Diamanti
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Nel 1954 una geologa di ventotto anni trovò in Jacuzia il primo camino diamantifero dell’URSS e nel 1955 fu scoperta Mir, la miniera che divenne un cratere di un chilometro e mezzo nel permafrost: in vent’anni l’Unione passò da zero a un quarto dei diamanti del mondo, venduti in segreto attraverso la De Beers. La città di Mirnyj, il buco che risucchiava gli elicotteri e Alrosa, la compagnia che ne ha ereditato le miniere, sono la storia dei diamanti sovietici.
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La scoperta
La Russia zarista non aveva diamanti e ne importava; negli anni Trenta i geologi sovietici, seguendo l’analogia con il Sudafrica, cercarono la kimberlite sul altopiano siberiano, e nel 1949 trovarono i primi cristalli nelle sabbie della Viljuj. Il 21 agosto 1954 la geologa Larisa Popugaeva, seguendo i granati rossi che accompagnano i diamanti, individuò il camino «Zarnica»; nel giugno 1955 la spedizione di Chabardin scoprì Mir e nello stesso anno Udačnaja, con il telegramma in codice «ho acceso la pipa della pace, il tabacco è eccellente». La Jacuzia aveva i diamanti, e lo Stato ne fece un segreto.
Mirnyj
La città di Mirnyj sorse nel 1955 intorno alla miniera nel permafrost, a 60 gradi sotto zero d’inverno, con i lavoratori attirati dai salari del Nord: la miniera a cielo aperto di Mir, scavata fino al 2001, è un cratere di 525 metri di profondità e 1,2 chilometri di diametro, il secondo buco artificiale del mondo, sopra il quale il volo degli elicotteri fu vietato per le correnti d’aria. Le miniere di Udačnaja, Ajchal e Jubilejnaja seguirono; il trust Jakutalmaz, con i suoi impianti di arricchimento, produceva negli anni Ottanta oltre dieci milioni di carati l’anno, un quarto del mondo, per un terzo di qualità gemma.
Il segreto e la De Beers
La produzione e le vendite erano segreto di Stato, e dal 1959 l’URSS vendette i diamanti grezzi attraverso la De Beers, che ne controllava il mercato mondiale, con contratti mai ammessi pubblicamente per non violare la propaganda contro il monopolio sudafricano dell’apartheid; nel 1990, con l’Unione alla fine, la De Beers concesse un prestito di un miliardo di dollari garantito dai diamanti. Nel 1980 fu scoperto un secondo distretto presso Archangel’sk, con il giacimento intitolato a Lomonosov.
Il taglio e l’industria
L’URSS non si limitò al grezzo: le fabbriche di taglio di Mosca, Smolensk e Kiev, con il marchio «Kristall», producevano brillanti di qualità riconosciuta, e i diamanti industriali sintetici, prodotti dal 1960, alimentavano le macchine utensili. I diamanti della Jacuzia servirono anche alla tecnologia militare, e i migliori cristalli finirono nel fondo dei diamanti dello Stato, il Gochran, accanto ai gioielli degli zar.
Dopo il 1991
Nel 1992 Jakutalmaz divenne Alrosa, società controllata dalla Russia e dalla Jacuzia, che è oggi il primo produttore mondiale per volume, con circa un terzo dei diamanti estratti; la miniera di Mir, chiusa a cielo aperto nel 2001 e proseguita in sotterraneo, fu allagata nel 2017 con otto morti. Le sanzioni del 2024 dei paesi del G7 hanno vietato l’importazione dei diamanti russi, e Alrosa vende in Asia e in Medio Oriente; i diamanti che Popugaeva trovò seguendo i granati finanziano oggi la guerra.
Curiosità
- Larisa Popugaeva, la scopritrice del primo camino diamantifero, fu costretta a firmare il passaggio a un altro istituto perché i dirigenti si attribuissero la scoperta; ricevette il riconoscimento solo negli anni Settanta.
- Il cratere di Mir è profondo 525 metri e largo 1,2 chilometri: il volo degli elicotteri sopra la miniera fu vietato perché le correnti discendenti li risucchiavano.
- Il telegramma della scoperta di Mir del 1955, «ho acceso la pipa della pace, il tabacco è eccellente», diede il nome alla miniera e alla città: Mir, «pace».
- L’accordo segreto con la De Beers durò dal 1959 al 1963 apertamente e poi attraverso intermediari: l’URSS vendeva i suoi diamanti al monopolio dell’apartheid che condannava all’ONU.
Valutazione critica
I diamanti sovietici sono la storia di una scoperta scientifica trasformata in segreto di Stato: le geologhe non riconosciute, la produzione nascosta, le vendite attraverso il nemico ideologico, la città costruita nel permafrost per un buco che vale miliardi. Fu un successo del sistema, ottenuto con i metodi del sistema.
Alrosa e le sanzioni del 2024 chiudono il cerchio: i diamanti che l’URSS vendeva alla De Beers per la valuta servono oggi alla Russia per pagare la guerra, e l’Occidente ha impiegato due anni a smettere di comprarli.
FAQ – Domande frequenti
Quando furono scoperti i diamanti in URSS? Nel 1954, con il camino Zarnica trovato dalla geologa Larisa Popugaeva in Jacuzia, e nel 1955 con la miniera di Mir e Udačnaja; la produzione industriale cominciò nel 1957.
Quanti diamanti produceva l’URSS? Negli anni Ottanta oltre dieci milioni di carati l’anno, circa un quarto della produzione mondiale, venduti in segreto attraverso la De Beers.
Che cos’è Alrosa? La compagnia nata nel 1992 dal trust sovietico Jakutalmaz, controllata dalla Russia e dalla Jacuzia: è il primo produttore mondiale di diamanti per volume, sotto sanzioni occidentali dal 2024.
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