Bandiera sovietica
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Rame e nichel

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Il nichel di Noril’sk, estratto dal 1935 dai detenuti oltre il circolo polare, e il rame degli Urali e del Kazakistan alimentarono le leghe dei carri armati e i cavi dell’elettrificazione, e fecero dell’URSS uno dei primi produttori mondiali di entrambi i metalli, oltre che il primo di palladio. Le città che li estraevano sono tra le più inquinate del pianeta; il combinato di Noril’sk, privatizzato per pochi milioni nel 1995, vale oggi decine di miliardi.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Rame e Nichel
Miniera a cielo aperto negli Urali: gradoni giganteschi, camion da cava, foschia industriale.

Il nichel

Il nichel sovietico venne dagli Urali, con le prime fonderie degli anni Trenta, dalla penisola di Kola, con i giacimenti di Pečenga presi alla Finlandia nel 1944 e le fonderie di Mončegorsk, e soprattutto da Noril’sk, dove i minerali di nichel, rame, cobalto e platino della penisola del Tajmyr, tra i più ricchi del mondo, furono scoperti negli anni Venti e sfruttati dal 1935 con il Norillag. Il nichel serviva alle corazze e alle leghe militari, e durante la guerra Noril’sk ne fornì la quantità decisiva; negli anni Ottanta l’URSS era tra i primi due produttori del mondo, con il combinato del Tajmyr a fornire la maggior parte.

Il rame

Il rame, indispensabile all’elettrificazione promessa da Lenin, fu estratto negli Urali, con i giacimenti di Krasnoural’sk e di Gaj, in Kazakistan, con Džezkazgan e la fonderia di Balchaš costruite negli anni Trenta dai deportati e dai detenuti, in Uzbekistan ad Almalyk, e a Noril’sk insieme al nichel; il giacimento gigante di Udokan, in Transbajkalia, scoperto nel 1949, restò inutilizzato fino al 2023 per la mancanza di strade. Con circa un milione di tonnellate l’anno l’URSS era tra i primi tre produttori, e importava comunque rame raffinato per le industrie.

I metalli del gruppo del platino

I minerali di Noril’sk contengono palladio e platino, e l’URSS ne divenne il primo produttore mondiale, con le quantità e i prezzi tenuti segreti: il palladio sovietico, venduto attraverso banche svizzere, serviva alle marmitte catalitiche e all’elettronica dell’Occidente, e fu una delle fonti di valuta più discrete. Oggi la Russia fornisce ancora circa il 40 per cento del palladio mondiale, da Noril’sk.

Il prezzo

Noril’sk, Mončegorsk, Karabaš negli Urali, Balchaš in Kazakistan sono tra i luoghi più inquinati della Terra: le fonderie senza filtri hanno ucciso la vegetazione per decine di chilometri con l’anidride solforosa, la tundra intorno a Noril’sk è morta, il lago Balchaš è avvelenato dai metalli pesanti, e la speranza di vita nelle città del nichel è inferiore di anni alla media. Il Norillag e i deportati di Balchaš hanno pagato il primo prezzo; gli abitanti di oggi il secondo.

Dopo il 1991

Nel 1995 il combinato di Noril’sk, che produce un quinto del nichel e quasi metà del palladio mondiali, fu ceduto nell’asta dei «prestiti in cambio di azioni» al gruppo di Vladimir Potanin per 170 milioni di dollari: è l’origine di una delle più grandi fortune russe. Il rame del Kazakistan è passato a Kazachmys, quello degli Urali ai gruppi di Ekaterinburg; le sanzioni dopo il 2022 hanno risparmiato in gran parte il nichel e il palladio russi, di cui l’Occidente non può fare a meno.

Curiosità

  • La città di Karabaš, negli Urali, con la sua fonderia di rame attiva dal 1910, fu dichiarata nel 1996 zona di disastro ecologico: le colline intorno sono nere e senza un albero.
  • Il palladio di Noril’sk era negli anni Ottanta una delle esportazioni più segrete dell’URSS, venduta tramite banche svizzere: le quantità furono declassificate solo dopo il 1991.
  • Il giacimento di rame di Udokan, scoperto nel 1949 e tra i più grandi del mondo, ha aspettato settantaquattro anni per la prima fusione, nel 2023: mancavano la ferrovia e i soldi.
  • I giacimenti di nichel di Pečenga, nella penisola di Kola, furono la ragione principale per cui l’URSS pretese dalla Finlandia quel territorio nell’armistizio del 1944.

Valutazione critica

Il rame e il nichel sovietici furono estratti dove nessuno avrebbe vissuto e con chi non poteva scegliere, e le città che ne sono nate ne portano il segno nell’aria e nel suolo: Noril’sk è il capolavoro dell’industria sovietica e il suo paesaggio più mortale. I metalli servirono alle armi e all’elettrificazione, e il conto ambientale non fu mai contato.

La cessione di Noril’sk per una frazione del suo valore, e il fatto che l’Occidente continui a comprarne il palladio anche in guerra, dicono che cosa sia diventata quella eredità: la rendita di pochi, con la complicità di molti.

FAQ – Domande frequenti

Dove si estraevano rame e nichel in URSS? Il nichel a Noril’sk in Siberia, nella penisola di Kola e negli Urali; il rame negli Urali, in Kazakistan a Džezkazgan e Balchaš, in Uzbekistan e a Noril’sk.

Perché Noril’sk è così importante? Perché i suoi giacimenti contengono nichel, rame, cobalto, platino e palladio in quantità tra le maggiori del mondo: il combinato, costruito dal Gulag, produce oggi un quinto del nichel e quasi metà del palladio mondiali.

Chi possiede oggi Noril’sk Nickel? Il gruppo di Vladimir Potanin, che lo ottenne nel 1995 nell’asta dei prestiti in cambio di azioni per 170 milioni di dollari, con altri azionisti; è una delle imprese più redditizie della Russia.

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