Romania
Approfondimento storico in una prospettiva critica
La Romania fu il satellite che disobbediva a Mosca e opprimeva i suoi cittadini più di ogni altro: Gheorghiu-Dej ottenne il ritiro delle truppe sovietiche nel 1958, Ceaușescu condannò l’invasione di Praga, ricevette Nixon e fu il «comunista buono» dell’Occidente, mentre costruiva il culto più grottesco del blocco, vietava l’aborto con gli orfanotrofi come conseguenza, affamava il paese per pagare il debito e alzava la Casa del popolo. Fu fucilato con la moglie il giorno di Natale del 1989, dopo l’unica rivoluzione sanguinosa dell’Est.
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La sovietizzazione
Il colpo di Stato del re Michele dell’agosto 1944 portò la Romania dalla parte degli alleati e sotto l’occupazione sovietica; i comunisti, un migliaio nel 1944, presero il governo nel 1945 con Vyšinskij che dettava i ministri, truccarono le elezioni del 1946 e abolirono la monarchia nel dicembre 1947, con il re esiliato. Gheorghiu-Dej governò dal 1947 al 1965 con il terrore: il canale Danubio-Mar Nero scavato dai detenuti, la prigione di Pitești con la «rieducazione» in cui i detenuti torturavano i compagni, la collettivizzazione e i tedeschi deportati in URSS.
L’autonomia
Nel 1958 Gheorghiu-Dej ottenne da Chruščëv il ritiro delle truppe sovietiche, unico caso nel blocco, e nel 1964 rifiutò il ruolo agricolo che il Comecon assegnava alla Romania, con la «dichiarazione di aprile» dell’autonomia; Nicolae Ceaușescu, successore dal 1965, condannò nell’agosto 1968 l’invasione della Cecoslovacchia dal balcone di Bucarest, ricevette Nixon nel 1969 e de Gaulle, mantenne i rapporti con Israele e con la Cina, e fu per l’Occidente il comunista indipendente da premiare, con i crediti, la nazione più favorita e le visite di Stato. In politica interna la Securitate controllava tutto.
Il culto e il decreto 770
Dopo il viaggio in Corea del Nord e in Cina del 1971 Ceaușescu impose le «tesi di luglio» e il culto della personalità: il «Conducător», il «Genio dei Carpazi», la moglie Elena «scienziata» con le lauree false e il potere sulla cultura, i figli nel partito, i congressi con le ore di applausi e le tele con la coppia; il decreto 770 del 1966 aveva vietato l’aborto e la contraccezione per far crescere la popolazione, con le visite ginecologiche obbligatorie nelle fabbriche, diecimila donne morte per gli aborti clandestini e i centomila bambini abbandonati negli orfanotrofi che il mondo scoprì nel 1990.
Gli anni Ottanta
Per ripagare i dieci miliardi di dollari di debito Ceaușescu esportò tutto: dal 1981 il razionamento del pane, dell’olio e dello zucchero, l’elettricità e il riscaldamento tagliati, le città al buio, la televisione due ore al giorno, la carne sparita, mentre la «sistematizzazione» demoliva i villaggi e il centro di Bucarest per la Casa del popolo, il secondo edificio del mondo, con 40.000 sfrattati. Nel 1989 il debito era pagato, il paese affamato, e gli operai di Brașov si erano già ribellati nel 1987; la Securitate aveva un informatore ogni quaranta cittadini.
Il dicembre 1989
Il 16 dicembre 1989 a Timișoara la difesa del pastore ungherese Tőkés divenne rivolta, e l’esercito sparò; il 21 dicembre Ceaușescu convocò un comizio a Bucarest e la folla lo fischiò in diretta, il 22 fuggì in elicottero dal tetto del Comitato centrale mentre l’esercito passava con la folla e i cecchini della Securitate sparavano; catturato, fu processato in un’ora il 25 dicembre da un tribunale improvvisato e fucilato con Elena nel cortile di una caserma a Târgoviște, con le immagini trasmesse in tutto il mondo. Oltre mille morti, in gran parte dopo la fuga: la rivoluzione fu anche un colpo di Stato di Iliescu, e i processi continuano.
Curiosità
- La Casa del popolo di Bucarest, iniziata nel 1984, è il secondo edificio amministrativo del mondo dopo il Pentagono, con 1.100 stanze e il marmo di tutta la Romania; per costruirla furono demoliti un quinto del centro storico e diverse chiese.
- Il decreto 770 del 1966 vietò l’aborto e la contraccezione: nel 1967 le nascite raddoppiarono, e i «decreței», i bambini del decreto, riempirono gli orfanotrofi che le telecamere occidentali mostrarono nel 1990, con 170.000 bambini in condizioni di abbandono.
- Ceaușescu fu insignito nel 1978 del titolo di cavaliere dalla regina Elisabetta, tolto il 24 dicembre 1989, il giorno prima della fucilazione; Elena aveva un dottorato in chimica ottenuto senza aver finito le scuole.
- Il processo del 25 dicembre 1989 durò meno di due ore, con l’avvocato d’ufficio che chiedeva la condanna: i coniugi furono fucilati da tre paracadutisti nel cortile di Târgoviște, e il video fu trasmesso il giorno dopo.
Valutazione critica
La Romania di Ceaușescu è la prova che l’autonomia da Mosca non era libertà: il satellite più indipendente fu il più oppresso, con un culto che imbarazzava i sovietici, i figli del decreto negli orfanotrofi e un popolo affamato per pagare i debiti contratti con l’Occidente che lo applaudiva. L’Occidente lo premiò per l’anti-sovietismo e scoprì gli orfanotrofi il giorno dopo la fucilazione.
La rivoluzione sanguinosa e il colpo di Stato di Iliescu, con i processi ancora aperti, hanno lasciato alla Romania una transizione più lunga degli altri: il paese che aveva disobbedito a Mosca è quello che ha avuto più difficoltà a uscire dal proprio regime.
FAQ – Domande frequenti
Perché la Romania era diversa dagli altri satelliti? Perché ottenne il ritiro delle truppe sovietiche nel 1958 e seguì una politica estera autonoma, condannando l’invasione di Praga e trattando con l’Occidente, la Cina e Israele; in politica interna fu però il regime più duro del blocco.
Che cosa fu il decreto 770? La legge del 1966 che vietò l’aborto e la contraccezione per aumentare la popolazione: causò migliaia di morti per aborti clandestini e i centomila bambini abbandonati negli orfanotrofi scoperti nel 1990.
Come morì Ceaușescu? Fucilato con la moglie Elena il 25 dicembre 1989 a Târgoviște, dopo un processo sommario di meno di due ore, tre giorni dopo la fuga in elicottero da Bucarest durante la rivoluzione.
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