Mappa
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Guardata su una carta, l’Unione Sovietica è un blocco continuo dal Baltico al Pacifico, con la Russia che ne occupa tre quarti e le altre quattordici repubbliche disposte lungo i confini occidentale e meridionale. Questa pagina spiega come leggere quella mappa, regione per regione, e come cambiò tra il 1922 e il 1991 con annessioni, cessioni e trasferimenti decisi a Mosca.
In questa pagina
Leggere la mappa
La mappa sovietica ha una forma semplice: un nucleo russo enorme, con la Siberia e l’Estremo Oriente, e una corona di repubbliche a ovest e a sud, quasi tutte sul confine esterno. Non è un caso: le repubbliche federate dovevano, per statuto, confinare con l’estero, perché il diritto teorico di secessione presupponeva uno sbocco. Le entità interne, come il Tatarstan o la Jacuzia, ebbero perciò solo lo status di repubbliche autonome, senza diritto di uscita.
L’Europa sovietica
A ovest, da nord a sud: Estonia, Lettonia e Lituania sul Baltico, annesse nel 1940; la Bielorussia, tra la Polonia e Mosca; l’Ucraina, la seconda repubblica per popolazione, dal Mar Nero ai Carpazi; la Moldavia, stretta tra l’Ucraina e la Romania. La Russia europea, con Mosca e Leningrado, arriva fino agli Urali e comprende l’enclave di Kaliningrad, l’ex Königsberg tedesca annessa nel 1945.
Il Caucaso
Tra il Mar Nero e il Caspio, a sud della catena del Caucaso, tre repubbliche: la Georgia sul Mar Nero, l’Armenia senza sbocco al mare, l’Azerbaigian sul Caspio, con l’exclave del Nachičevan separata dal territorio armeno. A nord della catena, dentro la Russia, le repubbliche autonome dei popoli montanari, dai ceceni ai daghestani.
L’Asia centrale
Cinque repubbliche tra il Caspio e la Cina: il Kazakistan, immenso, di steppe e deserti; l’Uzbekistan con le città storiche di Samarcanda e Buchara; il Turkmenistan desertico sul Caspio; il Kirghizistan e il Tagikistan montuosi, ai confini con la Cina e l’Afghanistan. I confini, tracciati negli anni Venti e Trenta con la «delimitazione nazionale», tagliano valli e popolazioni: la valle di Fergana è divisa tra tre repubbliche e produce ancora oggi conflitti.
La Russia oltre gli Urali
Da est degli Urali al Pacifico si estende la Siberia, con l’Estremo Oriente: dodici milioni di chilometri quadrati, poche città lungo la Transiberiana, il Baikal, i grandi fiumi che scorrono verso l’Artico. All’estremo est, la Kamčatka e la Čukotka, di fronte all’Alaska; a sud, il lungo confine con la Mongolia e la Cina; le isole Curili e Sachalin, contese con il Giappone.
Come cambiò la mappa
Nel 1922 l’URSS era più piccola dell’impero zarista: aveva perso Finlandia, Polonia, paesi baltici e Bessarabia. Il patto con Hitler del 1939 e la guerra ne riportarono dentro gran parte: Polonia orientale (1939), Baltici, Bessarabia e Bucovina (1940), la Carelia finlandese (1940), la Tuva (1944), la Transcarpazia, Königsberg, le Curili e Sachalin meridionale (1945). Nel 1954 la Crimea passò dalla Russia all’Ucraina. La mappa del 1945 restò immutata fino al 1991, quando i confini interni divennero frontiere internazionali, con tutti i conflitti che ne sono seguiti.
Curiosità
- Le repubbliche federate dovevano confinare con l’estero: per questo il Tatarstan, con più abitanti dell’Estonia, non fu mai una repubblica federata.
- Kaliningrad, ex Königsberg, è un’enclave russa sul Baltico tra Polonia e Lituania: un lascito del 1945 ancora al centro delle tensioni con la NATO.
- La Tuva, repubblica indipendente dal 1921, chiese di entrare nell’URSS nel 1944 e fu accolta senza che quasi nessuno se ne accorgesse.
- Il trasferimento della Crimea del 1954 fu approvato in una seduta di pochi minuti del Presidium del Soviet supremo.
Valutazione critica
La mappa sovietica non fu disegnata dai popoli ma dal partito: confini tracciati per governare, dividere e premiare, con la Russia al centro e le nazioni ai margini. Funzionò finché il centro fu forte; nel 1991 quelle linee amministrative diventarono frontiere, e le popolazioni tagliate in due, dalla Fergana al Karabach alla Crimea, il carburante dei conflitti successivi.
Ogni guerra post-sovietica, compresa quella in Ucraina, è anche una disputa sulla legittimità di una mappa che nessuno aveva votato.
FAQ – Domande frequenti
Quante repubbliche c’erano sulla mappa dell’URSS? Quindici repubbliche federate, più venti repubbliche autonome e altre entità minori all’interno di esse.
Perché la Russia occupava tre quarti del territorio? Perché comprendeva la Siberia e l’Estremo Oriente, conquistati dall’impero zarista tra il Cinquecento e l’Ottocento e mai organizzati come repubbliche separate.
La mappa dell’URSS coincideva con quella dell’impero zarista? Quasi: nel 1945 l’URSS aveva recuperato gran parte dei territori persi nel 1918-20, tranne Finlandia e Polonia, e aveva aggiunto Königsberg, la Tuva e le Curili.
Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.