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Repubblica del Congo

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Il Congo-Brazzaville fu nel 1969 il primo Stato africano a dichiararsi «repubblica popolare» marxista-leninista, con i consiglieri sovietici, cubani e tedeschi orientali, il presidente Ngouabi assassinato nel 1977, il petrolio francese della Elf che pagava il socialismo, e Sassou Nguesso, al potere dal 1979, che abbandonò il marxismo nel 1990, perse le elezioni, tornò con la guerra civile del 1997 e governa ancora. Fu la base dei cubani per l’Angola e il caso in cui il socialismo scientifico convisse con la Francia e i suoi affari.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Repubblica del Congo
Consiglieri militari sovietici con soldati africani accanto a un carro armato nella savana.

Le tre gloriose

Indipendente dalla Francia nel 1960 con l’abate Youlou, filofrancese e corrotto, il piccolo Congo del nord del fiume conobbe nell’agosto 1963 le «tre gloriose», tre giorni di rivolta dei sindacati e dei giovani che rovesciarono il presidente; Massamba-Débat scelse la via socialista con il partito unico e la milizia, i cubani come istruttori e i cinesi nelle scuole, e nel 1968 i militari del capitano Marien Ngouabi presero il potere.

La repubblica popolare

Il 31 dicembre 1969 Ngouabi proclamò la Repubblica popolare del Congo con il Partito congolese del lavoro marxista-leninista, la prima in Africa, con la bandiera rossa con la falce, il martello e la zappa, i consiglieri sovietici, tedeschi orientali e cubani, le imprese di Stato e la retorica scientifica; nel 1975 il paese divenne la base logistica dei cubani che partivano per l’Angola, con i voli e le navi da Pointe-Noire. Ma il petrolio offshore era estratto dalla francese Elf, che pagava le royalties e i conti privati, e la Francia restò il vero protettore.

Ngouabi e Sassou

Il 18 marzo 1977 Ngouabi fu assassinato nel suo quartier generale in un complotto mai chiarito, seguito dall’uccisione del cardinale Biayenda e dall’esecuzione dell’ex presidente Massamba-Débat; il colonnello Yhombi-Opango fu rimosso nel 1979 dal partito, e il colonnello Denis Sassou Nguesso, dell’etnia del nord, prese il potere con il sostegno sovietico e cubano, il trattato di amicizia con l’URSS del 1981 e i viaggi a Mosca, mentre Elf continuava a pompare e a pagare. Il marxismo congolese fu un linguaggio per gestire il petrolio e le etnie.

La svolta e la guerra

Con la fine dell’URSS Sassou abbandonò il marxismo-leninismo nel 1990, accettò la conferenza nazionale del 1991 e perse le elezioni del 1992 contro Lissouba; nel 1997, con le milizie «Cobra» e l’appoggio angolano, riconquistò Brazzaville in una guerra civile con decine di migliaia di morti e la città distrutta, e da allora governa con le elezioni contestate, le riforme costituzionali per restare e la famiglia negli affari, con i «beni mal acquisiti» sotto inchiesta a Parigi. Il figlio Denis Christel è deputato e ministro.

Oggi

Il Congo-Brazzaville è uno Stato petrolifero indebitato con i cinesi e i trader, con la francese Total al posto della Elf e i contratti russi per le armi e il petrolio firmati dal 2019, quando Sassou visitò Mosca; ha votato l’astensione sull’Ucraina. La repubblica popolare durò ventuno anni sulla carta e il suo ultimo presidente marxista è ancora al potere con la stessa famiglia, senza la falce e il martello.

Curiosità

  • La bandiera della Repubblica popolare del Congo, dal 1970 al 1991, era rossa con la falce, il martello e la zappa incrociati in una corona di palme: l’unica bandiera africana con i simboli comunisti fino a quella del Mozambico.
  • Il presidente Marien Ngouabi, assassinato il 18 marzo 1977, è ricordato con l’università, il mausoleo e la giornata nazionale; i processi del 1977 giustiziarono i «colpevoli» senza chiarire il complotto.
  • Nel 1975 gli aerei cubani diretti in Angola fecero scalo a Brazzaville e le navi a Pointe-Noire: il piccolo Congo marxista fu il ponte dell’operazione Carlota.
  • Denis Sassou Nguesso è al potere dal 1979 con l’interruzione del 1992-97: con oltre quarant’anni di governo è tra i capi di Stato più longevi del mondo, eletto nel 2021 con l’88 per cento.

Valutazione critica

Il Congo-Brazzaville è la parodia del socialismo africano: il primo Stato marxista-leninista del continente con il petrolio estratto dai francesi e i conti a Parigi, i consiglieri sovietici a insegnare la lotta di classe e la Elf a pagare le fatture, e un dirigente marxista che nel 1990 cambiò etichetta e nel 1997 riprese il potere con le milizie. L’URSS ottenne una base per i cubani e un voto all’ONU; la Francia tenne il petrolio.

Sassou al potere dal 1979 con la famiglia negli affari è l’erede più coerente di quell’esperimento: il socialismo scientifico fu la forma, il clientelismo petrolifero la sostanza, e la sostanza è rimasta.

FAQ – Domande frequenti

Perché il Congo-Brazzaville era marxista? Perché dopo la rivolta del 1963 e il golpe militare del 1968 Ngouabi proclamò nel 1969 la Repubblica popolare con il partito marxista-leninista, primo caso in Africa, con l’appoggio sovietico e cubano; il petrolio restò però alla francese Elf.

Chi era Ngouabi? Il capitano che prese il potere nel 1968 e fondò la Repubblica popolare nel 1969; fu assassinato il 18 marzo 1977 in un complotto mai chiarito, e Sassou Nguesso gli succedette nel 1979.

Che ruolo ebbe nella guerra angolana? Fu la base logistica dei cubani nel 1975, con gli scali degli aerei a Brazzaville e delle navi a Pointe-Noire per l’operazione Carlota verso Luanda.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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