Partito Comunista Spagnolo
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Il Partito comunista spagnolo, piccolo nel 1936 e decisivo nella guerra civile grazie alle armi di Stalin e all’NKVD, con la Pasionaria e il «no pasarán», visse quarant’anni in esilio sotto Franco con Carrillo, condannò Praga nel 1968, inventò l’eurocomunismo e fu legalizzato nella Settimana santa del 1977 per governare la transizione; ottenne il 9 per cento e crollò al 4 in cinque anni. La Pasionaria tornò deputata a 81 anni; il partito vive dentro Izquierda Unida.
In questa pagina
La guerra civile
Fondato nel 1921 e marginale fino al 1936, con poche decine di migliaia di iscritti, il PCE crebbe nella guerra civile perché l’URSS era l’unico Stato a vendere armi alla Repubblica: le Brigate internazionali organizzate dal Comintern, i consiglieri sovietici, l’oro di Madrid a Mosca, Dolores Ibárruri, la Pasionaria, con il «no pasarán» dell’assedio di Madrid, il Quinto reggimento e l’esercito popolare; e insieme la caccia al POUM e agli anarchici del maggio 1937 con l’NKVD, l’assassinio di Nin, e le fucilazioni di Paracuellos del novembre 1936, in cui il giovane Carrillo, responsabile dell’ordine pubblico a Madrid, fu accusato di aver avuto un ruolo mai chiarito. La sconfitta del 1939 mandò il partito in esilio e migliaia di militanti nei campi di Franco e nei campi francesi.
L’esilio
Con la Pasionaria a Mosca e la direzione tra Parigi e Praga, il PCE fu per quarant’anni il partito clandestino della Spagna franchista, con i guerriglieri del «maquis» negli anni Quaranta, le epurazioni interne dell’epoca staliniana, l’infiltrazione nelle Commissioni operaie dagli anni Sessanta, i processi e le esecuzioni, da Julián Grimau fucilato nel 1963; Santiago Carrillo, segretario dal 1960, guidò il partito verso la «riconciliazione nazionale» e nel 1968 condannò l’invasione di Praga, la rottura più netta di un partito occidentale con Mosca, che tentò di rovesciarlo con la corrente di Líster.
L’eurocomunismo
Negli anni Settanta Carrillo fu il teorico dell’eurocomunismo: l’accettazione della monarchia, della democrazia e dell’Europa, il vertice di Madrid del marzo 1977 con Berlinguer e Marchais, e il libro «Eurocomunismo e Stato» che definiva l’URSS uno Stato non socialista dominato dalla burocrazia, con la risposta feroce della rivista sovietica Tempi nuovi e l’esclusione dalle tribune di Mosca. Il PCE fu il più radicale nella rottura e il più fragile nei voti.
La transizione
Il 9 aprile 1977, Sabato santo, il governo Suárez legalizzò il PCE contro il parere dei militari, con Carrillo che accettò la bandiera e la corona; alle elezioni del giugno 1977 il partito ottenne il 9,3 per cento e la Pasionaria, tornata dopo trentotto anni di esilio, fu eletta deputata di Oviedo a 81 anni; firmò i Patti della Moncloa, sostenne la Costituzione del 1978 e difese la democrazia nel golpe del febbraio 1981, con Carrillo che restò seduto al Congresso sotto i colpi. Nel 1982 il PSOE di González ebbe il 48 per cento e il PCE il 4: Carrillo fu costretto alle dimissioni e nel 1985 espulso.
Dopo
Nel 1986 il PCE fondò con altri Izquierda Unida, che con Julio Anguita raggiunse il 10 per cento nel 1996 e poi scese, ed è oggi dentro Sumar con i ministri del governo Sánchez; il partito esiste, con il segretario e le sedi, e il suo peso è nella memoria: la Pasionaria morì nel 1989, Carrillo nel 2012 a 97 anni, riconciliato con la Spagna e non con Paracuellos, e le fosse della guerra civile sono ancora aperte. La Spagna è il paese in cui i comunisti pagarono di più e ottennero meno.
Curiosità
- Dolores Ibárruri, la Pasionaria, pronunciò il «no pasarán» alla radio il 19 luglio 1936 e tornò in Spagna il 13 maggio 1977 dopo trentotto anni a Mosca; a 81 anni presiedette da decana la prima seduta delle Cortes democratiche.
- A Paracuellos del Jarama, tra il 7 novembre e il 4 dicembre 1936, furono fucilati circa 2.500 prigionieri delle carceri di Madrid: Carrillo, consigliere per l’ordine pubblico, negò per tutta la vita ogni responsabilità.
- Il PCE fu legalizzato il 9 aprile 1977, Sabato santo, mentre i militari erano in vacanza: Suárez firmò il decreto e alcuni generali si dimisero, ma il golpe non ci fu fino al 1981.
- Il 23 febbraio 1981, quando la guardia civile di Tejero sparò nel Congresso, Carrillo restò seduto con Suárez e Gutiérrez Mellado mentre gli altri deputati si nascondevano sotto i banchi.
Valutazione critica
Il PCE è il partito comunista che pagò il prezzo più alto, con la guerra, l’esilio e le fucilazioni, e che ruppe con Mosca prima e più chiaramente degli altri, senza che gli elettori lo premiassero: gli spagnoli, usciti da Franco, vollero i socialisti, e l’eurocomunismo più coerente ottenne il 4 per cento. Carrillo, con Paracuellos alle spalle e il golpe davanti, è il simbolo di questa storia doppia.
Il ruolo dell’NKVD nella guerra civile e l’oro di Madrid restano il lato oscuro del legame con Mosca; la transizione del 1977 la prova che un partito comunista poteva servire una democrazia, e sparire.
FAQ – Domande frequenti
Che ruolo ebbe il PCE nella guerra civile? Decisivo grazie alle armi sovietiche: organizzò l’esercito popolare e le Brigate internazionali con il Comintern, ma fu anche lo strumento della repressione contro il POUM e gli anarchici e fu coinvolto nelle fucilazioni di Paracuellos.
Quando fu legalizzato? Il 9 aprile 1977, Sabato santo, dal governo Suárez, contro il parere dei militari: alle elezioni di giugno ottenne il 9,3 per cento e la Pasionaria fu eletta deputata a 81 anni.
Chi era Santiago Carrillo? Il segretario generale dal 1960 al 1982, teorico dell’eurocomunismo e del libro «Eurocomunismo e Stato» del 1977, protagonista della transizione e del golpe del 1981; costretto alle dimissioni nel 1982, morì nel 2012.
Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.