace fu firmato il 4 ottobre 1992 e le elezioni del 1994, con i caschi blu dell’ONU, furono vinte dal FRELIMO; il Mozambico divenne il caso di successo della pace negoziata, con la crescita, gli aiuti e la RENAMO trasformata in partito, salvo le ricadute armate degli anni Dieci.
Oggi
Il FRELIMO governa dal 1975 senza interruzione, con le elezioni contestate del 2024 e le repressioni delle proteste, il gas di Cabo Delgado e l’insurrezione jihadista dal 2017, il debito nascosto dei «tonni» del 2013 e i cicloni; la bandiera del 1983 con il Kalašnikov, la zappa e il libro è ancora quella, e i tentativi di toglierla sono falliti. Machel è l’eroe nazionale con il memoriale di Mbuzini, e la vedova Graça sposò Mandela; i consiglieri sovietici sono un ricordo, e i russi sono tornati con i mercenari, sconfitti dai jihadisti nel 2019.
Curiosità
- La bandiera del Mozambico, adottata nel 1983, porta un Kalašnikov con la baionetta incrociato con una zappa su un libro aperto: il parlamento ha discusso più volte di toglierlo e non ha mai trovato l’accordo.
- Nel 1983 il governo mandò nei campi del nord, con l’«operazione produzione», decine di migliaia di «improduttivi» delle città, dai disoccupati alle prostitute: la versione mozambicana della rieducazione con il lavoro.
- Il Tu-134 di Machel si schiantò a Mbuzini il 19 ottobre 1986 a pochi chilometri dal confine, con la commissione sudafricana che incolpò l’equipaggio sovietico e i mozambicani che sospettano un falso segnale radio: il memoriale è in Sudafrica.
- Gli accordi di Roma del 1992 furono negoziati per ventisette mesi nella sede della Comunità di Sant’Egidio a Trastevere: il primo caso in cui un’organizzazione cattolica laica mediò la fine di una guerra civile africana.
Valutazione critica
Il Mozambico fu il caso in cui il modello sovietico fu adottato con più convinzione e fallì più in fretta: i villaggi comunali, i campi di rieducazione e le fattorie di Stato non produssero nulla e la guerra alimentata dal Sudafrica distrusse il resto, con un milione di morti che il FRELIMO e la RENAMO non hanno mai contato. Il marxismo fu abbandonato in un anno; il partito unico è rimasto per cinquant’anni.
La pace di Roma, mediata dai cattolici e non dalle superpotenze, dice chi restava a occuparsi dell’Africa quando l’URSS sparì; il Kalašnikov sulla bandiera dice che cosa l’Unione ha lasciato.
FAQ – Domande frequenti
Il Mozambico fu uno Stato comunista? Sì, dal 1977 al 1989 il FRELIMO si dichiarò partito marxista-leninista con i consiglieri sovietici, tedeschi orientali e cubani, le nazionalizzazioni, i villaggi comunali e i campi di rieducazione; abbandonò il marxismo nel 1989.
Che cosa fu la RENAMO? Il movimento armato creato nel 1976 dai servizi della Rhodesia e poi sostenuto dal Sudafrica contro il governo del FRELIMO: sedici anni di guerra con i massacri dei villaggi e un milione di morti, fino alla pace di Roma del 1992.
Come morì Samora Machel? Nello schianto del suo aereo sovietico a Mbuzini, in Sudafrica, il 19 ottobre 1986, con altre trentatré persone; le inchieste sudafricana e sovietica si contraddissero e il sospetto di un sabotaggio di Pretoria resta.
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