Programma Venera
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Venere fu il pianeta sovietico: mentre gli americani andavano su Marte, le sonde Venera dell’URSS furono le prime a entrare nell’atmosfera di un altro pianeta, ad atterrarvi, a trasmettere dalla superficie a 460 gradi e novanta atmosfere, a fotografarne il suolo a colori e a registrarne i suoni. Dieci atterraggi tra il 1970 e il 1985, con sonde che duravano minuti in un forno acido: il programma più riuscito e meno celebrato dello spazio sovietico, e l’unico a cui nessuno è mai tornato.
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Le prime sonde
La Venera 1 del febbraio 1961 fu la prima sonda lanciata verso un altro pianeta, e si perse; la Venera 3 nel marzo 1966 fu la prima a colpire un altro pianeta, senza trasmettere; la Venera 4 nell’ottobre 1967 entrò nell’atmosfera e scoprì che era di anidride carbonica e schiacciante, fermandosi a 25 chilometri dal suolo dove la pressione la distrusse; le Venera 5 e 6 del 1969 confermarono che la superficie era un inferno. Ogni sonda era costruita per resistere a ciò che la precedente aveva rivelato, dal laboratorio Lavočkin di Babakin.
L’atterraggio
Il 15 dicembre 1970 la Venera 7, con una capsula in titanio pressurizzata a 180 atmosfere, atterrò su Venere e trasmise per 23 minuti dalla superficie: la prima trasmissione da un altro pianeta, con la temperatura di 475 gradi e la pressione di 90 atmosfere; la Venera 8 del 1972 durò 50 minuti e misurò la luce. Il 22 ottobre 1975 la Venera 9 inviò la prima fotografia della superficie di un altro pianeta, un paesaggio di rocce piatte sotto un cielo giallo, e la Venera 10 la seguì tre giorni dopo: le sonde erano lavatrici di titanio con le finestre di quarzo, e sopravvivevano un’ora.
I colori e i suoni
Le Venera 13 e 14 del marzo 1982 trasmisero le prime immagini a colori della superficie, con il cielo arancione e le rocce, analizzarono il suolo con una trivella e registrarono per prime i suoni di un altro pianeta, il vento e i rumori della sonda; la Venera 13 resistette 127 minuti, il record. Le Venera 15 e 16 del 1983 mapparono con il radar il quarto del pianeta dal polo nord, e le sonde Vega del 1985, dirette alla cometa di Halley, lasciarono su Venere due palloni che volarono per due giorni nell’atmosfera: l’ultima missione sovietica al pianeta.
Perché Venere
L’URSS scelse Venere perché era più vicina, perché le prime finestre di lancio la favorivano e perché su Marte le sonde sovietiche fallirono quasi tutte, dalle Mars degli anni Sessanta al Mars 3 che nel 1971 atterrò e tacque dopo venti secondi, fino alle Fobos del 1988 e alla Mars 96; su Venere, con la pressione e il calore, l’ingegneria sovietica della robustezza valeva più dell’elettronica raffinata. Fu una scelta obbligata trasformata in specialità, e nessuno ha più eguagliato i dieci atterraggi.
L’eredità
Dopo il 1985 nessuna sonda ha più toccato Venere, e i dati delle Venera restano la base di ciò che sappiamo della superficie; la Russia annuncia da vent’anni la Venera-D e le missioni americane ed europee sono previste per gli anni Trenta. Le fotografie a colori del 1982, con il cielo arancione, sono ancora le uniche scattate dalla superficie del pianeta più vicino alla Terra, opera di un programma che l’Occidente ricorda poco e che l’URSS celebrò meno della Luna.
Curiosità
- Le fotografie a colori delle Venera 13 e 14 del 1982 sono ancora oggi le uniche immagini scattate dalla superficie di Venere: il cielo è arancione perché l’atmosfera assorbe il blu.
- La Venera 13 resistette 127 minuti a 457 gradi e 89 atmosfere, il record per una sonda su Venere; era progettata per durare mezz’ora.
- La Venera 9 del 1975 aveva un copriobiettivo che si sganciò regolarmente; nella Venera 14 del 1982 il coperchio cadde esattamente sotto il braccio che doveva misurare il suolo, e la sonda analizzò il proprio coperchio.
- I palloni delle sonde Vega, nel giugno 1985, volarono per 46 ore a 54 chilometri di quota nell’atmosfera di Venere: la prima e unica aerostazione su un altro pianeta.
Valutazione critica
Il programma Venera è la prova migliore di ciò che l’ingegneria sovietica sapeva fare: costruire macchine robuste per condizioni impossibili, sonda dopo sonda, imparando da ogni fallimento in una competizione che nessuno seguiva. Fu la scienza sovietica senza la propaganda, e forse per questo la più riuscita.
Che nessuno sia più tornato su Venere da quarant’anni, e che le foto sovietiche del 1982 restino le uniche, dice quanto quel programma fosse avanti e quanto la sua eredità sia rimasta senza continuatori, in Russia e altrove.
FAQ – Domande frequenti
Quali furono i primati del programma Venera? La prima sonda lanciata verso un pianeta nel 1961, la prima a entrare nell’atmosfera di un altro pianeta nel 1967, la prima ad atterrare e a trasmettere dalla superficie nel 1970, le prime foto nel 1975, le prime immagini a colori e i primi suoni nel 1982.
Quanto duravano le sonde su Venere? Da 23 minuti della Venera 7 a 127 minuti della Venera 13: la temperatura di oltre 450 gradi e la pressione di 90 atmosfere distruggevano l’elettronica in un’ora o poco più.
Perché l’URSS preferì Venere a Marte? Perché le missioni sovietiche su Marte fallirono quasi tutte, mentre su Venere la robustezza delle sonde sovietiche funzionava: fu una scelta obbligata diventata specialità, con dieci atterraggi mai eguagliati.
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