Libia
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Gheddafi vietava il comunismo e comprava i carri sovietici: dal 1969 la Libia fu il maggior acquirente pro capite di armi russe, venti miliardi di dollari in MiG-25, sottomarini e missili per un esercito di poche decine di migliaia di uomini, con i consiglieri sovietici che gestivano i radar durante i bombardamenti americani del 1986. L’URSS finì con il debito libico non pagato, la Russia si astenne nel 2011 sull’intervento NATO e Putin se ne pentì; dal 2019 i mercenari della Wagner tengono la Cirenaica per Haftar.
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Gheddafi e Mosca
Il colpo di Stato del 1° settembre 1969 rovesciò re Idris e portò al potere il capitano Muammar Gheddafi con la «terza teoria universale» del Libro verde, tra il socialismo islamico e la democrazia diretta dei comitati, che rifiutava il marxismo come il capitalismo; ma la rottura con gli americani, cacciati dalla base di Wheelus nel 1970, e le tensioni con l’Egitto di Sadat portarono la Libia verso Mosca dal 1974, con la visita di Kosygin a Tripoli nel 1975 e i contratti per le armi pagati con il petrolio. L’URSS trovò un cliente ricco e imprevedibile.
Le armi
Tra il 1974 e il 1990 la Libia comprò dall’URSS armi per circa venti miliardi di dollari: 2.000 carri, centinaia di MiG-23 e MiG-25, i bombardieri Tu-22, sei sottomarini Foxtrot, i missili Scud e i sistemi antiaerei, con migliaia di consiglieri sovietici e tedeschi orientali e i depositi che non riuscivano a contenere il materiale, molto del quale restò nelle casse nel deserto; le guerre con il Ciad tra il 1978 e il 1987 finirono con la «guerra delle Toyota» in cui i ciadiani distrussero le colonne libiche. Gheddafi non concesse mai basi permanenti e non firmò il trattato che Mosca chiedeva.
Il 1986 e il terrorismo
Il sostegno libico ai gruppi armati, dall’IRA a Abu Nidal, e gli attentati portarono allo scontro con Reagan: gli incidenti nel golfo della Sirte, con i Su-22 libici abbattuti nel 1981, e il bombardamento americano di Tripoli e Bengasi del 15 aprile 1986, con i consiglieri sovietici ai radar che non fermarono gli aerei e Mosca che protestò senza fare nulla; Lockerbie nel 1988 portò le sanzioni dell’ONU del 1992 e l’isolamento, con la Russia di El’cin che le votò. Gheddafi si sentì abbandonato da Mosca prima ancora che l’Unione finisse.
La fine di Gheddafi
Dopo la riabilitazione degli anni Duemila, con la rinuncia alle armi di distruzione di massa nel 2003 e la visita di Putin nel 2008 che cancellò 4,5 miliardi di debito sovietico in cambio dei contratti, la rivolta del 2011 e l’intervento della NATO trovarono la Russia divisa: Medvedev fece astenere Mosca sulla risoluzione 1973, Putin la chiamò una «crociata», e Gheddafi fu ucciso a Sirte nell’ottobre 2011. Il Cremlino ne trasse la lezione per la Siria: mai più un’astensione all’ONU.
La Wagner
Nella guerra civile tra Tripoli e la Cirenaica la Russia ha scelto il generale Haftar, con i mercenari della Wagner dal 2019, i caccia, le basi di al-Jufra e di Brak, e dal 2024 l’«Africa Corps» che ha sostituito la Wagner dopo la morte di Prigožin, usando la Libia come ponte verso il Sahel; il figlio di Gheddafi, Saif al-Islam, è candidato con la simpatia di Mosca. L’URSS aveva venduto le armi al colonnello; la Russia occupa il deserto con i mercenari.
Curiosità
- La Libia comprò dall’URSS più armi di quante potesse usare: negli anni Ottanta migliaia di carri e centinaia di aerei erano stoccati in casse nel deserto, in attesa di piloti e di equipaggi che l’esercito di 55.000 uomini non aveva.
- Il 15 aprile 1986 i consiglieri sovietici ai radar libici videro arrivare gli F-111 americani e non intervennero: Mosca definì il raid un «atto di banditismo» e non mosse una nave.
- Nel 2008 Putin a Tripoli cancellò 4,5 miliardi di dollari di debito libico verso l’URSS in cambio di contratti ferroviari e militari: la ferrovia Sirte-Bengasi fu iniziata e abbandonata con la rivolta del 2011.
- La Wagner arrivò in Libia nel 2019 con circa duemila mercenari a sostegno di Haftar nell’assedio di Tripoli; dopo la morte di Prigožin nel 2023 i suoi uomini sono passati all’Africa Corps del ministero della difesa russo.
Valutazione critica
La Libia fu per l’URSS un cliente che pagava in contanti e non obbediva: Gheddafi comprò le armi per il prestigio e le lasciò nel deserto, non diede mai una base e non fu difeso nel 1986. Fu il rapporto più commerciale del Terzo mondo sovietico, e il più inutile per entrambi, con il debito cancellato vent’anni dopo per contratti che la rivolta annullò.
L’astensione del 2011 e la Wagner in Cirenaica sono la lezione russa: Mosca non lascerà più cadere un cliente per un voto all’ONU, e preferisce tenere il terreno con i mercenari che venderlo con i carri.
FAQ – Domande frequenti
La Libia di Gheddafi era comunista? No: il Libro verde rifiutava il marxismo e il comunismo era vietato; la Libia divenne dal 1974 il maggior acquirente di armi sovietiche per il petrolio e l’ostilità agli americani, senza alleanza né basi.
Quante armi comprò dall’URSS? Circa venti miliardi di dollari tra il 1974 e il 1990: duemila carri, centinaia di MiG, i bombardieri Tu-22, sei sottomarini e i missili, in parte mai usati e lasciati nei depositi del deserto.
Che ruolo ha la Russia in Libia oggi? Sostiene il generale Haftar in Cirenaica con i mercenari della Wagner dal 2019 e dal 2024 con l’Africa Corps, usando le basi libiche come ponte verso il Sahel; nel 2011 si era astenuta sull’intervento NATO.
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