Bomba Zar
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Il 30 ottobre 1961, sopra l’isola artica di Novaja Zemlja, un bombardiere Tu-95 sganciò con il paracadute l’ordigno più potente mai costruito: la Bomba Zar da 50 megatoni, tremila volte Hiroshima, progettata da Sacharov e ridotta da cento per non avvelenare l’Artico. La palla di fuoco fu vista a mille chilometri, l’onda d’urto fece tre volte il giro della Terra, le finestre saltarono a novecento chilometri. Non fu mai un’arma: fu un discorso di Chruščëv al XXII Congresso, esploso nel cielo.
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Il progetto
Nel luglio 1961 Chruščëv, in piena crisi di Berlino, ordinò un ordigno da cento megatoni da far esplodere durante il congresso del partito in ottobre; il gruppo di Arzamas-16 con Sacharov, Adamskij, Babaev, Trutnev e Smirnov lo progettò in quindici settimane, a tre stadi, e decise di sostituire l’involucro di uranio con il piombo per dimezzare la potenza e ridurre la ricaduta radioattiva: cinquanta megatoni, con il 97 per cento dell’energia dalla fusione, la bomba «più pulita» mai esplosa in rapporto alla potenza. L’ordigno pesava 27 tonnellate ed era lungo otto metri.
Il volo
Il Tu-95V modificato, con il portello allargato e la bomba semiesterna, decollò dalla penisola di Kola il 30 ottobre con l’equipaggio del maggiore Durnovcev, dipinto di bianco per riflettere il calore; alle 11.32 sganciò l’ordigno a diecimila metri sopra il poligono di Suchoj Nos, e un paracadute di 800 chili lo frenò per dare all’aereo 188 secondi per allontanarsi. L’esplosione avvenne a 4.000 metri di quota: l’equipaggio aveva il 50 per cento di probabilità di sopravvivere, secondo i calcoli, e l’aereo, a 45 chilometri, perse quota per l’onda d’urto ma atterrò.
L’esplosione
La palla di fuoco raggiunse otto chilometri di diametro e fu visibile a mille chilometri, il fungo salì a 67 chilometri, oltre la stratosfera, con un cappello di 95 chilometri; l’onda d’urto fu registrata tre volte intorno al pianeta, le finestre si ruppero in Norvegia e in Finlandia e nei villaggi a 900 chilometri, il calore avrebbe provocato ustioni di terzo grado a cento chilometri, e sull’isola il suolo fu vetrificato. Lo strumento di misura lasciò gli scienziati stupiti: la potenza calcolata fu tra 50 e 58 megatoni, un decimo di tutti gli esplosivi usati nella seconda guerra mondiale in un istante.
Il significato
La bomba non aveva uso militare: troppo pesante per i missili, con un aereo che difficilmente sarebbe sopravvissuto, e con una distruzione inutile rispetto a testate più piccole e numerose. Fu un atto politico: Chruščëv la annunciò al XXII Congresso, lo stesso che tolse Stalin dal mausoleo, per mostrare al mondo che l’URSS poteva costruire ciò che voleva, mentre Kennedy rivelava che il «missile gap» era a favore degli americani. Sacharov, che l’aveva progettata, ne uscì convinto dell’insensatezza della corsa e cominciò la strada verso il dissenso.
L’eredità
La Bomba Zar resta il più grande ordigno mai esploso, e la sua fama è cresciuta con Internet e con i video declassificati dalla Russia nel 2020, per il settantacinquesimo anniversario dell’industria nucleare; una replica dell’involucro è al museo di Sarov, e la parola «Zar» le fu attribuita in Occidente sul modello della campana e del cannone del Cremlino. Due anni dopo il trattato del 1963 vietò i test in atmosfera: la bomba fu anche l’ultimo grande fungo visto dal mondo.
Curiosità
- Il Tu-95 e l’aereo di scorta furono dipinti di bianco riflettente per proteggerli dal calore: la vernice bruciò comunque in parte, e l’equipaggio ricevette la Stella di Eroe dell’Unione Sovietica.
- Il film del test, declassificato da Rosatom nell’agosto 2020, mostra il fungo filmato da diversi aerei e da terra: quaranta minuti girati per i dirigenti e tenuti segreti per sessant’anni.
- La bomba fu ridotta da cento a cinquanta megatoni sostituendo l’uranio con il piombo: a piena potenza la ricaduta radioattiva avrebbe contaminato gran parte dell’Artico russo e dell’Europa settentrionale.
- Sacharov calcolò che i test in atmosfera avrebbero causato migliaia di morti per tumori in tutto il mondo per ogni megatone: la Bomba Zar fu il punto di svolta della sua coscienza.
Valutazione critica
La Bomba Zar è il monumento alla logica sovietica del gigantismo: costruire la cosa più grande perché il mondo la veda, senza uso, senza calcolo del costo, con l’Artico come palcoscenico e i suoi abitanti come spettatori involontari. Fu un successo scientifico e un atto di propaganda, e il suo progettista fu il primo a capirne l’assurdità.
Che la Russia abbia declassificato il film nel 2020 come celebrazione dell’industria nucleare, e non come monito, dice quale lezione ne ha tratto.
FAQ – Domande frequenti
Quanto era potente la Bomba Zar? Circa 50 megatoni, tremila volte la bomba di Hiroshima e dieci volte tutti gli esplosivi della seconda guerra mondiale: l’ordigno più potente mai esploso, progettato per cento e ridotto per limitare la ricaduta.
Dove e quando esplose? Il 30 ottobre 1961 a 4.000 metri sopra Novaja Zemlja, nell’Artico, sganciata con il paracadute da un Tu-95; l’onda d’urto fece tre volte il giro della Terra.
Fu mai usata come arma? No: era troppo grande e pesante per un uso militare. Fu un atto politico di Chruščëv durante il XXII Congresso del partito, e Sacharov, che la progettò, ne trasse la convinzione di dover fermare i test.
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