Partito Comunista Portoghese
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Quarantotto anni di clandestinità sotto Salazar, con Álvaro Cunhal undici anni in carcere ed evaso nel 1960 dalla fortezza di Peniche con le lenzuola annodate, poi la Rivoluzione dei garofani del 1974 e la «estate calda» del 1975 in cui il Portogallo sembrò diventare la prima democrazia popolare dell’Occidente: il Partito comunista portoghese fu il più organizzato e il più ortodosso, mai eurocomunista, con le terre occupate dell’Alentejo e la fedeltà a Mosca fino a oggi. Cunhal morì nel 2005; il partito è al 3 per cento.
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La clandestinità
Fondato nel 1921 e messo fuori legge dal 1926 con la dittatura, il PCP fu per quasi mezzo secolo l’unica opposizione organizzata al regime di Salazar, con le cellule, la stampa clandestina «Avante!» stampata in tipografie nascoste, i funzionari che vivevano sotto falso nome e la polizia PIDE che li arrestava, torturava e mandava al campo di Tarrafal a Capo Verde, dove decine morirono; Álvaro Cunhal, entrato nel partito nel 1931, fu arrestato tre volte e passò undici anni in carcere, otto in isolamento, fino alla fuga dal forte di Peniche del gennaio 1960 con altri nove detenuti, calandosi con le lenzuola annodate.
Cunhal
Dal 1961 segretario generale dall’esilio, tra Mosca, Praga e Parigi, Cunhal, avvocato e pittore con lo pseudonimo Manuel Tiago per i romanzi, fece del PCP un partito di quadri d’acciaio, fedele all’URSS senza riserve, contrario all’eurocomunismo e a ogni concessione, con la teoria della «rivoluzione democratica e nazionale» per rovesciare la dittatura; tornò a Lisbona il 30 aprile 1974, cinque giorni dopo la Rivoluzione dei garofani, accolto da centomila persone, e fu ministro senza portafoglio nei governi provvisori.
Il 1975
Con il Movimento delle forze armate al potere il PCP tentò la via al socialismo: il controllo dei sindacati unici e dei municipi, le nazionalizzazioni delle banche e delle industrie, la riforma agraria con le grandi tenute dell’Alentejo occupate dai braccianti, il governo Gonçalves con i militari filocomunisti, l’assalto alla stampa e al partito socialista di Soares, con l’estate calda del 1975 in cui il Nord cattolico bruciava le sedi comuniste e l’Occidente temeva un «Cuba d’Europa». Il 25 novembre 1975 i militari moderati di Eanes fermarono il colpo dei paracadutisti di sinistra, e il PCP, che non lo aveva sostenuto apertamente, perse la partita.
La democrazia
Nella Repubblica democratica il PCP fu il partito più forte d’Europa occidentale dopo quello italiano in rapporto alla popolazione, con il 19 per cento in coalizione nel 1979, l’Alentejo rosso, i municipi e la CGTP, e con l’ortodossia intatta: sostenne l’Afghanistan, la Polonia di Jaruzelskij, il golpe di Mosca del 1991 e definisce ancora la fine dell’URSS una controrivoluzione; Cunhal lasciò la guida nel 1992 e morì nel giugno 2005, con i funerali a Lisbona di un quarto di milione di persone. Il partito è sceso dal 15 per cento degli anni Ottanta al 3 del 2024, dopo aver sostenuto il governo socialista di Costa dal 2015 al 2019.
L’eredità
La festa dell’Avante! a settembre, la più grande d’Europa dopo quella dell’Humanité, i murali, i romanzi di Manuel Tiago e la riforma agraria disfatta negli anni Ottanta sono ciò che resta; il PCP è l’ultimo partito comunista occidentale di massa rimasto fedele alla dottrina, con il KKE greco, e la sua storia, dalla clandestinità di mezzo secolo alla rivoluzione che non fece, è l’unica in cui un partito comunista dell’Europa occidentale fu vicino al potere con i militari dalla sua parte. Scelse di non prenderlo con la forza, e ne è ancora orgoglioso.
Curiosità
- Il 3 gennaio 1960 Cunhal e nove compagni evasero dal forte di Peniche calandosi con le lenzuola dalle mura sull’Atlantico, con la complicità di una guardia: il regime scoprì la fuga la mattina dopo.
- Cunhal scrisse cinque romanzi con lo pseudonimo Manuel Tiago, di cui rivelò l’identità solo nel 1994: «Fino a domani, compagni» è il più letto, ambientato nella clandestinità.
- Nel 1975 la riforma agraria occupò oltre un milione di ettari nell’Alentejo, con le cooperative dei braccianti; i governi degli anni Ottanta restituirono le terre ai proprietari.
- Il PCP definisce ancora il crollo dell’URSS una «controrivoluzione» e ha inviato osservatori alle elezioni russe: è con il KKE il partito comunista occidentale più vicino alle posizioni di Mosca.
Valutazione critica
Il PCP è il partito comunista che ebbe la clandestinità più lunga e l’occasione più vicina, e le affrontò con lo stesso metodo, la disciplina di Cunhal e la fedeltà a Mosca: nel 1975 arrivò a un passo dal potere in un paese della NATO e si fermò, per calcolo o per ordine, e ne uscì rispettato e ridotto. La sua ortodossia, che ha giustificato ogni carro sovietico, è il prezzo che ha pagato per essere se stesso.
Il 3 per cento di oggi, con il KKE, è ciò che resta del comunismo occidentale che non si è sciolto: una fede coerente e un pubblico che se ne va.
FAQ – Domande frequenti
Chi era Álvaro Cunhal? Il segretario generale del PCP dal 1961 al 1992, in carcere per undici anni sotto Salazar ed evaso da Peniche nel 1960: guidò il partito nella Rivoluzione dei garofani e nel 1975, fedele a Mosca fino alla morte nel 2005.
Che cosa accadde nel 1975? Nella «estate calda» il PCP e i militari di sinistra tentarono di portare il Portogallo al socialismo con le nazionalizzazioni e la riforma agraria; il 25 novembre 1975 i militari moderati fermarono il tentativo e il paese scelse la democrazia parlamentare.
Il PCP esiste ancora? Sì, con la festa dell’Avante!, la CGTP e i municipi dell’Alentejo, ma con il 3 per cento dei voti nel 2024; resta fedele alla dottrina e considera la fine dell’URSS una controrivoluzione.
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