Bandiera sovietica
UNIONESOVIETICA.COM
Storia critica dell’URSS: potere, società e conseguenze
Tutte le macro-categorie
Storia dell’Unione Sovietica Repubbliche sovietiche Demografia dell’URSS Politica e istituzioni Gulag, repressioni e dissenso Società e vita quotidiana Case, quartieri e architettura Religioni e rapporto con le Chiese Economia, risorse minerarie, lavoro e rublo Industria, fabbriche e marchi Treni, ferrovie e trasporti Forze armate, armamenti e deterrenza nucleare Guerre, conflitti e Guerra fredda Spazio, scienza e tecnologia Stampa, giornali, televisione e radio Cultura, spettacolo e sport Leader e personaggi Patto di Varsavia e paesi del blocco orientale Comunismo in Europa e rapporti con il PCI URSS nel mondo: Cuba, Africa e Asia Energia, ambiente e disastri Simboli, oggetti, primati e curiosità Indice completo

Siberia

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Dagli Urali al Pacifico, la Siberia è tre quarti della Russia e più di metà dell’URSS: tredici milioni di chilometri quadrati di taiga, tundra e permafrost, con circa trenta milioni di abitanti alla fine del periodo sovietico. Per l’Unione fu insieme miniera, prigione e frontiera: il petrolio che la tenne in vita, il Gulag che la colonizzò, le città costruite dai deportati.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Siberia
La steppa: una strada sterrata verso l’orizzonte, montagne lontane, cielo immenso.

La conquista

La Russia entrò in Siberia nel 1581 con la spedizione del cosacco Ermak e in settant’anni arrivò al Pacifico, attirata dalle pellicce; per tre secoli la regione fu un luogo di caccia, di esilio e di deportazione, dai decabristi ai rivoluzionari, Lenin e Stalin compresi. La Transiberiana, costruita tra il 1891 e il 1916, aprì la colonizzazione contadina: milioni di famiglie si trasferirono prima del 1914. Alla vigilia della rivoluzione la Siberia aveva dieci milioni di abitanti.

Il Gulag e le città del freddo

Il potere sovietico riprese la tradizione dell’esilio su scala industriale. I contadini deportati nel 1930-31, i detenuti della Kolyma, di Noril’sk, di Vorkuta, i popoli puniti del 1941-44, i baltici e gli ucraini deportati nel dopoguerra costruirono le miniere, le ferrovie e le città dell’Artico: Magadan, Noril’sk, Vorkuta, Salechard esistono perché il lavoro forzato le ha fondate. Milioni di persone passarono per i campi siberiani; centinaia di migliaia vi morirono.

L’industrializzazione

Dagli anni Trenta il carbone del Kuzbass e l’acciaio di Novokuzneck fecero della Siberia occidentale una base industriale; nel 1941 vi furono trasferite le fabbriche evacuate dalla Russia europea, che spesso non tornarono più. Nel dopoguerra arrivarono le grandi dighe, Bratsk nel 1961, Krasnojarsk, Sajano-Šušensk, la città della scienza di Akademgorodok presso Novosibirsk nel 1957, i diamanti di Mirnyj in Jacuzia dal 1955. La svolta fu il petrolio: i giacimenti di Samotlor, scoperti nel 1965, e il gas di Urengoj resero la Siberia occidentale la cassaforte dell’URSS e poi della Russia.

Il BAM e i grandi progetti

La ferrovia Bajkal-Amur, parallela alla Transiberiana ma più a nord, fu il «cantiere del secolo» degli anni Settanta: 4.300 chilometri costruiti tra il 1974 e il 1984 dai volontari del Komsomol, con costi enormi e un traffico che non giustificò mai l’investimento. Il progetto di deviare i fiumi siberiani verso l’Asia centrale, discusso per decenni, fu abbandonato nel 1986 sotto la pressione degli ecologisti; la cartiera sul Baikal, aperta nel 1966, inquinò il lago più puro del mondo fino al 2013.

Dopo il 1991

Con la fine dei sussidi sovietici le città del Nord si sono svuotate: Vorkuta, Magadan e i centri minerari hanno perso metà degli abitanti. La Siberia resta però la base dell’economia russa, con il petrolio, il gas, il carbone, l’alluminio e l’oro, e il suo permafrost in scioglimento è oggi uno dei problemi ambientali del pianeta. Vladivostok, chiusa agli stranieri fino al 1992, si è aperta all’Asia; Novosibirsk è la terza città della Russia.

Curiosità

  • Akademgorodok, la città degli scienziati fondata nel 1957 vicino a Novosibirsk, fu per decenni uno dei pochi luoghi dell’URSS dove si discuteva liberamente di cibernetica e genetica.
  • Il petrolio di Samotlor, il più grande giacimento sovietico, arrivò a produrre da solo un quarto del greggio dell’URSS negli anni Ottanta.
  • A Ojmjakon, in Jacuzia, il villaggio abitato più freddo del mondo, la temperatura è scesa sotto i 67 gradi sotto zero.
  • Il Bajkal-Amur costò più di tutto il programma spaziale sovietico degli stessi anni, secondo alcune stime.

Valutazione critica

La Siberia sovietica fu costruita da chi non aveva scelto di andarci: la colonizzazione del Nord è la storia del Gulag e delle deportazioni, e le città che ne sono nate portano ancora quel segno. Le ricchezze estratte finanziarono l’impero e ne rinviarono la fine, senza mai tornare alla regione se non in forma di baracche e cantieri.

L’estrazione senza risparmio, dal Baikal al permafrost, ha lasciato un conto ambientale che la Russia di oggi continua a pagare, mentre la popolazione se ne va: la Siberia è il luogo dove il modello sovietico di sviluppo mostra i suoi limiti con più chiarezza.

FAQ – Domande frequenti

Quanto è grande la Siberia? Circa tredici milioni di chilometri quadrati, compreso l’Estremo Oriente: più di metà dell’URSS e tre quarti della Russia attuale.

Quanti abitanti aveva? Circa trenta milioni alla fine dell’URSS, concentrati lungo la Transiberiana; dal 1991 la popolazione delle regioni del Nord è diminuita sensibilmente.

Perché il Gulag era in Siberia? Per colonizzare territori dove nessuno avrebbe lavorato volontariamente: miniere, ferrovie e città dell’Artico furono costruite con il lavoro forzato dei deportati e dei detenuti.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

Altri articoli della stessa sottosezione