Repubbliche autonome
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Sotto le quindici repubbliche federate l’URSS aveva un secondo livello di venti repubbliche autonome, dal Tatarstan alla Jacuzia, dall’Abcasia al Nachičevan, e sotto ancora regioni e circondari autonomi: una gerarchia di territori assegnati alle nazionalità minori, senza diritto di secessione. Da questa architettura sono nati molti conflitti post-sovietici, dalla Cecenia al Karabach.
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La gerarchia dei territori
Il federalismo sovietico distingueva quattro gradini: le repubbliche federate, con diritto teorico di uscita; le repubbliche socialiste sovietiche autonome, con costituzione e governo propri ma dentro una repubblica federata; le regioni autonome; i circondari autonomi per i piccoli popoli del Nord. Il criterio era il numero e la collocazione della nazionalità titolare: chi non confinava con l’estero o contava meno di un milione di persone restava ai gradini inferiori, per quanto grande fosse il suo territorio.
Le venti repubbliche autonome
Sedici erano nella Russia: Baschiria, Burjatia, Daghestan, Cabardino-Balcaria, Calmucchia, Carelia, Komi, Mari, Mordovia, Ossezia del Nord, Tatarstan, Tuva, Udmurtia, Ceceno-Inguscezia, Ciuvascia e Jacuzia; due in Georgia, l’Abcasia e l’Agiaria; una in Azerbaigian, il Nachičevan, exclave oltre l’Armenia; una in Uzbekistan, il Karakalpakstan. Regioni autonome erano tra le altre il Nagorno-Karabach in Azerbaigian, l’Ossezia del Sud in Georgia e la regione ebraica di Birobidžan nell’Estremo Oriente russo.
Autonomia sulla carta
L’autonomia si limitava alla lingua nella scuola, al folclore e a qualche quadro locale in posizioni visibili; il partito, l’economia e la polizia rispondevano a Mosca, e la russificazione avanzò ovunque, con la maggioranza titolare che in molte repubbliche divenne minoranza in casa propria per effetto dell’immigrazione russa, come in Carelia, in Baschiria o nella Jacuzia. Le repubbliche autonome furono anche le prime a essere punite: la Repubblica dei tedeschi del Volga fu soppressa nel 1941 e la sua popolazione deportata; la Ceceno-Inguscezia, la Calmucchia, la Cabardino-Balcaria e la Crimea persero lo status nel 1944 con la deportazione dei loro popoli, e solo alcune lo riebbero nel 1957.
Il risveglio
Con la glasnost le autonomie chiesero di salire di grado: il Karabach armeno chiese nel 1988 di passare dall’Azerbaigian all’Armenia, l’Abcasia e l’Ossezia del Sud di staccarsi dalla Georgia, il Tatarstan e la Cecenia di diventare repubbliche a pieno titolo. Nel 1990 le repubbliche autonome russe dichiararono a catena la propria sovranità, incoraggiate da El’cin («prendete tanta sovranità quanta ne potete inghiottire»), e nel 1991 la Crimea riottenne lo status di repubblica dentro l’Ucraina.
Dopo il 1991
In Russia le repubbliche autonome sono diventate le repubbliche della Federazione, con presidenti e costituzioni: il Tatarstan negoziò un trattato speciale, la Cecenia dichiarò l’indipendenza e subì due guerre, dal 1994 al 2009, con decine di migliaia di morti. Fuori dalla Russia le autonomie sovietiche sono la mappa dei conflitti congelati: Abcasia e Ossezia del Sud separate dalla Georgia con l’appoggio russo, il Nagorno-Karabach conteso per trent’anni fino alla riconquista azera del 2023, il Nachičevan isolato. Il Karakalpakstan ha visto proteste represse nel 2022.
Curiosità
- La regione autonoma ebraica di Birobidžan, creata nel 1934 sul confine cinese, non ebbe mai una maggioranza ebraica: oggi gli ebrei sono meno dell’uno per cento degli abitanti.
- Il Tatarstan, con quasi quattro milioni di abitanti, era più popoloso di sei repubbliche federate, ma non poteva diventarlo perché non confinava con l’estero.
- La Tuva, entrata nell’URSS nel 1944, è l’unica repubblica autonoma nata da uno Stato indipendente.
- La Crimea fu repubblica autonoma dal 1921 al 1945, regione dal 1945 e di nuovo repubblica dal 1991, dentro l’Ucraina.
Valutazione critica
Le autonomie sovietiche furono una tecnica di governo: davano alle nazionalità un nome sulla mappa e toglievano loro ogni potere reale, mentre la russificazione e le deportazioni ne cambiavano la sostanza. Il sistema funzionò finché nessuno chiese di prendere sul serio le parole scritte nelle costituzioni.
Quando accadde, nel 1988-91, la gerarchia dei territori si rivelò una gerarchia di conflitti: chi stava al gradino inferiore cercò di salire, e chi stava sopra rispose con la forza. Le guerre del Caucaso, dalla Cecenia al Karabach, sono l’eredità diretta di questa architettura.
FAQ – Domande frequenti
Che differenza c’era tra repubblica federata e repubblica autonoma? La federata era membro dell’Unione con diritto teorico di secessione; l’autonoma era una parte di una federata, con governo e lingua propri ma senza diritto di uscita.
Quante erano le repubbliche autonome? Venti alla fine dell’URSS: sedici in Russia, due in Georgia, una in Azerbaigian, una in Uzbekistan.
Che cosa sono diventate? In Russia, repubbliche della Federazione; fuori, in molti casi, territori contesi: Abcasia, Ossezia del Sud, Karabach, Nachičevan.
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