Arte
Approfondimento storico in una prospettiva critica
Il «Quadrato nero» di Malevič, Kandinskij, Chagall, Tatlin e Rodčenko fecero della Russia rivoluzionaria la capitale dell’avanguardia, e nel 1932 il partito chiuse tutto: il realismo socialista di Gerasimov con i ritratti di Stalin, l’«Operaio e la kolchoziana» di Muchina, le tele con i trattori riempirono le mostre e le avanguardie i depositi dei musei per cinquant’anni. Chruščëv insultò gli astrattisti al Maneggio nel 1962, i bulldozer distrussero una mostra nel 1974, e nel 1988 Sotheby’s vendette a Mosca i non conformisti a prezzi record.
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L’avanguardia
Tra il 1910 e il 1930 la Russia inventò l’arte del Novecento: il suprematismo di Malevič con il «Quadrato nero» del 1915, l’astrazione di Kandinskij, il costruttivismo di Tatlin con la torre per la Terza Internazionale, Rodčenko con la fotografia e i manifesti, Lisickij, Popova, Chagall a Vitebsk, i «Vchutemas», il Bauhaus sovietico; la rivoluzione li usò per i treni di propaganda e le finestre della ROSTA e li lasciò liberi per dieci anni. Poi Chagall e Kandinskij emigrarono, Malevič fu arrestato nel 1930 e morì nel 1935 in una bara suprematista, e i suoi quadri finirono nei depositi.
Il realismo socialista
Il decreto del 1932 sciolse tutti i gruppi artistici e l’Unione degli artisti del 1957 completò l’organizzazione: l’arte ufficiale fu il realismo socialista, i grandi quadri con Lenin e Stalin di Aleksandr Gerasimov e di Brodskij, i lavoratori sorridenti di Dejneka, i kolchoz di Plastov, le scene di guerra e i «Nuovi appartamenti» di Laktionov, e la scultura monumentale con l’«Operaio e la kolchoziana» di Vera Muchina del 1937, per il padiglione di Parigi, e le migliaia di Lenin nelle piazze. Gli artisti ufficiali avevano le commesse, gli studi e i premi; i musei mostravano l’Ottocento, gli Ambulanti e il presente, e nascondevano gli anni Venti.
I non conformisti
Il disgelo aprì gli studi: nel dicembre 1962 Chruščëv visitò la mostra del Maneggio e insultò gli astrattisti come «pederasti» e «asini», e i pittori tornarono nei sotterranei; nel settembre 1974 la mostra all’aperto dei non conformisti in un campo di Mosca fu distrutta dalle ruspe e dagli idranti, la «mostra dei bulldozer», e lo scandalo internazionale costrinse il regime a concederne una legale due settimane dopo. Il concettualismo di Kabakov, la Sots Art di Komar e Melamid che parodiava lo stile ufficiale, Bulatov, Rabin e il gruppo di Lianozovo vivevano di appartamenti e di diplomatici stranieri che compravano.
Il pubblico e i musei
L’Ermitage, la Tret’jakov, il Puškin e i musei delle repubbliche erano tra i più visitati del mondo, con ingressi a copechi, le gite scolastiche e le code per le mostre occidentali, dalla Gioconda del 1974 a Mosca ai Picasso; l’avanguardia era nei depositi, mostrata a pochi, e riscoperta con la mostra di Mosca-Parigi del 1981 e con la glasnost; Il’ja Glazunov, con i quadri storici e mistici, era il pittore più popolare dell’Unione, con le code al Maneggio negli anni Settanta e Ottanta. L’arte era un servizio pubblico, come tutto: gratuita, controllata, enorme.
Dopo il 1991
L’asta di Sotheby’s a Mosca del luglio 1988, con i non conformisti venduti a prezzi record, aveva aperto il mercato; Kabakov emigrò nel 1987, Komar e Melamid già nel 1978, e l’arte russa degli anni Novanta e Duemila si è divisa tra il mercato, il museo Garage degli oligarchi, l’azionismo di Pavlenskij e le Pussy Riot del 2012, e la censura tornata con i processi per «offesa ai sentimenti religiosi». L’avanguardia è oggi la vetrina dei musei russi e il «Quadrato nero» il quadro più famoso del paese; Muchina è ancora davanti al VDNCh.
Curiosità
- Malevič fu sepolto nel 1935 in una bara suprematista disegnata da lui, con il «Quadrato nero» sul cofano e un altro sul monumento; la tomba fu distrutta in guerra e ritrovata solo nel 2013 sotto un condominio.
- Al Maneggio, il 1° dicembre 1962, Chruščëv gridò ai pittori del gruppo di Beljutin che un asino con la coda avrebbe dipinto meglio, e lo scultore Neizvestnyj gli rispose per le rime: dieci anni dopo fu proprio Neizvestnyj a scolpire la tomba di Chruščëv, bianca e nera.
- La «mostra dei bulldozer» del 15 settembre 1974 fu distrutta in mezz’ora dalle ruspe, dagli idranti e dagli agenti in borghese, con i quadri sotto i cingoli; la stampa occidentale era presente e il regime concesse una mostra legale a Izmajlovo due settimane dopo.
- All’asta Sotheby’s di Mosca del 7 luglio 1988, la prima in URSS, un quadro di Griša Bruskin fu venduto per 416.000 dollari, cento volte la stima: gli artisti ricevettero i rubli, lo Stato la valuta.
Valutazione critica
L’arte sovietica fu la storia di un’avanguardia soppressa e di un’arte di Stato senza vita, con i capolavori del secolo nascosti nei depositi e i ritratti di Stalin nelle sale: il regime scelse la mediocrità comprensibile contro il genio incomprensibile, e mise le ruspe sui quadri quando il genio tornò. I non conformisti sopravvissero negli appartamenti, come i lettori del samizdat.
L’asta del 1988 e i musei che oggi espongono Malevič sono la vittoria postuma dell’avanguardia; i processi per le mostre e le performance nella Russia attuale dicono che il Maneggio del 1962 non è finito.
FAQ – Domande frequenti
Che cos’era l’avanguardia russa? I movimenti tra il 1910 e il 1930, dal suprematismo di Malevič al costruttivismo di Tatlin e Rodčenko, con Kandinskij e Chagall: l’arte più moderna del mondo, soppressa dal 1932 e nascosta nei depositi fino agli anni Ottanta.
Che cosa accadde alla mostra dei bulldozer? Il 15 settembre 1974 una mostra all’aperto di pittori non conformisti a Mosca fu distrutta dalle ruspe e dagli idranti; lo scandalo internazionale costrinse il regime a concedere una mostra legale due settimane dopo.
Chi erano gli artisti ufficiali? I pittori del realismo socialista, come Gerasimov, Brodskij, Dejneka, Plastov e Laktionov, e gli scultori come Muchina e Vučetič: avevano le commesse dello Stato, i premi e le sale dei musei.
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