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Etiopia

Approfondimento storico in una prospettiva critica

L’Etiopia fu il più grande cliente sovietico in Africa e il più sanguinoso: dalla rivoluzione del 1974 che depose Hailé Selassié, il colonnello Mengistu prese il potere nel 1977 con il Terrore rosso che uccise decine di migliaia di persone, ottenne da Mosca il ponte aereo e i cubani per vincere l’Ogaden, undici miliardi di dollari in armi per le guerre contro l’Eritrea e il Tigrai, e lasciò morire un milione di persone nella carestia del 1984 mentre celebrava il partito. Fuggì nel 1991 in Zimbabwe, condannato a morte in contumacia; la Corea del Nord gli aveva costruito il monumento.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Etiopia
Consiglieri militari sovietici con soldati africani accanto a un carro armato nella savana.

La rivoluzione

La carestia del 1973, nascosta dal regime imperiale, e gli scioperi del 1974 portarono al potere il Derg, il comitato di militari che depose Hailé Selassié il 12 settembre 1974 e lo fece morire in prigione l’anno dopo, nazionalizzò le terre con la riforma agraria del 1975 e proclamò il «socialismo etiopico»; nelle lotte interne del comitato il maggiore Mengistu Hailé Mariam eliminò i rivali, fucilando nel febbraio 1977 il capo del Derg Teferi Benti e i suoi seguaci, e prese il potere assoluto. L’URSS, che aveva la Somalia come alleata, si trovò un secondo cliente nel Corno.

Il Terrore rosso

Tra il 1977 e il 1978 Mengistu scatenò contro il partito rivale EPRP e gli studenti il «Terrore rosso», con le squadre di quartiere che uccidevano e lasciavano i corpi nelle strade, chiedendo alle famiglie di pagare le pallottole: decine di migliaia di morti ad Addis Abeba e nelle città, cinquantamila secondo le stime, con Mengistu che in un comizio ruppe bottiglie di sangue finto contro i nemici. L’URSS, Cuba e la Germania Est, arrivate nello stesso 1977, armarono e addestrarono la sicurezza del regime che lo compiva.

L’Ogaden

Nel luglio 1977 la Somalia di Siad Barre invase l’Ogaden etiopico abitato dai somali, e l’URSS scelse l’Etiopia: espulsa da Mogadiscio, mandò tra novembre e febbraio un ponte aereo con un miliardo di dollari di armi, i generali guidati da Vasilij Petrov e 17.000 soldati cubani, e nel marzo 1978 la controffensiva riconquistò Jijiga e l’Ogaden. Fu l’intervento più diretto dell’URSS in Africa, con il comando sovietico sul campo, e la vittoria che legò Mengistu a Mosca per tredici anni, con le forniture di armi arrivate a undici miliardi di dollari.

La carestia e il partito

Le guerre in Eritrea e nel Tigrai, la collettivizzazione, i villaggi forzati e la siccità produssero la carestia del 1984-85, con un milione di morti, che il regime nascose per celebrare nel settembre 1984 la fondazione del Partito dei lavoratori d’Etiopia con i festeggiamenti da cento milioni di dollari, le statue di Lenin e i sovietici in tribuna; le immagini della BBC scatenarono il Live Aid mentre Mengistu deportava con la forza 600.000 persone dal nord al sud, con decine di migliaia di morti nei trasferimenti. L’URSS forniva le armi e non il grano.

La fine

Con Gorbačëv le armi diminuirono e Mengistu abbandonò il marxismo nel 1990; nel maggio 1991 i ribelli tigrini dell’EPRDF ed eritrei arrivarono ad Addis Abeba e il dittatore fuggì in Zimbabwe, dove Mugabe lo ospitò; nel 2006 fu condannato in Etiopia per genocidio e nel 2008 a morte in contumacia, e vive ancora ad Harare. L’Eritrea è indipendente dal 1993, il Tigrai ha avuto la sua guerra nel 2020-22, il monumento «Tiglachin» costruito dalla Corea del Nord per la vittoria dell’Ogaden è ancora ad Addis Abeba, e la Russia ha cancellato quasi cinque miliardi di dollari di debito.

Curiosità

  • Durante il Terrore rosso le famiglie delle vittime dovevano pagare il costo delle pallottole per riavere i corpi: la «tassa della pallottola» è ricordata nel museo dei martiri di Addis Abeba, con le teche dei crani.
  • Il ponte aereo sovietico dell’inverno 1977-78 verso l’Etiopia impiegò 225 aerei da trasporto e portò carri, cannoni e MiG per un miliardo di dollari: il generale Petrov diresse l’offensiva dell’Ogaden dal quartier generale di Harar.
  • Nel settembre 1984, con la carestia in corso, il regime spese circa cento milioni di dollari per le celebrazioni del decennale e la fondazione del partito, con le statue di Marx e Lenin e il whisky per le delegazioni.
  • Il monumento Tiglachin di Addis Abeba, alto cinquanta metri con la stella rossa e i rilievi dei soldati, fu costruito nel 1984 dalla Corea del Nord per celebrare la vittoria nell’Ogaden con i cubani e i sovietici: è ancora in piedi.

Valutazione critica

L’Etiopia di Mengistu fu il regime più criminale sostenuto dall’URSS in Africa, e il più sostenuto: undici miliardi in armi per un dittatore che uccideva gli studenti con la tassa della pallottola e lasciava morire un milione di persone mentre fondava il partito con le statue di Lenin. Mosca scelse l’Etiopia perché era grande, e la Germania Est addestrò la sicurezza del Terrore rosso: l’internazionalismo nella sua forma nuda.

Mengistu vivo ad Harare con la condanna a morte in contumacia e il monumento nordcoreano in piedi ad Addis Abeba sono l’eredità che l’Etiopia non ha ancora chiuso, e la Russia ha cancellato il debito senza chiedere nulla.

FAQ – Domande frequenti

Chi era Mengistu? Il colonnello Mengistu Hailé Mariam, che prese il potere in Etiopia nel 1977 dopo la rivoluzione del 1974, scatenò il Terrore rosso, governò con l’appoggio sovietico e cubano fino al 1991 e fuggì in Zimbabwe; è condannato a morte in contumacia dal 2008.

Perché l’URSS sostenne l’Etiopia? Perché nel 1977 la Somalia, sua alleata, invase l’Ogaden etiopico e Mengistu chiese aiuto: Mosca scelse il paese più grande, con un ponte aereo, i generali e i cubani, e lo armò per tredici anni.

Che cosa fu la carestia del 1984? La carestia che uccise un milione di etiopi tra il 1984 e il 1985, causata dalla siccità, dalle guerre e dalle politiche del regime, che la nascose per celebrare la fondazione del partito; le immagini della BBC produssero il Live Aid.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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