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Bulgaria

Approfondimento storico in una prospettiva critica

La Bulgaria fu il satellite più fedele, tanto da chiedere due volte di diventare la sedicesima repubblica dell’URSS: Todor Živkov governò per trentacinque anni, dal 1954 al 1989, con il turismo del Mar Nero per i fratelli, i computer del Comecon, l’ombrello avvelenato che uccise lo scrittore Markov a Londra e, negli anni Ottanta, la bulgarizzazione forzata dei turchi con 300.000 espulsi. Cadde il 10 novembre 1989, il giorno dopo il Muro, per mano dei suoi stessi colleghi; il mausoleo di Dimitrov è stato demolito nel 1999.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Bulgaria
Strada di Berlino Est negli anni Ottanta: Trabant e palazzi prefabbricati sotto un cielo grigio.

La presa del potere

Il 9 settembre 1944, con l’Armata Rossa al Danubio, il Fronte della patria prese il potere a Sofia e i comunisti, con il ministero dell’interno, avviarono il «Tribunale del popolo» che condannò a morte 2.700 persone tra ministri, deputati, ufficiali e giornalisti, il regolamento di conti più sanguinoso dell’Est; il referendum del 1946 abolì la monarchia, e Georgi Dimitrov, l’eroe del processo del Reichstag e capo del Comintern, tornò da Mosca come primo ministro. Morì nel 1949 in URSS, fu imbalsamato in un mausoleo nel centro di Sofia, e il suo compagno Trajčo Kostov fu impiccato nel dicembre 1949 come «titoista».

Živkov

Todor Živkov, primo segretario dal 1954 e capo dello Stato dal 1971, fu il dirigente più longevo del blocco: fedele a Mosca fino a proporre nel 1963 e nel 1973 l’ingresso della Bulgaria nell’URSS, respinto da Chruščëv e da Brežnev, costruì un regime paternalista con la collettivizzazione completata, l’industria del Comecon, dai carrelli elevatori ai computer di Pravec, il turismo di massa sulle spiagge di Varna e Burgas per i cittadini del blocco, e la figlia Ljudmila ministro della cultura con le passioni mistiche fino alla morte nel 1981. Il monumento di Buzludža, l’astronave di cemento sulla montagna del 1981, è il simbolo di quell’epoca.

I servizi e Markov

La sicurezza di Stato, la Dăržavna sigurnost, fu la più legata al KGB: il dissidente Georgi Markov, scrittore emigrato a Londra che lavorava alla BBC, fu colpito il 7 settembre 1978 sul ponte di Waterloo con un pallino di ricina sparato da un ombrello e morì quattro giorni dopo, e il caso fu attribuito ai servizi bulgari con la tecnologia sovietica; la «pista bulgara» dell’attentato al papa del 1981 coinvolse un impiegato della compagnia aerea, assolto a Roma. Gli archivi aperti dopo il 1990 hanno rivelato le reti in Occidente e i compromessi degli intellettuali.

Il processo di rinascita

Tra il 1984 e il 1989 il regime impose ai 900.000 turchi bulgari il «processo di rinascita»: i nomi turchi cambiati in nomi bulgari con la forza, la lingua vietata in pubblico, le moschee chiuse, le proteste represse con decine di morti, e nell’estate 1989 la «grande escursione», l’espulsione di oltre 300.000 turchi verso la Turchia in tre mesi, la più grande pulizia etnica dell’Europa del dopoguerra prima della Jugoslavia. Fu l’ultima campagna di Živkov e la prima ragione della sua caduta.

La caduta e dopo

Il 10 novembre 1989, il giorno dopo la caduta del Muro, il Politburo bulgaro depose Živkov con un voto interno organizzato da Mladenov e dai colleghi con l’assenso di Mosca: un golpe di palazzo che salvò il partito, ribattezzato socialista, e vinse le prime elezioni del 1990; Živkov fu processato per appropriazione e agli arresti domiciliari fino alla morte nel 1998. La Bulgaria è entrata nella NATO nel 2004 e nell’Unione nel 2007, ha demolito il mausoleo di Dimitrov nel 1999 dopo quattro tentativi con l’esplosivo, e resta il paese dell’Unione più vicino alla Russia nei sondaggi.

Curiosità

  • Il mausoleo di Dimitrov, costruito in sei giorni nel 1949 nel centro di Sofia, resistette nel 1999 a quattro esplosioni prima di crollare: la struttura antiatomica era più solida del previsto.
  • Živkov chiese ufficialmente nel 1963 e di nuovo negli anni Settanta di annettere la Bulgaria all’URSS come sedicesima repubblica; Mosca rifiutò per non complicare i rapporti internazionali.
  • Georgi Markov fu colpito a Londra il 7 settembre 1978 con un pallino di 1,7 millimetri contenente ricina, sparato da un ombrello mentre aspettava l’autobus, e morì l’11: il caso non è mai stato risolto giudizialmente.
  • Il monumento di Buzludža, la «astronave» di cemento sulla cima dei Balcani inaugurata nel 1981 per il partito, è abbandonato dal 1989 e visitato dai turisti dell’Europa orientale in rovina.

Valutazione critica

La Bulgaria fu il satellite senza rivolte, e per questo il meno raccontato: fedele fino a chiedere l’annessione, governata da un solo uomo per trentacinque anni con la sicurezza legata al KGB, e capace nel suo ultimo atto della più grande espulsione etnica dell’Europa del dopoguerra. Il golpe di palazzo del 1989, con il partito che si salvò cambiando nome, spiega la transizione più lenta e la nostalgia più tenace.

Il paese dell’Unione europea più filorusso nei sondaggi ha ereditato dalla fedeltà di Živkov qualcosa che le rivoluzioni altrui non hanno cambiato: la Bulgaria non si è mai liberata da Mosca perché non ha mai davvero provato.

FAQ – Domande frequenti

Chi era Todor Živkov? Il primo segretario del partito comunista bulgaro dal 1954 e capo dello Stato dal 1971, deposto il 10 novembre 1989: il dirigente più longevo del blocco sovietico, fedele a Mosca fino a chiedere l’annessione della Bulgaria all’URSS.

Che cosa fu il processo di rinascita? La campagna del 1984-89 per bulgarizzare la minoranza turca, con i nomi cambiati a forza, la lingua e la religione vietate e, nel 1989, l’espulsione di oltre 300.000 turchi verso la Turchia.

Come cadde il regime bulgaro? Con un voto interno del Politburo che depose Živkov il 10 novembre 1989, il giorno dopo la caduta del Muro; il partito, ribattezzato socialista, vinse le elezioni del 1990 e la transizione fu lenta.

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