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Sputnik

Approfondimento storico in una prospettiva critica

Una sfera d’alluminio di 58 centimetri e 84 chili con quattro antenne, che dal 4 ottobre 1957 girò intorno alla Terra emettendo un «bip» che le radio di tutto il mondo captarono: lo Sputnik fu il primo oggetto artificiale in orbita, il trionfo dell’URSS e la prova che il suo missile poteva colpire l’America. Aprì l’era spaziale, fece nascere la NASA e diede al mondo una parola; Laika, un mese dopo, morì nel secondo.

Impostazione editoriale: questa pagina analizza il tema in chiave storica e critica, senza intenti celebrativi o propagandistici.
Sputnik
Razzo sulla rampa di Baikonur all’alba, steppa e torri di servizio nella nebbia.

Il lancio

Il 4 ottobre 1957, alle 22.28 ora di Mosca, il missile R-7 di Korolëv decollò dal poligono di Tjuratam, il futuro Baikonur, e pose in orbita il «Prosto Sputnik», il «semplice satellite», costruito in fretta al posto del laboratorio scientifico previsto per l’Anno geofisico internazionale, che non era pronto: una sfera pressurizzata con due trasmettitori radio e le batterie, che a 20 e 40 megahertz mandava il segnale che ogni radioamatore poteva ricevere. Compì un’orbita ogni 96 minuti a 900 chilometri di altezza, trasmise per ventuno giorni e bruciò nell’atmosfera il 4 gennaio 1958, dopo 1.440 orbite.

Lo choc

La Pravda diede la notizia in poche righe il 5 ottobre; fu la reazione mondiale a far capire a Chruščëv ciò che aveva in mano. Negli Stati Uniti il «bip» fu ascoltato come una minaccia: se i sovietici potevano mettere in orbita 84 chili, potevano mandare una testata su New York, e il fallimento del Vanguard americano in dicembre, esploso in diretta televisiva, aggravò l’umiliazione. In un anno nacquero la NASA, l’agenzia ARPA da cui verrà Internet e la legge sull’istruzione che finanziò la scienza nelle scuole; il «momento Sputnik» è ancora l’espressione per il risveglio di una nazione.

Sputnik 2 e Laika

Chruščëv volle un secondo lancio per il quarantennale della rivoluzione: il 3 novembre 1957 lo Sputnik 2, di 508 chili, portò in orbita la cagnetta Laika, raccolta per le strade di Mosca, il primo essere vivente nello spazio, senza un sistema di rientro; morì dopo poche ore per il calore, come l’URSS ammise solo nel 2002, mentre la propaganda parlava di una settimana di vita e di un’eutanasia programmata. Lo Sputnik 3 del maggio 1958, con 1.327 chili di strumenti, fu il laboratorio scientifico che avrebbe dovuto essere il primo.

Il Costruttore capo

Il satellite fu voluto e imposto da Korolëv, che convinse il governo a usare l’R-7 per un lancio civile prima che gli americani lo facessero, e che restò anonimo: il mondo attribuì il successo a un’ingegneria collettiva, e il premio Nobel proposto fu rifiutato perché lo Sputnik era opera «di tutto il popolo sovietico». Il gruppo che lo costruì ricevette i premi Lenin in segreto; la sfera di riserva è oggi al museo di Mosca, e le repliche nei musei di tutto il mondo.

L’eredità

La parola «sputnik», compagno di viaggio, entrò in tutte le lingue e diede il nome a un vaccino russo nel 2020; il 4 ottobre apre ogni anno la settimana mondiale dello spazio. Lo Sputnik fu il momento in cui l’URSS sembrò il futuro, e la corsa che ne seguì mostrò che il futuro dipendeva da altro: il satellite senza strumenti che spaventò il mondo era il prodotto di un missile costruito per distruggerlo.

Curiosità

  • Il segnale dello Sputnik, a 20 e 40 megahertz, fu scelto perché ogni radioamatore potesse captarlo: la Pravda pubblicò gli orari dei passaggi perché il mondo lo ascoltasse.
  • Il satellite fu costruito in meno di un mese al posto del laboratorio scientifico non pronto: era una sfera lucidata perché fosse visibile, ma quello che si vedeva dalla Terra era lo stadio del razzo, molto più grande.
  • Il primo Vanguard americano esplose sulla rampa il 6 dicembre 1957 in diretta: i giornali lo chiamarono «Kaputnik» e «Flopnik».
  • Il vaccino russo contro il Covid del 2020 fu chiamato Sputnik V, per ripetere la sorpresa del 1957: il Cremlino ne fece un argomento di propaganda come sessant’anni prima.

Valutazione critica

Lo Sputnik fu la più efficace operazione di propaganda della storia sovietica, e non era stata pensata come tale: un ingegnere anonimo convinse il governo a mettere in orbita una sfera con una radio, e il mondo lesse in quel bip il sorpasso dell’URSS. Il satellite era vuoto; il missile che lo portava era pieno di significato, e gli americani lo capirono meglio dei sovietici.

Laika, morta in poche ore e celebrata per decenni, è l’altra faccia dello stesso lancio: il primato ottenuto senza riguardo per chi lo pagava, e la verità ammessa quarantacinque anni dopo.

FAQ – Domande frequenti

Quando fu lanciato lo Sputnik? Il 4 ottobre 1957 da Tjuratam, il futuro Baikonur, con il missile R-7 di Korolëv: fu il primo satellite artificiale della storia, in orbita per 92 giorni.

Che cosa faceva lo Sputnik? Trasmetteva un segnale radio a 20 e 40 megahertz, captabile da ogni radioamatore, per ventuno giorni; misurava indirettamente la densità dell’atmosfera e la ionosfera. Non aveva strumenti scientifici.

Perché fu così importante? Perché dimostrò che l’URSS aveva un missile intercontinentale capace di raggiungere gli Stati Uniti e che era in vantaggio nello spazio: la reazione americana produsse la NASA e la corsa allo spazio.

Le immagini sono fotografie d’epoca? No. Le immagini indicate come «ricostruzione illustrativa» sono elaborazioni realizzate per il sito e non vanno confuse con fotografie d’archivio. Le opere di riferimento sono elencate nella bibliografia.

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